SOFIA'S POV
È giovedì mattina, mi sono appena svegliata e sono già euforica, da oggi inizia ufficialmente la carriera agonistica del mio cavallo e della cavalla in cui nessuno ha mai creduto, a parte Charles.
Come prima cosa mi alzo dal letto e scendo in cucina a fare colazione con mio padre, anche lui è molto emozionato per questa gara e io voglio renderlo fiero della ragazza che ha cresciuto.
R : Allora principessa, sei pronta per questo weekend?
Io : Non sai quanto sono emozionata, mi sento carica e pronta ad affrontare tutto questo, spero di fare un buon lavoro e dimostrare quanto valgo e quanto valgono i nostri cavalli.
R : Questo è lo spirito bambina mia! Ora vai a prepararti oppure partiremo in ritardo.
Io : Certo papà.
Finisco la tazza di yogurt e cereali e salgo di nuovo in camera, mi tolgo il pigiama e indosso dei pantaloni e calzini da equitazione invernali, una maglia termica e la felpa del Jumping Verona; riordino la stanza e rifaccio il letto ed infine inserisco i prodotti per il bagno in valigia e la chiudo.
Porto giù la valigia e la lascio all’ingresso, indosso le scarpe da ginnastica e mi dirigo verso le scuderie; arrivata lì mi occupo di Shadow: le do una pulita veloce, le metto le fasce e la coperta da viaggio e la carico sul camion precedentemente preparato da mio padre; una volta sistemata mi dedico ad Ace svolgendo lo stesso procedimento, una volta entrambi sul camion, carico anche i cassoni e tutto il necessario per i cavalli e i box per questo weekend e infine chiudo tutto.
Torno in casa a prendere la valigia e il borsone con gli indumenti da gara, mi assicuro di non aver dimenticato niente, prendo telefono e chiavi, esco e chiudo la porta a chiave, raggiungo mio padre che mi sta aspettando vicino al camion, carico i bagagli, salgo sul sedile del passeggero, allaccio la cintura e mio padre che si trova alla guida parte.
Arriviamo a Grosseto verso del tre del pomeriggio, una volta arrivati al maneggio che ospiterà l’evento, mio padre parcheggia nel parcheggio adibito ai camion e successivamente faccio scendere prima Shadow che affido a mio padre e poi faccio scendere Ace che è molto agitato, per lui è un'esperienza tutta nuova ed è normale che si senta emozionato.
Io davanti e mio padre dietro ci avviamo verso uno dei capannoni dove sono allestiti i box per i cavalli provenienti da fuori, dobbiamo fermarci un paio di volte perché Ace fa lo sciocco strattonandomi ogni volta che vede qualcosa che lo incuriosisce o perché “fa il drago”, un suo comportamento che non ho mai capito in cui allunga il collo, alza la testa, dilata le narici ed emette sbuffi e suoni gutturali che mi ricordano il ruggito dei draghi, lo fa spesso quando è felice.
Una volta messi i cavalli in box, io e mio padre torniamo al camion e scarichiamo i cassoni e il resto dell'attrezzatura, lo portiamo sotto il capannone, vicino ai nostri box e inizio a sistemare tutto cercando di non creare intralcio agli altri. Mentre sto preparando il pastone per i due cavalli che mi osservano particolarmente interessati, mi suona il telefono, penso sia mio padre che non mi trova più dato che è andato a farsi un giro di perlustrazione e questo maneggio è enorme; mi pulisco le mani con uno straccio e quando prendo in mano il telefono scopro che è Charles.
Io : Ciao Charles, come stai?
C : Ehi Sofi, tutto bene grazie. Deduco dal tuo tono di voce che anche tu stia molto bene.
Io : In effetti si, oggi sono particolarmente felice, più del solito, sono contenta di essere tornata in garage dopo tanto tempo, l’atmosfera che si respira per tre giorni è veramente speciale.
C : Sono felice per te. Ti chiamo perché purtroppo ho avuto un piccolo imprevisto, il mio volo è in ritardo a causa di un problema tecnico, arriverò solo stasera purtroppo.
Io : Non ti preoccupare. Quando arrivi mi fai sapere, ci diamo una sistemata e poi andiamo a cena insieme, va bene?
C : Certo, ti richiamo o ti mando un messaggio quando arrivo. Ciao.
Io : Va bene, ci sentiamo dopo. Ciao.
Lui stacca la chiamata e io torno al mio lavoro, una volta finito lascio il pastone in posa, guardo l’orario e noto che è ora del vet check, perciò prendo la capezza e porto Ace fuori dal box, mi avvio verso il campo e una volta lì comunico all’assistente di campo il mio nome che mi fa entrare, svolgo il check e faccio vedere il libretto sanitario al veterinario che approva Ace e lo riporto in box, là aggiungo l’acqua al pastone e glielo do; stesse cose faccio con Shadow e prima di tornare in hotel metto ad entrambi le coperte da box e ripongo quelle da viaggio. Vado a cercare mio padre e una volta trovato andiamo a prendere le valigie e ci avviamo verso l’hotel che dista solo dieci minuti a piedi dal maneggio, mentre mio padre fa il check-in io ricevo un messaggio da Charles.
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HORSE POWER || Charles Leclerc
Fiksi Penggemar[MOMENTANEAMENTE IN PAUSA] Sofia, 23 anni, è un'amazzone professionista e lavora nella scuderia di famiglia con il padre Riccardo. Il suo compito è quello di introdurre i puledri nella carriera agonistica. L'unico amore che conosce è quello per i ca...
