"Certe parole sono come le conchiglie, semplici ma con il mare dentro"
- Cose che nessuno sa , Alessandro D'Avenia
Liam's POV
Mi rigiro per l'ennesima volta nel letto e sbuffo, la stanza è avvolta nel buio, la sveglia segna le quattro del mattino e io non ho ancora chiuso occhio.
Sono qui fermo a vedere la vita scorrermi in testa, odio quando succede, più ho sonno e più sembra che il cervello voglia portarmi a spasso nei ricordi.
Alcune volte mi lascio trasportare da questo viaggio e non mi importa di dormire, ma altre come questa notte, sento un senso di nostalgia e inquietudine invadermi, vorrei fuggire dal letto, dalla mia casa e forse anche dal mio corpo.
Mi metto a sedere e bevo un sorso d'acqua per rilassarmi, cerco di pensare a qualcosa di bello ma subito le scene mutano in qualcosa di orrendo e pauroso. Chiudo gli occhi e sbatto le palpebre velocemente, alla fine, decido di alzarmi.
Poggio i piedi nudi sulle assi di legno e afferro una delle magliette accatastate sulla sedia per infilarla.
Passo una mano sul viso e tra i capelli e vado in bagno.
Quando arrivo il salotto quasi sobbalzo alla vista di Zayn stravaccato nel divano letto, russa un po' e io combatto con la voglia di svegliarlo giusto per fargli un dispetto, inizio accendendo la luce.
Lo sento lamentarsi qualche secondo, ma come sempre gli basta girarsi per ritrovare la posizione giusta e torna a ronfare.
Cammino avanti e indietro, mettendo un piede dopo l'altro lentamente, facendo attenzione a non fuoriuscire dal contorno delle assi di legno, ricordo quando da bambino mi divertivo a farlo, anche per strada, mi mettevo a saltare se serviva ma mai toccare i bordi.
Mi sfugge un sorriso, poi torno al pensiero di partenza.
Lo sveglio o non lo sveglio?
Decido di sedermi nella poltrona accanto al divano, ancora non mi è chiaro perché ha voluto dormire qui sopra e non nella stanza degli ospiti, ha uno strano rapporto con le camere questo ragazzo.
Lo fisso per un po', poi stendo la gamba e picchietto la sua.
– Mmh – si lamenta, sorrido.
Ripeto l'operazione per un paio di volte, si gira dall'altro lato e si raggomitola su se stesso mentre affondo ancora una volta il piede nel suo polpaccio, nasconde la testa nel cuscino – Aaah – protesta. Rido ancora di più e non mi importa dell'ora, se non dormo io, non dorme nemmeno lui.
– Sono le... le quattro e mezza del mattino Liam, le quattro e mezza, sei impazzito? – dice dopo aver visto l'ora, mi guarda costringendo tutti e due gli occhi a stare aperti.
– Non riesco a dormire – mi lamento.
– E a me cosa importa? – ripete da stronzo, sbuffo. E' impossibile parlare con lui quando ha sonno, ok è colpa mia che l'ho svegliato senza fargli fare le sue nove ore di sonno quotidiane ma ehi, siamo a casa mia e lui è appena tornato da casa della ragazza che piace a me, puntualizzo a me, quindi posso fare quello che voglio.
Si stropiccia gli occhi con la mano e sbadiglia, così mi alzo e – Pff, dormi – dico lasciandolo lì e spegnendo la luce per tornare in camera.
– Tu non sei normale Liam!! – mi urla dietro ma ho già chiuso la porta.
Mi siedo alla piccola scrivania e tiro fuori un quaderno, prendo una penna a caso e fisso un foglio bianco, di solito quando sono in questo stato d'animo provo a buttare giù la base per una nuova canzone. Rigiro la penna tra le mani un paio di volte e cerco di immergermi nelle emozioni che spesso ho paura di tirare fuori, perché scrivere è imprimere a parole quello che sei e spaventa più di ogni altra cosa al mondo.
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The most beautiful flower | Liam Payne
FanfictionLiz gestisce una libreria nel centro di Dublino. Ama i libri immensamente, ha costruito la sua vita attorno a loro. Si destreggia tra lavoro e casa e qualche volta si concede di dar vita alle sue follie interiori. I concerti ne sono un esempio lampa...
