Roxanne
Ho passato la notte a trovare un modo per salvare Jane e il drago, ma alla fine ho ceduto: avrei giocato al torneo.
Non che io non abbia voglia, che sia chiaro, ma al solo pensiero di Jane rinchiusa dietro le sbarre e dentro le segrete del castello mi fa stare male. Lei non c'entra nulla!
Sti stronzi.
<<Ho fame>> borbotto alzandomi di nuovo <<Ma ce la fai a stare ferma?!?>> Syrax mi fulmina con lo sguardo ed io gli sorrido tristemente <<Mi manca>> sussurro.
Fa che quella lucertola sputafuoco non mi abbia sentita. Fa che non mi abbia...
<<Ti ho sentita Roxanne! È inutile che continui a ripetertelo in testa. Lasciati andare un attimo. Fai cadere la terra la tua maschera da Killer Lady, la maschera da ragazza forte e mostrati. Mostrati nella tua vera natura>>
Fai cadere la maschera...
Lo guardo un attimo.
I suoi occhietti mi osservano dal basso, ma poi noto una scintilla strana nelle sue iridi violacee.
Comprensione.
Non si smuove.
Forse gli ho bloccato il modo per leggermi i pensieri.
Eh, menomale.
Sorrido e poi mi inginocchio a terra e faccio una cosa che non mi ricordavo ancora di esserne in grado.
Le mie lacrime cadono come una piccola pioggia sul terriccio e sui pantaloni di cuoio neri.
D'istinto mi copro il volto con le mani ma due piccole zampette squamate me le levano <<Non ti devi vergognare: c'è una sacralità nelle lacrime; non sono un simbolo di debolezza, ma di potere>>. Alzo lo sguardo e incontro gli occhietti violacei del draghetto <<Non dire minchiate, Syrax>> sussurro leccandomi via una lacrima che è scesa fino all'angolo della mia bocca <<Rox, gli occhi che piangono sono anche quelli che vedono meglio di chiunque altro!>> Syrax mi osserva addolcito. Non ho mai avuto la compassione di qualcuno, ma in questo momento ne ho più che bisogno <<Ma ti rendi conto con chi stai parlando? Con un mostro! Un'assassina! Papà non sarebbe fiero di me, come nessun'altro.>> le lacrime continuano a scendere ed io ho smesso di asciugarle. Le mie mani stanno graffiano la terra per la rabbia che provo.
La rabbia che provo nei miei confronti.
<<Ehi, vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di qualunque assassino. Tu uccidi per controllare la tua furia, non per divertimento: Roxanne queste sono due cose completamente diverse. Tu stai proteggendo le persone che ami mentre gli altri se ne infischiano. Nessuno nota la tua tristezza, nessuno nota la tua rabbia, nessuno nota il tuo dolore, però tutti notano quello che chiamano "tuoi errori". Tu sei una ragazza dall'aria forte e coraggiosa, ma sei come il vetro: se ti lasciano cadere ti rompi, ma se ti calpestano gli fai loro del male.>> Il fatto che mi ha paragonata ad un bicchiere di vetro mi fa sorridere, ma ha ragione...
<<Rox, avrai anche un carattere di merda... Ma un cuore come il tuo se lo possono solo sognare>> e dicendo questo mi si avvicina camminando in modo goffo e si accoccola a me.
Sei la mia luce nel buio, Syrax. Sei il mio faro nella tempesta. Ti voglio bene.
<<Alzati, dai! Andiamo a mangiare qualcosa...>> e dicendo questo ci alziamo e usciamo dal bosco. Joun Alley è piena di gente e c'è un continuo via vai di persone che comprano dai mercatini posti qua e là. Mentre cammino e rubo qualche monetina, vedo un piccolo palchetto posto in mezzo alla piazza.
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I will kill you, darling
FantasyLei è stata cresciuta per vivere senza provare emozioni Lui è nato per uccidere i fuori legge E se un giorno queste due anime rotte si dovessero incontrare, cosa accadrebbe alla barriera che si creò Roxanne per non far trapelare nessuna emozione al...
