Non prendevo sonno e forse non volevo neppure provarci, mi giravo e rigiravo nel letto speranzosa che avrei trascorso una notte diversa da quelle alla quale ero fin troppo abituata.
E nel tentativo vano di inviare un messaggio a Chloe e sperare fosse ancora sveglia per tenermi compagnia, dal muro della mia camera avevo sentito uno strano cigolio accompagnato da un tonfo.
Mi alzai di scatto guardando verso la mia finestra, una strana sensazione stava pizzicando la punta dei miei piedi tanto da dover lasciare il letto e scostare la tenda per affacciarmi.
Fuori era buio, non vi erano lampioni ad illuminare il viottolo, solo due alberi così vicini da sentire le foglie sfregare l'una contro l'altra al danzare del flebile vento.
Era fresco, aveva punto il contorno delle mie labbra non appena avevo alzato l'imposta per poter vedere oltre ciò che i miei occhi non vedevano, ma niente mi aveva insospettito, tranne che per una sagoma incappucciata appropriarsi di una bicicletta e pedalare verso la strada.
Un nodo si strinse insistente nella mia gola e una voragine fece inciampare il mio stomaco in una sensazione di impellente desiderio, quello che mi aveva spinta a passi leggeri ad uscire dalla mia stanza e introdurmi senza permesso in quella accanto.
Avevo aperto lenta la porta, con la paura di avere avuto solo una stupida sensazione e trovarmi Scott infervorato dal mio essermi introdotta nel suo posto senza permesso.
Era stato chiaro: non dovevo entrare nella sua camera, ma questa era anche casa dei miei zii e niente avrebbe potuto vietarmi di andare liberamente ovunque io volessi.
Sospirando a pieni polmoni, scoprii che la stanza era vuota e il letto non ancora disfatto. Gli occhi fecero una veloce panoramica: era tutto un disastro.
Vestiti ovunque, scarpe dimenticate agli angoli dell'armadio, pareti ritinteggiate di nero, odore di erba da sballare anche senza fumare.
Come poteva vivere un ragazzo in queste condizioni? Immaginai che neppure a zia Cinthia era concesso poter entrare, altrimenti non ci sarebbe stato tanto disordine.
Feci un respiro profondo, la tentazione di spalancare la finestra fu insostenibile ma cercai di reprimermi: quel forte odore era davvero pesante ed io sentivo la testa appesantirsi.
Guardandomi bene attorno, cercando di non toccare nulla, calpestai con il piede sinistro qualcosa di rigido e lucido.
Afferrai tra le mani un bigliettino il cui sfondo ritraeva un ring e due guantoni da boxe. Lessi la scritta in nero grassetto: questa notte si sarebbe tenuto lo scontro tra Scott Friedich e Holland Collens, in palio per il vincitore una grossa somma di cinquanta mila dollari.
Adesso sapevo anche il suo cognome e mi fu strano come zio Joe non avesse deciso di mettergli il proprio, forse era stato lo stesso Scott a decidere così.
Ed eccolo arrivare, quel nodo nautico in gola che mi vietò di respirare come avrei dovuto. Riposi il biglietto esattamente dove lo avevo raccolto, ben sperando che poi Scott non se ne sarebbe accorto, filai a grandi passi in camera mia e mi spogliai del pigiama per mettere su un jeans ed una camicia semplice.
Lasciai i capelli raccolti e tentennai su come avrei deciso di lasciare la casa dei miei zii senza che loro se ne accorgessero.
Feci più respiri e mi affacciai dalla finestra, anche io come Scott avrei potuto scavalcare la tettoia e calarmi sul viottolo, ma la paura di cadere e fare rumore mi spinse a cercare un'opzione meno pericolosa.
Così lasciai la mia camera a piedi nudi, la stanza di zia Cinthia era chiusa e dalle scale potevo vedere il buio del soggiorno. A piccoli passi scesi ogni gradino, avevo la via libera per avvicinarmi alla porta d'ingresso ed uscire.
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Leah
Romansa⚠️ STORIA CONTENENTE DEI TW ⚠️ Il passato violento di Leah continua a ricordarle quanto sia difficile crescere nello stesso ambiente in cui tutto è cominciato. Le urla terrorizzate di sua madre difronte un uomo spietato che si costringe a chiamare "...
