Chapter XVII

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Non è che mi manchi.
È solo che se tu non ci sei, io ci sono un po' di meno.

*

"Cara Allie,

non puoi immaginare quanto ho odiato lo zio Zayn nelle settimane successive a quel bacio.

Ricordo ancora la chiamata di tua madre poche ore dopo, era in preda al panico e ho apprezzato la sua sincerità nel raccontarmi tutto, non l'ho incolpata di niente e con il passare del tempo ho imparato a perdonare anche Zayn, non potevo biasimarlo, capivo il perché del suo comportamento, io che avevo perso la testa per lei come un bambino, eppure mi era difficile parlargli, se solo mi mettevo ad immaginare le loro labbra unite avevo la nausea, poi il giorno del mio compleanno, qualche settimana dopo l'accaduto, Zayn ha accompagnato tua madre a Londra per farmi una sorpresa, l'ho capito lì che l'amicizia che ci legava e che ci lega tutt'ora è qualcosa che va oltre, perché gli amici sono veramente la famiglia che ci scegliamo.

E' stato uno dei compleanni più belli in assoluto, quando Zayn è andato via ci siamo abbracciati e siamo rimasti al centro del salotto in quella posizione per minuti interminabili. Ricordo di averle accarezzato il labbro inferiore e di averla baciata con trasporto, perché era mia e volevo dimostrarglielo, quel week end insieme a lei è stato un trampolino di lancio per la nostra relazione, ci siamo dati un nome, ci siamo ufficializzati agli altri e per tre giorni abbiamo dormito nello stesso letto, averla tra le mie braccia valeva più di ogni altra cosa, ma il tempo si sa, passa in fretta quando si sta bene ed è arrivato il momento per lei di tornare in Irlanda e per me di riprendere il tour.

E insieme alla lontananza era tornata anche la preoccupazione, Zayn era con lei ma ho imparato a fidarmi di lei, un amore non può essere tale senza fiducia. Bada bene, ero geloso, ogni volta che li immaginavo fino a tardi a riordinare tutto, a fare nuovi ordini o anche solo a mangiare fuori, sentivo le budella ribollirmi dentro, ma non ero geloso di Zayn perché avevo paura provasse a baciarla ancora, no, ero geloso di lui perché avrei tanto voluto essere al suo posto e vivere quei momenti con lei. Mi chiedevo spesso allora come fosse possibile che nonostante la distanza e la mancanza fisica che sentivamo entrambi, le scegliesse comunque me. Poteva avere Zayn, una relazione meno complicata eppure ogni giorno mi confermava di preferire me. Mi ricordo di averglielo chiesto una volta, perché proprio me e lei con tutta la tranquillità del mondo mi ha risposto "Perché mi piace parlare con te e a me non piace parlare con nessuno". Questa frase continua a martellarmi la testa anche adesso, mi aveva detto una cosa bellissima prima ancora di dirmi un ti amo, quel ti amo che ci siamo portati dietro per mesi senza dirlo, tra le mie e le sue paranoie, poi una sera, dopo un mese e mezzo di distanza ricordo di essere andato a Dublino... ma questa te la racconto con calma, non ti ho scritto questa lettera per questo ma come al solito sto divagando, quello che volevo raccontarti è di come da quel bacio è iniziato il rapporto di amicizia, di lavoro e di rispetto reciproco tra tua madre e lo zio Zayn. Lui l'ha aiutata a rilanciare tutto e gli sono grato per questo, tante cose senza di lui non sarebbero state possibili, si è preso carico di spese e pubblicità di quella libreria che tua madre non voleva saperne di chiudere, ho assistito a pianti e urla di disperazione attraverso uno schermo del computer o al telefono ma sono stato testimone anche della forza di volontà della mia donna, l'ho vista crescere, maturare e prendere decisioni sul suo futuro. Zayn ha rilevato la libreria pochi mesi dopo il mio compleanno, la cosa ovviamente non è passata inosservata, sapeva bene a cosa andava incontro e in poco tempo quel posto è diventato troppo piccolo per contenere tutte le persone che ogni giorno passavano di lì, ha assunto Liz come dipendente e con il senno di poi è stato il regalo più grande che potesse farci, ma anche questo te lo racconterò piano piano.

Ora ti lascio piccolina, fai la brava.

Papà

P.S. Quel ti amo di cui ti parlavo prima gliel'ho detto in quel periodo. "

Rileggo la lettera per intero come faccio sempre, poi spengo la luce della scrivania, mi chiudo la porta dello studio alle spalle e mi stendo sul divano. Abbozzò un sorriso, parlare di quel periodo mi fa arrossire come un ragazzino, chiudo gli occhi qualche secondo appoggiando la testa sullo schienale, per due secondi sono ancora davanti alla porta della sua casa, con la paura e l'eccitazione di dover bussare.

Non vi preoccupate, ora lo racconto anche a voi.

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Nda.

Nuova lettera di Liam a sua figlia, come il prologo è un'introduzione ai capitoli successivi, forse vi state facendo qualche domanda su queste lettere ma la risposta arriverà presto, non posso anticiparvi nulla ma spero che andando avanti sarò in grado di mostrarvi questa storia com'è chiara nella mia testa.

Un abbraccio grande a tutti, fatemi sapere le vostre considerazioni :)

Serena.

P.S. Non date agli altri il potere di farvi stare male.

The most beautiful flower | Liam PayneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora