CHAPTER 7.

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Resto un paio di minuti seduta sul letto per realizzare quello che è appena successo.

Non posso crederci, in parte per il bacio, ma perché quella reazione da parte sua?
Ci conosciamo da così poco, penso che chiunque avrebbe fatto la mia stessa cosa, anche se forse un po' me ne pento, ma non lo ammetterò mai.

Vedo il mio cellulare sulla scrivania posizionata di fronte al letto, mi alzo e lo prendo, sono in bilico tra accenderlo per vedere chi mi ha cercata e dare spiegazioni, sopratutto a mio padre perché di sicuro ci saranno chiamate o messaggi da parte sua, oppure accenderlo quando sarò a casa.
Ma mi faccio un po' di coraggio e appoggio il dito sul tasto per accenderlo. Rimango sbalordita da cosa vedo:
86 chiamate e 20 messaggi da parte di mio padre.
29 chiamate e 40 messaggi da parte di Amanda.

Deciso di inviare un messaggio ad Amanda:

Ehy Amanda, sono a casa di Harry, sto bene e forse dovrei ringrazia lui per questo.
Spero di non aver deluso mio padre, e spero anche che posso rincontrarti prima dei 50 anni ahaha, ti faccio sapere:)x.

Decido di ignorare mio padre, gli parlerò da vicino, spero solo che filerà tutto liscio.
Prendo i miei vestiti e li infilo velocemente, ho già perso troppo tempo, e non voglio andare a casa a piedi sopratutto perché non so dove io sia.
Esco da quella stanza e mi dirigo in cucina, ma mi accorgo che Harry si trova seduto sul grande divano, appoggiato alla parete nel salone, ha il cellulare in mano e mentre digita vedo spuntare un sorriso, quasi perverso, sul suo viso.

Appena si accorge della mia presenza, ritorna di nuovo serio e si alza.

"Andiamo." Dice con tono duro entra in cucina, prende delle chiavi dal tavolo, e mi supera andando verso la porta, lo imito e in pochi minuti siamo già usciti dall'appartamento e siamo nel parcheggio.
Si dirige verso un SUV nero, adoro questa macchina mi ricordo che la prima macchina che mio padre mi fece vedere fu quella, quando divenni maggiorenne, e infatti subito divenne mia.
Ma aspetta.
Non aveva la macchina rotta? Lui ha fatto un incidente con me.

"Tu non avevi una Mercedes classe A rotta?" Dico quasi sconvolta.

"Quella macchina era di un mio amico, per questo avevo detto che la dovevi aggiustare. Ma quando gliel'ho detto ha incominciato ad insultarmi così che si fotta, sicuramente non merita la tua, ehm, gentilezza. Non dovrai più pensare ad aggiustare una macchina. Coma mai tutta questa conoscenza di motori?" Dice con un sorrisetto sulle labbra, mentre entriamo in auto.
Mi ricordo che lui ancora non sa che sono la figlia di Luke Toods, quindi decido di non dirgli nulla, sopratutto se non voglio morire male, lui sperava di essere un nuovo stagista, quindi decido di deviare discorso.

"Ehm nulla." Gli dico agitata.

"Dove abiti?" Dice cambiando discorso e uscendo dal parcheggio del suo appartamento.

"Albert Road." Dico mentre sposto il mio sguardo fuori dal finestrino, spero non sia molto lontano da qui, non vorrei far arrabbiare mio padre maggiormente.

"Ci vorrà un po'." Dice mentre tiene lo sguardo fisso sulla strada.
Ma in questo periodo qualcuno mi vuole davvero male. Mi sta davvero capitando di tutto.
Dopo un po' sento gli occhi pesanti e i miei muscoli pian piano si rilassano.

Mi sveglio con un forte rumore..è un clacson.
Mi accorgo che sono ferma in macchina davanti ad un cancello, e al posto del guidatore non c'è nessuno. DANNAZIONE.
La donna nell'auto continua a suonare ma io non posso fare nulla, non ci sono neppure le chiavi, e il numero di Harry non lo tengo, probabilmente è ancora sul quel foglietto a casa.
"Dove sei Harry." Dico urlando disperatamente, anche se so che nessuno mi sente.

Scendo dall'auto e continuo parlando con la signora.

"Mi scusi, e che non so dove sia Harry, io mi sono svegliata adesso, e lui non c'era, non so cosa posso fare." Dico parlando frettolosamente, e toccandomi in continuazione i capelli.

"Ma chi cazzo è Harry, io devo entrare! Non c'è la faccio più." Dice disperata mentre sento le urla di un bambino mentre continua a piangere.

"Basta." Urla, e io mi spavento. Sembra una psicopatica, ha la faccia rossa per la rabbia, okay sono davvero spaventata e man mano indietreggio.

Mi giro e noto Harry uscire da quel che sembra un bar, con un sacchetto in mano.
Appena vede me impaurita e la signora che continua ad urlare verso quel bambino, cammina con un passo più svelto.

"Harry." Sussurro.

"Che succede?" Dice mentre è finalmente vicino me. Mi aggrappo al suo braccio, mi sembrano una protezione quelle braccia.
Mi allontano subito quando vedo uno sguardo interrogativo da parte sua.

"Succede che io devo entrare nel mio fottuto appartamento. Ma c'è la tua fidanzata e una macchina, cioè la tua coglione, che mi impedisce di entrare. E la tua fidanzata non fa che mettermi più ansia di questo bambino, devo fottutamente smettere di essere una babysitter." Dice furiosa, mentre noi entriamo nell'auto.

"Il problema può essere risolto, e rilassati stronza, inizia col cambiare lavoro e fatti una bella scopata." Dice riluttante mentre partiamo.

Passano un paio di minuti e deciso io di parlare per prima.
"Che bel risveglio." Dico facendolo ridere.

"Continuava a ripetere fidanzata, noi non stiamo neppure insieme." Dice indifferente e non so perché ci rimango male, insomma ho appena condiviso la mia esperienza più intima con un ragazzo, e poco dopo lui me la sbatte in faccia.

"Si..ma ci siamo baciati." Dico, con non so quale coraggio.

Si volta verso di me e continua.
"Cosa vorresti dire Hope? La gente si bacia continuamente, e poi è stato un errore non volevo farlo, è stata l'eccitazione del momento che mi ha fatto fare quel gesto." Dice e io posso sentire gli occhi riempirsi di lacrime.

"Oh." Dico più piano che posso.
"Qui ci sono dei cornetti, mangiali." Dice mentre indica un sacchetto sul cruscotto.

"Non ho fame. Non mangio quasi niente di mattina." Dico con una voce sottile.

"Ok. Hope non devi darmi spiegazioni." Dice, può essere più irritante di così?
Questa volta posso non reggere e scoppiare in un pianto isterico, mi sembrava giusto un po' più simpatico di così quanto l'ho incontrato, forse quel bacio è sembrato bello solo per me, lui lo fa tutto il tempo lo ha appena detto.
Non voglio più restare in questa macchina con lui.

"Fra quanto siamo arrivati?" Dico con una voce più autoritaria.

"Fra 5 minuti, avrai dormito al massimo per 20 minuti."

Dopo quei 5 minuti che sembravano non finire più, arriviamo finalmente davanti a quella villa, che temevo più di qualsiasi altra cosa.

"Potresti entrare con me?" Gli chiedo all'improvviso.

Ma lui annuisce comunque.
Non so perché l'ho detto, ma sento che qualsiasi cosa succederà, forse Harry sarà la mia unica salvezza.

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