Roxanne
Mi sento male.
Come se avessi io quella ferita, non il drago.
Inizio a correre tra gli alti e tenebrosi alberi per allontanarmi il più possibile da loro. Erroneamente inciampo su una radice e rotolo nel terriccio fangoso. Un dolore lancinante parte dalla zampa anteriore destra e mi porta a guaire dal dolore; zoppico ancora un po' e poi mi ritrasformo <<Syrax, che cosa diavolo mi sta succedendo...>> sussurro mentre il draghetto esce fuori dal ciondolo che porto al collo <<Io pensavo che fossero estinti>> anche Syrax a quanto pare è ancora scioccato <<Di cosa stai parlando?>> la mia voce è molto debole <<Ti ricordi la leggenda?>> mi chiede lui; io lo guardo stranita ma annuisco.
Eccome se me la ricordo! Penso di essere io la discendente di questa figlia del drago!
Lui continua <<La leggenda ha tralasciato un dettaglio, ovvero il fatto che i draghi morirono avvelenati>> rimango sorpresa da ciò che ha appena detto <<Da chi sono stati avvelenati?>> domando leggermente incazzata <<Da chi non lo so, ma so solo che si estinsero completamente>> si ferma un'attimo ma poi continua <<Non se ne videro più da allora...>> non riesce a finire perchè io mi alzo in piedi di scatto <<Allora chi cazzo era quel drago? Un impostore?>> mugolo appena sento la raffica di dolore dalla ferita aperta <<Non è un impostore, è un vero e proprio drago! Ora ti rispondo alla domanda che mi hai fatto prima; avevi detto che ti sentivi strana, vero?>>
Ma che cazzo c'entra ora questo? Io non lo capirò mai, questo è poco ma sicuro!
<<Ehm...Sì, ma cosa c'entra ora?>< dico dando voce a uno dei miei tanti pensieri <<Rispondi alla mia domanda, Rox>> dice lui osservandomi con i suoi occhi profondi <<Sì, avevo come la sensazione che la sua ferita fosse sulla mia pelle, non sulle sue squame>> rispondo <<Ecco! Questo è il segno che lui sia un vero drago. Devi salvarlo, perchè ogni volta che lo picchieranno, il suo dolore verrà trasferito anche su di te perchè ogni Elvarion ha un collegamento con ogni drago, specialmente se sono parenti>>.
Ok, questo è troppo: non ho capito un emirato cazzo
<<Tu e quel drago, in qualche modo avete lo stesso sangue>> risponde Syrax <<La vera domanda è che cazzo vuole il re da quel povero e innocente drago>> la mia rabbia è alle stelle <<Sei ferita, non provare a fare una delle tue cazzate>> non lo ascolto e tiro un pugno sulla corteccia dell'albero <<Io oggi non torno a casa>> dico tirando un calcio all'albero che ho davanti <<Hai paura che con la rabbia che hai dentro, saresti in grado di far del male a Freya o a Jane?>> non rispondo perchè sa che è vero.
<<Oggi Killer Lady farà un'altra vittima>> e dicendo questo, indico il taschino del gilet di pelle a Syrax e, dopo che lui si è intrufolato dentro, mi teletrasporto a casa per prendere l'abbigliamento da assassina.
Mi alzo il cappuccio che mi copre il volto, sistemo l'arco e le frecce che ereditai da papà e incastro un coltellino nello stivale destro: <<Prima di andare devi disinfettarti la ferita>> borbotta il mio caro amico tirando fuori la testa dalla tasca; sbuffando infastidita scendo velocemente di sotto e metto una garza sopra il profondo taglio. Dopo qualche imprecazione, esco fuori e inalo la fresca brezza notturna <<Bene, bene... Si torna ai vecchi tempi. Sono alquanto curiosa della faccia che farà il re nel vedere un altra vittima>> sorridendo mi metto alla ricerca della prima preda.
