Cap. 13 "Il Regno dei Morti"

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Caro lettore,Hai mai provato quella strana sensazione di amarezza quando senti di aver perso?In un semplice gioco dove la vittoria in pugno era praticamente certa, in una partita a scacchi contro un avversario scaltro, o in una scommessa

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Caro lettore,
Hai mai provato quella strana sensazione di amarezza quando senti di aver perso?
In un semplice gioco dove la vittoria in pugno era praticamente certa, in una partita a scacchi contro un avversario scaltro, o in una scommessa.

Quella fredda sera di Ottobre io persi contro Henry Mirren.
Aveva portato con sé delle prove permanenti, ed ero sicura che le avrebbe sempre strette a sé, ovunque andasse, per poter dimostrare in qualsiasi momento al mondo intero quali fossero le reali intenzioni di Jane Feyer. Mi sentii una sciocca, mentre tornavo a casa e la pioggia si faceva sempre più insistente, il freddo più gelido, e Londra più buia.
Mi sentii una sciocca perchè non feci altro che chiedere a me stessa  'Cosa ti aspettavi Ines? Pensavi che veramente ti avrebbe aiutata?'

Beh, che non mi avrebbe portato dritto alla soluzione, oh per carità!
Questo non l'ho mai voluto.
Ma che potesse darmi una piccola mano, si.
Di fatto, caro lettore, come hai potuto notare le informazioni in suo possesso erano più che utili. Però, la cosa che più di tutti mi chiedevo era;

Jason Ashbourne si trovava realmente in prigione?

O forse era solo un modo per mettermi alla prova?

Pensai che, se l'avessi detto a Roman di sicuro mi avrebbe fatto problemi per il fatto di aver incontrato Henry ancora una volta.
No, a lui l'avrei detto più avanti. Promisi a me stessa che mai più avrei azzardato una simile mossa, ma d'altronde, cos'è la vita se non una partita a scacchi contro il prossimo?

Avrei continuato le mie ricerche da sola, in solitaria, e non avrei permesso a nessuno di ostacolarmi. Neanche ad Henry Mirren,

'Adesso hai un nemico in più da combattere, Ines.'
Si caro lettore.

Quella sera non tornai subito a casa, o meglio, lo feci, ma salii sul tetto del palazzo dove abitavo. Avevo adocchiato già da un pò quel posto, anche se sapevo che in teoria, non potevo avervi accesso. Ma in quel momento desideravo solamente un minimo di pace, così non ci pensai due volte e ci andai.
Avevo un'ampia vista del Southfields. Era magnifico.
Mi accesi una sigaretta e iniziai a riflettere. Cosa potevo fare per riprendere le mie ricerche da dove le avevo lasciate?
E questa volta, sarei dovuta stare attenta, sarei dovuta essere il più discreta possibile, se non invisibile come un fantasma.
Avrei pensato ad un piano quella notte stessa, avrei esaminato tutte le carte che avevo in tavola, e scelto quale di esse buttare al banco.
Ma un piano così estremo aveva bisogno di essere curato in ogni singolo dettaglio.
Pensa Ines, pensa.
Alzai lo sguardo al cielo, e le stelle si vedevano appena.
Da quell'altezza potevo vedere tutta Southfields, ma non ero troppo in alto, così riuscii solo a scorgere qualche stella.

Il giorno dopo sarebbe stato il primo giorno di una lunga e sanguinosa battaglia, dove io e Henry avremo danzato come angeli della morte su un campo minato. E poi una mina sarebbe esplosa davvero, e con essa anche le altre, una dopo l'altra. Persino in quella situazione riuscii a chiedermi cosa stesse facendo in Henry in quel momento.
Sarà tornato a casa ad escogitare un piano sul come annientarmi? Oppure anche lui, come me, sta guardando invano il cielo chiedendosi il come sia arrivato a questo punto della partita?

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