I raggi di sole entrano sempre di più nella mia camera, e così sono costretta ad aprire gli occhi, do un'occhiata alla sveglia 8:37, bene sembrava più presto. Mi alzo a mala voglia dal mio caldo letto, e mi maledico per non aver messo un pigiama un po più pesante ieri sera, l'inverno si sa avvicinando e quest'anno sembra più spietato degli anni passati.
Finalmente mi decido a lasciare la mia stanza e scendo le scale, sembrano non finire più, insomma non che io sia vecchia però di mattina le scale sembrano non piacermi per niente, quando raggiungo la cucina noto mio padre seduto che legge il giornale.
"Buongiorno, come mai ancora qui?" Gli chiedo mentre gli do un bacio sulla guancia.
"Buongiorno anche a te. Vuoi sbarazzarti del tuo vecchio?" Dice con un tocco di sarcasmo, facendomi ridere.
Io e mio padre, Luke Toods, abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, lui non mi ha fatto mai mancare niente, insomma non nego che la nostra posizione economia è molto buona, ma non intendo materialmente, gli voglio un bene immenso.
Ha conosciuto mia madre, Rose, all'età di 22 anni, il loro amore è cresciuto a dismisura così hanno deciso di sposarsi dopo più di un anno, dopo il matrimonio hanno subito provato ad avere un figlio, purtroppo però mia madre non poteva averne, allora la mia famiglia non aveva una situazione economica come adesso, e mio padre non ha mai potuto far qualcosa per rimediare, dopo bene cinque anni dal loro matrimonio, magicamente, sono nata io, Hope, mia madre mi ha dato questo nome perché lei ci ha sempre sperato nell'avere un bambino, e alla fine eccomi qui. Durante il parto però ci sono state delle complicazioni, e i dottori non erano prevenuti per quello, così mia madre non ce l'ha fatta. Mio padre dopo quella dolorosissima perdita, ha fatto del suo meglio per prendersi cura di me, ha creato la " TOODS " un'azienda automobilistica. Col passare degli anni è diventata una delle aziende più importanti, ed ora è la più importante d'Inghilterra. Non mi sono mai ritenuta la causa della morte di mia madre, purtroppo i dottori non erano pronti per quello che è successo, anche se qualche volta penso a come sarebbe adesso magari parlare con lei, confidanti, o anche andare a fare la spesa insieme.
Mio padre si prende cura di me nel migliore dei modi, ma a volte credo di aver bisogno di lei.
"Stamattina inizio alle 9, ho dei nuovi colloqui. E credo che farò meglio ad andare." Mi sveglia dai miei pensieri, si alza e beve l'ultimo sorso del suo caffè.
"Buon lavoro papà, ah credo che dopo andrò a comprare il phon visto che ieri è caduto accidentalmente e ora non funziona più." Gli dico mentre si infila la giacca.
"Accidentalmente? Va bene tesoro, se vuoi passa nel mio ufficio." Dice mentre mi da un bacio ed esce.
Mentre faccio colazione controllo la posta che c'è sul tavolo, e vedo che c'è tra loro un foglietto bianco con una W in oro disegnata, è invito da parte dei Williams, sicuramente, ci invitano ogni anno a casa loro per un gala' prima dell'inverno, sinceramente è sempre risultato tremendamente noioso, insomma ci sono persone solo dai sessant'anni in su che non smettono di parlare d'affari, e quei pochi figli degli invitati sono talmente snob che mi passa la voglia di parlargli.
Sbuffo e rabbrividisco mentre i ricordi dell'anno passato mi inondano nella mente.
Non sono per niente una figlia di papà, anzi se devo avere qualcosa preferisco guadagnarmela invece di averla facilmente. Mio padre mi ha sempre protetta e fatta restare in una "bolla", dopo la morte di mia madre ha molto paura per me, quindi non sono molto conosciuta, almeno non quanto lui.
Finisco la mia colazione e mi dirigo al piano di sopra.
Ho già detto che odio queste scale?
Prendo un paio di jeans chiari, un maglione bianco e delle converse bianche, e applico solamente del rimmel sui miei occhi verdi, mi piace molto il colore dei miei occhi e guardando le foto di mia madre ho capito da chi li ho ereditati,scendo al piano di sotto e prendo alcuni soldi da mettere in tasca, cellulare, e chiavi della mia Range Rover.