Girando incappucciata tra le vie anguste di una Joun Alley illuminata da logori e vecchi lampioni, mi guardo intorno alla ricerca di qualche vittima da sacrificare. Una voce profonda e alquanto debole mi fa voltare <<Giovane fanciulla, potresti avere un po' di pietà verso questo pover uomo?>> la mia figura è semi illuminata da un lampione e la mia ombra si staglia minacciosa sul terriccio dell'ampio viale. L'uomo sobbalza dalla paura, nel vedere i miei sfavillanti occhi verde smeraldo <<Non ci posso credere, sei veramente tu, t-t-tu s-s-sei lei!>> ne ho abbastanza, potrebbe attirare l'attenzione di qualcuno nelle vicinanze e in tal caso avrei rischiato di venire catturata <<Zitto, vecchio, non ti farò molto male...>> sussurro avvicinandomi a passi felpati alla mia vittima <<Aiuto!>> cerca di gridare l'uomo ma io lo blocco con il potere da Trupneo; poggio un dito sulle sue labbra screpolate dal freddo e sussurro minacciosa <<Preferisci soffrire ancora su questa terra di mortali oppure godere in cielo senza patire di freddo e di fame?>> l'uomo si blocca un secondo e io sfrutto questa breve occasione per sfilare il coltellino dal mio stivale e inziare a graffiargli braccia, petto e gambe <<Non mi uccidere, per favore!>> il sangue cola per terra e bagna quello straccio che usa per dormire <<Io ti sto aiutando e anche tu farai lo stesso>> mi accuccio a terra e inizio a percorrere le rughe sul viso di quel senzatetto <<Sai a chi assomigli?>> la mia voce si fa sempre più debole <<Sembri mio padre; ma sai che fine fece, il mio dolce e amato padre?>> alzo il coltello e gli taglio un orecchio; il suo è un grido silenzioso perchè sta tremando come una foglia e dalla sua bocca non esce neanche un debole gemito <<Lui è morto, e tu farai la sua stessa fine>> le mie agili dita sfiorano il suo labbro inferiore e con un semplice colpo, gli tiro fuori la lingua e gliela taglio <<Ora non puoi chiedere aiuto a nessuno>> la mia voce stava tremando di rabbia e la voglia di vedere il sangue colare copioso dal suo petto è alle stelle <<Dai un bacio a papà da parte mia>> e dicendo questo, gli infilo il coltello dritto al cuore e lo sfilo con estrema lentezza. Il coltellino è sporco del sangue della mia vittima; lo poggio a terra e mi guardo le mani orgogliosa di aver calmato la mia furia: quel denso e viscido liquido rosso granata cade come una lenta pioggia dalle mie mani e crea una grossa pozza che si unisce al sangue che fuoriesce dalla ferita dell'uomo. Guardo un'ultima volta lo squarcio che ho creato sul petto del vecchio e intravedo una cosa che tutti hanno ma che io persi tanto tempo fa: il cuore.
Il suo si è fermato, ma il mio è scomparso.
Mi allontano e inizio a correre verso il bosco; non mi volto perchè rischierei di attirare l'attenzione di qualche d'uno.
Quanto sono certa che domani la notizia girerà per tutto il regno, avvisando a tutti i sudditi che la misteriosissima Killer Lady, ha colpito ancora?
Mi trasformo in una piccola volpe e inizio a correre entrando sempre di più in quel ormai fin troppo familiare bosco. Mi fermo davanti al burrone e guardo la luna sorridere e specchiarsi nel limpido e calmo oceano. La sua bellezza mi attira come la luce attira una piccola e indifesa falena.
È questo il luogo dove mi allontano da una vita a me straniera e mi lascio trasportare dalla bellezza di questo posto: un salice piangente è posto al centro di questa piccola raduna ed è li che conobbi Jane e Freya. Mentre io stavo piangendo perchè ho rischiato di nuovo di essere catturata dal gruppo di mia madre, una ragazza mora e una riccioluta si inginocchiarono a fianco a me e, senza conoscermi, mi abbracciarono dicendo che non ero sola. Mi ricordo ancora quando alzai lo sguardo e vidi due visi dolci, calmi e simpatici osservarmi curiosi di sapere ogni cosa. Ed è lì, che capii che ora dovevo proteggere a tutti i costi le vite di quelle due orfane scappate dalle grinfie di una donna che si occupava di loro. Tre bambine, due obbiettivi: aiutarsi a vicenda e rivendicare ciò che fecero a loro. Da quel triste pomeriggio, non ci siamo mai divise: se una aveva bisogno, le altre due facevano di tutto pur di vederla sorridere. Ed è lì che cominciammo a uccidere, precisamente: che cominciai io a uccidere, per tenere il più distante possibile l'odio che provavo, provo e proverò verso gli adysteliani.
Tra pensieri felici, ricordi e tristi momenti; dalla prima vittima, dal primo cartello dove era scritto il nome di Killer Lady e la ricompensa a chi l'avrebbe portata dinanzi al re, ad oggi, l'ennesima vittima che uccisi per calmare la mia infinita furia e le mani sporche di sangue altrui, mi addormentai pensando ad una vita migliore, con una famiglia, senza paure, pensieri omicidi e odio.
La mia è una vita a cui non vale la pena vivere, ma il motivo di tutto questo è il bisogno di vendicare la mia bisnonna, la famosa figlia del drago.
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I will kill you, darling
FantasyLei è stata cresciuta per vivere senza provare emozioni Lui è nato per uccidere i fuori legge E se un giorno queste due anime rotte si dovessero incontrare, cosa accadrebbe alla barriera che si creò Roxanne per non far trapelare nessuna emozione al...
