Capitolo 6

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Mi siedo e vedo una coperta che mi copre, l'avrà messo Emily di sicuro.
Tutti mi guardano e sorridono a parte Jack che sembra concentrato sul suo telefono
< Ciao bella addormentata> mi saluta Jessica
Ridacchio per il nomignolo che mi ha dato
<che ore sono?> chiedo
< sono le 18. Ed è meglio che ti prepari se no facciamo tardi> mi informa jack alzando la testa dal telefono.
Alzo un sopracciglio per chiedere di spiegare meglio, apre la bocca per parlare ma venne interrotto
< dove dovreste andare?> lo interrompe Taylor
< non dovrebbe interessarti > li risponde brusco Jack. Iniziando a lanciarsi occhiatacce.
< smettetela voi due > si intromise Emily
< io non vado da nessuna parte o altre cose da fare> sbuffo
< tu adesso vieni con me. Preparati.> Ringhia
< va bene> brontolo.
Anche se avrei protestato avrebbe fatto di testa sua. Non so perché insiste così tanto, comunque non dovrei fidarmi di lui, non dovrei neanche essere sua amica da come si comporta con me.
Mi dirigo verso l'armadio, prendo dei jeans neri, una maglietta bianca a maniche corte insieme a una camicia a scacchi rossi e neri. Nel frattempo mi sento gli occhi di tutti adesso. Vado verso il bagno e sbatto la porta un pó forte.
Mi lavo solo il corpo velocemente, esco mi asciugo e metto i vestiti, raccolgo i capelli in una coda alta, metto una linea sottile di eye-liner, un po do fondotinta per coprire le occhiaie. Sento una porta sbattere ed esco fuori dal bagno, Taylor se n'era andato, vedo Jessica che cerca di calmare Jack. Ma cos'è successo?
Quando mi vendono Jack si avvicina
< andiamo> disse brusco.
Alzo gli occhi al cielo, prendo la borsa e saluto i ragazzi con un cenno della mano e chiudo la porta. Ci avviamo verso una una splendida Harley rossa.
< È tua?> gli chiedo emozionata
< È il mio tesorino, te ne intendi di moto?>
< mio padre era un appassionato di moto> da piccola mi portava sulla sua moto, mi raccontava sempre quando era giovane portava mia mamma a fare dei giri in moto, lei era sempre emozionata di salirci, ma quei momenti ormai non ci sono più .
< Sei la prima ragazza a cui interessano le moto, neanche mia sorella se ne intende> ride.
Mi aiuta a salire sulla moto e lo stesso fa lui.
Stringo con le mani dietro il sedile per tenermi stretta.
< metti le mani intorno alla vita, se li tieni li cadrai, andremo un pó veloci> sorride
Esito un pó, ma ha ragione così mi tengo stretta sulla sua vita. Diede a tutto gas, appoggiai la testa sulla sua schiena, e sento il profumo più buono del mondo. Inziò ad andare così veloce che passa col semaforo rosso e passa in mezzo tra due macchine così vicino da venire schiacciati. Mi scappa uno strillo, sento la sua schiena vibrare dalle risate. Che c'è di così divertente a farsi schiacciare da due macchine? <potresti andare piano, sai non voglio morire giovane>
e grazie a dio inizia a rallentare.
Svolta alla sinistra in una auotogril.
<Perché ci siamo fermati?> gli chiedo quando scende dalla moto, e lo stesso faccio anch'io
< Devo fare benzina>
<perché Taylor si ne è andato prima?>
<perché non stai mai zitta?>
Alzo gli occhi al cielo e sbuffo
Quando finisce di fare in benzina, sale sulla moto, lo guardo ed è davvero bellissimo i suoi jeans blu scuro attillati che fa risaltare la sue lunghe gambe e con la sua maglietta grigia che fa intravedere i suoi tatuaggi sulle braccia muscolose.
<Zuccherino smettila di guardarmi che stai sbavando> non mi ero resa conto di fissarlo intensamente, si mise a ridere.
Abbasso la testa per nascondere il rossore, ma invano visto che si mette a ridere di più, salgo dietro di lui che mi prende le mani e le mette sulla sua vita e parte, appoggio la testa sulla sua schiena e chiudo gli occhi, ed ne approfitto per sentire ancora il suo buon profumo.
<Scendi siamo arrivati> mi disse Jack
Non mi ero accorta che ci eravamo fermati, scendo e mi guardo intorno
Ma dove mi ha portato?


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