Episodio 14

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Ore dopo, Elena è nella stanza ancora in accappatoio, i capelli umidi e sciolti sulle spalle, avvolta nel profumo fresco della doccia. La tranquillità apparente viene interrotta dal rumore della porta che si apre. Si volta di scatto, i sensi all'erta. Alì, in piedi sulla soglia, la osserva con calma, il volto illuminato solo da una debole luce serale che entra dalle finestre.

 "Elena," inizia, la voce profonda e più morbida del solito, "perché ti ostini a scappare da me?"Elena si raddrizza, lo sguardo sfida quello di lui. "Forse perché mi hai presa con la forza?" ribatte, gelida. "Forse perché credo tu sia coinvolto nel destino di donne scomparse da mesi, donne che nessuno ha mai più ritrovato?"Alì sospira, avvicinandosi con un'espressione quasi ferita. "Sai, questa stanza non ha serrature. Avresti potuto andartene in qualunque momento." 

Si avvicina lentamente, e lei si ritrae di scatto, l'istinto di resistenza ancora vivo. Ma le sue parole la spiazzano."Non dire sciocchezze," risponde con tono fermo. "Tu hai un potere che non lascia alternative. Sei il sovrano di questo luogo, il che significa che anche le tue menzogne sono camuffate da verità."

 Alì si ferma a pochi passi da lei, le mani lungo i fianchi, ma senza mostrare nessuna traccia di ostilità. "Elena, guardami," mormora, la voce un sussurro. "Credi davvero che io possa fare ciò di cui mi accusi? Che io riduca le persone a meri oggetti senza volontà, scomparsi nel nulla?" Gli occhi di lui, scuri e penetranti, riflettono una sincerità che Elena non riesce a ignorare.Per la prima volta, un dubbio si insinua in lei. C'è qualcosa nei suoi occhi che parla di onestà, di una volontà sincera di farsi capire. Lui la guarda, e lei sente il calore del suo sguardo scivolarle addosso, quasi fosse un tocco tangibile. "Dimmi chi sono queste donne e perché il mio nome è legato a loro. Sono curioso quanto te, Elena," aggiunge, con un'espressione che sfiora il vulnerabile. "Non hai idea del rischio che corro permettendoti di fare queste accuse. Ma se mi vuoi come nemico, allora è quello che sarò."Lei lo fissa, combattuta tra la diffidenza e la sensazione improvvisa che le sue parole siano vere. 

Forse Alì è un uomo ambiguo, potente, e avvolto da un'aura di mistero che ispira sospetto... ma se non fosse lui il colpevole?"Allora perché trattenermi qui?" sussurra lei, la voce appena percettibile.Alì si avvicina ancora, e stavolta non si ferma. "Forse, Elena, è perché il mio desiderio di tenerti qui non ha nulla a che fare con il controllo. Forse è perché, per la prima volta, ho trovato qualcuno che osa sfidarmi. E lo fai con tale passione," dice, un mezzo sorriso incurvato sulle labbra, "che non posso fare a meno di volerti vicino." 

Le parole di lui la colpiscono come una corrente improvvisa. Lo osserva, in cerca di un tradimento nello sguardo, di un'ombra di bugia, ma il suo volto è aperto, quasi onesto. In lei si insinua una scintilla di dubbio, e in quel momento si rende conto che forse Alì non è il vero responsabile di tutto questo.Elena lo guarda, combattuta, ma non può permettersi di abbassare la guardia. Alza il mento, cercando di riacquistare sicurezza. "Le prove, Alì," inizia con tono tagliente, "parlano chiaro. C'è un'intera rete di traffico che ruota attorno a te, che passa da questi confini e scompare nel nulla."Lui incrocia le braccia, l'ombra di un sorriso enigmatico sul volto. "Sono accuse gravi, Elena. E cos'hai trovato per provarlo? Perché io, sinceramente, non ne so nulla."Elena stringe i pugni. "Non prendermi in giro. Abbiamo intercettato i documenti che finiscono nel tuo ufficio. Nomi di donne, date e trasferimenti, destinazioni criptate. Ci sono lettere firmate da alcuni dei tuoi collaboratori, e tutto porta a te." 

Alì inclina la testa, il volto impassibile. "Ti sei mai chiesta se qualcuno possa aver orchestrato tutto questo per incastrarmi? In questo Paese il potere attira nemici come mosche sul miele." I suoi occhi diventano più scuri, le parole lente e piene di tensione. "Non tutti sono amici sinceri."Elena esita. "Vuoi dire che qualcuno sta cercando di incastrarti?" chiede, incerta. Il dubbio si insinua di nuovo. "E perché mai? Cosa ci sarebbe da guadagnare a macchiare la tua reputazione?"Alì si avvicina di un passo, il volto vicino al suo. "A volte l'invidia basta e avanza per distruggere. Ma ti chiedo solo di considerare una cosa: se fossi davvero responsabile, perché permetterti di trovare anche un solo indizio? Se fossi stato io, tu saresti già a chilometri di distanza da qui. Non pensi?"Le sue parole penetrano nelle difese di Elena come un veleno lento, e non può fare a meno di riconoscere una logica sconcertante in ciò che dice. Tentenna, cercando di mantenere il controllo. "E allora come spieghi quei nomi? Quelle donne che sono sparite subito dopo aver varcato queste mura? Perché proprio te, Alì?"Lui inspira a fondo, la mascella serrata. "Queste donne sono vittime, ma non mie. Ci sono traffici ben più complessi e nascosti qui, e dietro di loro ci sono alleati infidi, più vicini a me di quanto credessi."Lei lo osserva in silenzio, il volto di lui duro e sfuggente. Alì continua: "E credimi, Elena, se avessi la prova che uno solo dei miei uomini fosse davvero coinvolto, la giustizia sarebbe tanto brutale quanto rapida. Ma ancora non l'ho trovata." 

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⏰ Ultimo aggiornamento: Nov 27, 2024 ⏰

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