Dopo la tempesta Vaia

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Finalmente le vedo

le montagne,

quelle ripide e cattive,

rocciose e imponenti,

non chiedono

scusa a nessuno

ed esigono il più

rigoroso rispetto,

ma in realtà sono buone,

la loro bellezza perdona

tutti i loro pericoli,

dal basso sembrano

un sogno,

un'illusione:

il paradiso dell'anima e dei sensi,

così potenti

che sembrano immortali.

Purtroppo anche loro

sono state ferite,

il loro verde tesoro

è stato spazzato via

e strappato selvaggiamente

dal violento drago

che ha portato la sua

nera tempesta:

ha nascosto gli alberi

di queste cime

con le sue nuvole

e li ha saccheggiati tutti,

lasciando le pendici

mal rasate.

Ha assunto un nome di donna

questo distruttivo evento,

una donna forse

dall'indole impetuosa

come questi venti.

Ora c'è

un altro tipo di nuvole

che copre la tristezza

e desolazione di queste

montagne ferite.

È passato tanto tempo ormai,

ma le cicatrici

sono lunghe da curare,

e nella memoria resterà

sempre il ricordo.

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