Mi sveglio in una stanza bianca, molto grande e con qualche mobile antico posizionato in qualche angolo, c'è una grande finestra che illumina tutta la stanza.
"Dio che mal di testa." Dico ad altra voce mentre mi massaggio delicatamente le tempie.
Ma dove sono?
Mi alzo velocemente dal letto e intravedo la mia figura nello specchio, indosso solamente una maglietta bianca che mi arriva sotto al sedere, e noto che ci sono i miei vestiti sulla sedia accanto al letto, allungo la maglietta che indosso il più possibile ed esco da quella stanza.
Mi ritrovo in un corridoio con altre stanze e in fondo sulla sinistra vedo che c'è un grande salone e da quello che capisco c'è una cucina al lato destro, sento qualcuno parlare al telefono.
"Si è da me." Dice, ha una voce fin troppo famigliare.
Harry.
"No ancora si deve svegliare. Credo che la lascerò dormire, fin quando non deciderà lei di svegliarsi." Fa una pausa e continua.
"Ok, ciao." Dice, e sento appoggiare il cellulare su qualcosa, presumo sul tavolo.
Faccio un passo avanti e vedo che la sua figura è in piedi volta verso la cucina, si volta immediatamente quando sente il rumore dei miei piedi al contatto col pavimento freddo.
"Finalmente ti sei svegliata, buongiorno." Dice, tranquillamente mentre si siede vicino al tavolo, e sorseggia il contenuto della tazza, presumo sia latte.
"Cosa ci faccio qui? Come ci sono arrivata? Non ricordo quasi nulla, ricordo solo la tua voce, cosa è successo?" Dico velocemente verso di lui.
"Hai tutta questa voglia di conversare di mattina?" Dice continuando a bere il suo latte, con una faccia neutra ma allo stesso tempo scocciata.
"Comunque questa è casa mia." Dice continuando, mentre io mi siedo vicino al tavolo.
"Tom sembrava così gentile con me." Dico toccandomi nervosamente i capelli, e all'improvviso riesco a ricordare alcune parti dell'episodio di ieri.
"Tom e lo spacciatore del locale, ti avevo detto che non era il tuo prototipo di ragazzo." Dice con un'aria divertita. Mi sento lo testa scoppiare, Tom uno spacciatore? Aveva un'aria così innocente.
"Come hai fatto a trovarmi?" Gli dico cercando di tranquillizzarmi.
"Mi stavo portando Kim in una stanza, me la volevo sbattere come si deve ma poi ho sentito urlare qualcuno, e nel mio locale non voglio problemi, così sono venuto a vedere; ho visto che Tom ti stava tirando uno schiaffo così ho deciso di intervenire." Dice mente si alza e posa la sua tazza nel lavello. Vedo i muscoli della sua schiena contrarsi per quel gesto, e rimango incantata.
Dopo un po' di minuti mi sveglio dal mio stato di trance.
"Perché ti sei preoccupato per me?" Gli chiedo con lo sguardo fisso sui miei piedi.
"Non volevo far morire una povera ragazza di paura, e poi te l'ho detto..non voglio problemi nel mio locale." Dice senza preoccuparsi di come possa sentirmi io.
"Oh." Dico con un filo di voce.
Ho tantissime domande da porgli ad esempio, come sono arrivata fin qui, che fine abbia fatto Tom, se gli altri e Amanda sanno qualcosa.. AMANDA, non la vedo da ieri sera.
"Ehm, Amanda dov'è? Sa che sono qui? Perché non mi ha portata a casa? Oh mio dio mio padre." Dico alzandomi di scatto dalla sedia e girando per la stanza.
"Quella ragazza è così stupida, ha portato una ragazza come te in quel locale." Dice accennando un sorriso sul suo volto.
"Cosa vorresti dire? Che sono una ragazza tutta perfetta? Non sai neanche cosa ho passato quindi chiudi quella bocca per una buona volta. Senti non so neanche perché ti sto ascoltando! Voglio andare a casa." Dico più arrabbiata che mai.
