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Carlotta prende un libro dal suo comodino per rilassarsi un po' e si stende nel letto.  E' un libro di Charles Bukowski, adora quell'autore.

L'ha conosciuto in un modo insolito. Era un mercoledì e stava prendendo l'auto per tornare a casa, vicino alla fermata c'èra un secchione, lì c'èrano scritte moltissime citazioni, ma Carlotta ne lesse solo una, quella di Charles.

Faceva così:"Stiamo tutti tentando di farcela. In una maniera o nell'altra, tentando di trovare l'amore, tentando di trovare sesso, tentando di trovare un po' di pace e un po' di senso prima di gettare la spugna."

Quando lesse quella citazione, pensò sicuramente a Francesco. Ma doveva ricominciare prima o poi.

L'amore non dura un cazzo, volgarmente parlando.

Carlotta ne è sicura.

Spesso leggendo quei libri, si ricordava di Francesco. E anche quel libro, che sta per leggere, gli farà tornare in mente la sua faccia mentre andava via dalla cena, ieri.

Vuole aiutarlo e aiutarsi, voleva guarire Carlotta.

Voleva dormire per sempre e dimenticare tutto.

Il problema si è ingrandito, non poteva tornare con Francesco, ha un figlio che ha bisogno del padre.

Carlotta si alza dal letto, ricordandosi di una persona che magari potrà aiutarli, a cancellare il passato.

E' un psicologo apposta per le coppie ma soprattutto amico di Carlotta dei tempi del liceo.

Quanto si divertiva Carlotta a quei tempi! Ricorda benissimo tutto! La festa in spiaggia, le discoteche, i baci, il fumo, i balli, le mode, i capelli ecc

Lei all'inizio del liceo era tranquilla ma poi conoscendo i suoi compagni di classe è cambiata totalmente: con i genitori era un angelo, si inventava una balla e andava in discoteca a ballare tutta la notte. Spesso aveva nostalgia, voleva tornare in quei tempi.

Si sentiva vecchia anche se non lo  era.

Forse il fatto di avere un figlio un po' la fatta invecchiare perché sente che deve dare il buon esempio, sente che ha un milioni di responsabilità. Non può andare mica in discoteca e fare le 3 del mattino! Ha pur sempre un figlio. Però lei spesso eliminava anche "una serata  pizza" con le sue amiche, mettendo suo figlio come una giustificazione per non uscire.

Spesso il compagno la stimolava ad uscire dicendo che ci stava lui con  il bambino, ma Carlotta non si fidava di nessuno. Suo figlio è suo e finchè non avrà un età in cui potrà cavarsela da solo, lei gli starà sempre accanto.

O forse lei semplicemente  non vuole che il figlio un giorno dica: "Mia madre stava più in ristorante a divertirsi che con me."

Ma tornando a noi, lei chiama lo psicologo.

"Buongiorno, studio medico Alvaro,  come posso aiutarla?"-risponde la segretaria con un tono stanco.

"Potrebbe passarmi il medico? E' una cosa personale."- dice Carlotta.

"Va bene, aspetti un secondo."

Dopo qualche minuto e non qualche secondo, Carlotta riesce a parlare con Alvaro.

"Hey Carlotta, come stai?"-dice Alvaro dopo averla riconosciuta

"Abbastanza bene, grazie, tu?"

"Benissimo, qua in studio va alla grande. Ma dimmi di te, ti prego. E' una vita che non ci vediamo!"

"E già, una vita. Ho un figlio e sto per sposarmi, nulla di particolare."-dice  sorridendo.

"Nulla di particolare?? Non ci credo! Un figlio??"

"Si"

"Ma con Francesco?"

"In realtà, ti ho chiamato per questo. Ho bisogno di un po' di sedute con te."

"Si, ma sai che tipo di sedute faccio. Non sono singole."

"Infatti verrò con Francesco."
"Avete dei problemi?"

"Capirai. Ora devo andare, quando posso venire?"

"Domani,ma verso le 19\19.30"

"Perfetto, a domani."

Carlotta riattacca, subito dopo ha un idea in testa. Andare da Francesco e parlare con lui.

Si mette delle scarpe comode e prende le chiavi della macchina, per fortuna quel giorno il suo futuro marito, ha portato il loro figlio al luna parck.  Accende la macchina e spinge nell'acceleratore e parte. La casa di Francesco non è molto lontana  probabilmente non lo troverà a casa, così lo chiama.

"Pronto?"
"hey sono carlotta, dobbiamo parlare, non credi?"

"Di cosa? Non hai detto abbastanza ieri sera?"

"No, non abbastanza."

"Bah!"

"Francesco ho bisogno di capire! Ho chiamato qualcuno che potrà aiutare sia me che te."

"Chi?"
"Un psicologo"

"Stai scherzando?"

"No, devi venirci. Ci farà bene."

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