Capitolo 7

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Roxanne

Mi sveglio frastornata e mi guardo intorno.

Alberi alti e robusti mi circondano, mentre il sole si sta alzando e i suoi primi raggi illuminano...

Il labirinto.

L'ultimo ricordo che ho di ieri sera era quando hanno ucciso la falsa Killer Lady.

Ma come diavolo ci sono finita qui?

Aspetta... Ieri sera al ballo ho bevuto un bicchierino di rum dolce.

E se quella bevanda fosse stata contaminata? Così che mi potessero portare qui?

I miei pensieri si dissolvono quando, tastando il terreno, sento sotto le mie dita una pergamena. La prendo e la leggo attentamente.

La prima prova è cominciata.

Siete all'interno del Labirinto del Grifone. Gli alberi hanno il completo controllo dei percorsi; le piante carnivore e le creature mostruose che ci vivono hanno la completa libertà di uccidervi o di lasciarvi andare.

L'obiettivo è quello di arrivare al cuore del labirinto e prendere il tesoro della Terra: la gemma della vita.

Non date nulla per scontato, perchè la prima regola del Torneo della Corona del Drago è appunto quella di pensare solo a voi stessi e alla vostra vita: se uccidete un concorrente, è solo un ostacolo in meno; ma se morite, sarete un altro nome inciso su qualche lapide.

Avete la scelta: o uccidete, o sopravvivete o morite.

Però, niente male eh...

Mi alzo e mi guardo intorno attentamente: gli alberi sembrano pronti ad intrappolare chiunque sbagli il percorso.

Chissà quanti moriranno...

Sono davanti ad un incrocio; in giro però, possono esserci dei vingotti, gli uccelli-registratori, che pensano a non farsi i cazzi loro e a filmare ogni cosa che vedono e sentono...

Devo stare attenta. Secondo me c'è un vingotto per ogni concorrente. Dov'è il mio?

Alzo la testa e lo vedo, appollaiato su un ramo, un uccellino grande quanto il palmo della mia mano e con due occhi neri come la pece; il suo manto blu perla lo differenzia dagli altri volatili.

Ora, mio caro re bastardo e mia cara cagna bianca, vedrete chi vincerà questa prima prova.

La corsia a destra è troppo cupa e la nebbia non mi farà vedere nulla; la via davanti a me è troppo lunga, di sicuro se passerò di lì, si aprirà una crepa oppure verrò inghiottita da qualche albero; a sinistra, sembra tutto a posto, ma è troppo tranquillo; dietro di me su un albero, è appollaiato il vingotto e il corridoio è segnato da orme di animali...

Finte.

Le impronte di animali sul terreno sono finte. Mi avvicino e osservo attentamente l'impronta: non esiste un animale che abbia un'impronta grande quanto la mia faccia e che sia leggero come una piuma. L'orma non è profonda, ma è troppo grande per essere di un animale di piccole dimensioni.

Questa è la via giusta.

Inizio a correre con il timore che da un momento all'altro il terreno sotto di scompaia, ma non succede niente; arrivo ad un secondo incrocio e, mentre cerco la via giusta, un urlo squarcia il silenzio: un concorrente in meno.

Sto ancora scegliendo il percorso da seguire, quando dal taschino dove è nascosto Syrax, sento un leggero pizzicotto.

Pericolo.

I will kill you, darlingDove le storie prendono vita. Scoprilo ora