Mentre esco dal negozio dopo aver acquistato il phon sento il mio cellulare vibrare dai miei pantaloni, e non sono per niente sorpresa mentre vedo chi è:
Ciao tesoro, spero che vada tutto bene, come ti ho detto stamattina raggiungimi in ufficio, devo parlarti.
Papà x.
Entro in macchina e parto, a pochi metri dal grande edificio, sento di nuovo il mio cellulare vibrare e distolgo lo sguardo dalla strada.
In poco tempo sento un tonfo e un "Ma andiamo, ci mancava solo questa oggi."
Scendo velocemente dalla mia macchina, e noto che c'è un ragazzo che impreca mentre guarda le nostre auto danneggiate.
"Ma voglio sapere a cosa stavi guardando. Non bastava che quel gran bastardo di Toods mi rifiutasse e tu mi vieni anche addosso!
Oggi non è per niente la mia giornata." Parla velocemente, mente continua a toccarsi i capelli nervosamente.
È un ragazzo alto, snello con dei capelli ricci, e mentre si volta verso di me noto che ha dei bellissimi occhi verdi, proprio come i miei. È un bellissimo ragazzo.
Ma mi rendo conto che ha appena detto che mio padre è un gran bastardo.
"Guarda che se fossi stato anche tu attento, avresti visto che ti stavo venendo addosso, potevi fermarti." Dico, incazzata. Non gli dico dell'offesa a mio padre, prima cosa non ho bisogno del suo nome per difendermi e poi ha appena che l'ha rifiutato, non voglio farlo incazzare ancora di più, dopo che gli sono venuta praticamente addosso.
E magicamente ricordo che mio padre stamattina mi aveva accennato di avere dei colloqui.
"Adesso sarei io quello che non sta attento? Senti voglio che mi ripari la macchina." Dice, mentre continua a muovere i capelli nervosamente.
"Certo, però c'è un piccolo problema.." Dico imbarazzata.
"Sarebbe?" Dice lui quasi incuriosito.
"Non ho dei soldi con me adesso, però,ehi posso darti il mio indirizzo, magari poi mi porti l'auto" propongo, insomma mio padre è pur sempre il capo della Toods. Annuisce ed entra in macchina e lo sento borbottare un "dovrò subirmi anche quel cazzone" ma non so di chi sta parlando e sinceramente non mi interessa, pochi secondi dopo esce con un pezzo di carta in mano e una penna.
"Ecco scrivimi l'indirizzo e magari anche il numero." Faccio come mi ha detto e gli restituisco il pezzo di carta.
Dopo un po' vedo che è in difficoltà sullo spostare la macchina.
"Sai magari potrei darti un passaggio. Anche la mia auto è messa male ma a differenza dalla tua, cammina decentemente." Non so perché gli ho proposto un passaggio, potrebbe essere una di quelle persone che mio padre dice di non frequentare, però visto che gli ho praticamente distrutto la macchina penso che glielo devo.
"Molto gentile da parte tua." Dice, mentre guarda la sua auto e borbotta qualcos'altro.
"Sai visto che ti devo dare un passaggio, ti consiglierei di non sfidarmi. Potrei farti restare qui da solo." Gli dico mentre lui alza gli occhi al cielo e si incammina verso la mia auto, apre lo sportello della macchina e sale. Lo imito.
"Bene, dove devi andare?" Dico mentre accendo l'auto.
"Tu dove vai?" Dice mentre accenna un sorriso, e vedo spuntare delle fossette ai lati della bocca. Eh?. Mi incomincio già a pentire di avergli offerto un passaggio.
"Perché fai il difficile? Non ti conosco neanche, insomma sto cercando solo di essere gentile, quindi ti consiglio di dirmi dove posarti, e la finiamo qui." Dico velocemente, inizio a stancarmi del suo comportamento.
"Ehi calma,calma. Innanzitutto piacere, Harry Styles. E poi penso che me lo devi." Dice con un sorriso stampato sulle labbra mentre di porge la mano.
"Piacere Hope Toods." Gli stringo la mano.
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Scathe||hs.
FanfictionHope Toods, figlia dell'uomo più importante e famoso d'Inghilterra e futura erede della "TOODS", si troverà presto dinanzi a scelte difficili, delusioni, pianti e il suo cuore spezzato. Questa è Scathe.