Lui non può sapere perché sono cresciuta così "lontano dal mondo reale", non può sapere cosa ho passato, non può sapere come si ci sente a crescere senza una madre, non può sapere cosa vuol dire stare tutto il tempo da sola senza qualcuno vicino, mentre mio padre era impegnato a fare chi sa cosa a lavoro.
"Calmati, e poi perché fai tutte queste domande? Comunque preparati, e se vuoi fatti una doccia accomodati." Dice con difficoltà continuando a squadrare dalla testa ai piedi.
Quasi dimenticato, abbasso il più possibile la maglia e quando sto per uscire dalla stanza apro la bocca per parlare.
"Ehm.. Chi mi ha spogliata?" Dico timidamente e so per certo che le mie guance sono andate in fuoco.
"Sono stato io." Dice sfacciatamente senza neanche un po' d'imbarazzo.
"Oh.. posso usare la doccia?" Lui annuisce e continua.
"Seconda porta a destra, dietro la porta c'è un mobile, lì potrai trovare degli asciugamano." Dice mentre io esco dalla stanza.
Raggiungo velocemente il bagno, prendo subito gli asciugamani ed entro in doccia.
I pensieri su mio padre mi assalgo, cosa potrà mai pensare di me?
Mi aveva appena dato la possibile di fargli vedere che ormai sono cresciuta, spero che non sia stato in pensiero tutta la notte non voglio farlo preoccupare sopratutto dopo che si era promesso di tenermi in una protezione unica dopo l'episodio di mia mamma.
Gli sono debitrice per tutta la vita, per quello che ha fatto per me, non si è tirato indietro, non ha preso la strada più semplice, abbandonandomi, è andato avanti con tutta la determinazione del mondo, ha creduto in lui, e sopratutto ha creduto in me, io gli ho dato la forza per tutto questo non voglio deluderlo per una semplice festa.
Scaccio tutti questi pensieri dalla mia testa, ed esco dalla doccia, prendo l'asciugamano e lo avvolgo intorno al mio corpo, lo tengo stretto più che posso, insomma sono da sola in questa casa con Harry, un ragazzo molto presuntuoso e sa cosa fare per avere quello che vuole e precisiamo che sono coperta da uno straccio, meglio prevenire che curare no?
Esco dal bagno e mi dirigo verso la stanza che ho passato la notte, appena entro sussulto trovando Harry a torso nudo mentre si abbottona il pantalone.
"Ehm, io posso uscire se vuoi. Dimmi dove posso cambiarmi." Dico velocemente distogliendo lo sguardo dal suo corpo.
"Rilassati ." Dice avanzando sempre di più verso di me e leccandosi le labbra mentre mi squadra dalla testa fino ai piedi.
Lo guardo diritto negli occhi, e mi immergo in quel colore così profondo, per un minuto sembra che tutto intorno a me sembra sparite, ci siamo solo io e lui.
E ne ho la prova quando pian piano si avvicina a me, e poggia le sue labbra sulle mie.
È una sensazione sconosciuta per me, lui sembra così esperto mentre muove le sue labbra a ritmo, mi concedo un minuto per respirare e lui sfrutta quel momento per infilare la sua lingua morbida contro la mia, seguo l'istinto e l'assecondo al suo stesso ritmo, mi prende in braccio e poggia le sue mani sul mio sedere mentre mi sbatte violentemente contro il muro.
Oh no, questa scena mi è molto familiare. Non voglio essere una di quelle ragazze come Kim che si fanno sfruttare, solo per dare piacere a qualcuno. Mi stacco velocemente da lui e apro la bocca per parlare.
"No Harry, non posso." Dico con la voce spezzata, posso sentire il mio cuore ancora battere.
"Io..io voglio andare a casa." Dico la prima cosa che mi salta in mente.
Sussulto appena lo vedo prendere velocemente una maglietta bianca dalla sedia e dirigersi verso la porta per poi sbatterla così forte, che il pavimento sotto di me trema.
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Scathe||hs.
FanfictionHope Toods, figlia dell'uomo più importante e famoso d'Inghilterra e futura erede della "TOODS", si troverà presto dinanzi a scelte difficili, delusioni, pianti e il suo cuore spezzato. Questa è Scathe.
