8| OLTRE LO SPECCHIO

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•Le ali sfregiate, il dolore che diventa
rancore,
un ultimo respiro come salvezza e la
custodia in cui rinchiudo la mia voce.


FLAME:
🔥

12 anni prima

Mi piaceva fantasticare, inventare e viaggiare con la fantasia.

Adoravo rifugiarmi nelle mie immagini, crogiolarmi in quelle diapositive che passavano in bianco e nero, erano come carezze per la mente che mi permettevano di fuggire il più lontano possibile dalle figure, che invece, mi attendevano oltre la porta della mia stanza.

L'unica cosa che non lasciava spazio all'immaginazione era il mio esile corpo riflesso, non potevo fantasticare in una ragazzina dai lunghi capelli e dalla pelle luminosa, vestita di pizzi e merletti, non potevo illudermi di essere quella principessa, perché la realtà dei fatti era ben diversa.

Mi convincevo ogni giorno che oltre lo specchio ci potesse essere un mondo diverso, buono, solo che non mi era stato possibile accedervi.

A me era toccata la parte nascosta, incastrata in quello spazio desolato, tra una fibra di vetro e l'altra.

L'infanzia che mi ero immaginata non aveva niente a che fare con i labirinti di calcestruzzo e le gabbie di filo spinato in cui mi ritrovai io.

Nella mia testa era un agglomerato di sensazioni e odorava di zucchero filato, di pane appena sfornato e carezze che avevano la stessa misura del cielo.

Sapeva di pioggia estiva sulla terra bagnata, me la immaginavo ricca di notti stellate, di sguardi meravigliati e sorrisi contagiosi.

Di esperienze reali, di ricordi conficcati nel cuore, di amare certezze; tutto sembrava così poetico nel mio groviglio di illusioni.

Mi sentivo sbagliata nel mondo, o forse, era il mondo che avevo conosciuto ad essere sbagliato per me.

Ero molto brava a mentire, mi raccontavo storie nuove ogni giorno, la bambina di otto anni che si specchiava nel mobile del bagno sembrava crederci, mentre quella costretta a subire soprusi costantemente era più difficile da convincere.

Non ti ha punita perché hai mangiato tutto quello che avevi nel piatto.
Non è vero, hanno notato che gli aloni scuri sul tuo addome ricoprivano gran parte della pelle lattea, quindi hanno lasciato correre.

Victor ha detto che sono stata brava a non piangere, mi ha fatto assaggiare una fetta di torta per la prima volta.
Poi l'hai vomitata, e lui ti ha picchiata.

Questi furono i pensieri che alienarono la mia mente per molto tempo, le conversazioni che avvenivano con me stessa, mi servivano per contrastare la paura e trovare la forza di sopravvivere lucida un giorno in più.

La lotta con me era costante, frustrante e velenosa, tossica per una bambina così minuscola; non sapevo nemmeno cosa fosse l'ingenuità della mia giovane età.

Mi era scivolata come acqua tra le dita, difficile da vedere e altrettanto impossibile da trattenere.

Vedevo quegli adulti fare cose orribili, violarmi e manipolarmi; ero sempre stata una bambina sveglia, mi ripromisi una cosa: non sarei mai diventata grande.

𝙿𝙾𝙲𝙾 𝙿𝚁𝙸𝙼𝙰 𝙳𝙴𝙻𝙻' 𝙰𝙻𝙱𝙰Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora