9. Self Inflicted

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Leggete lo Spazio Autrice in fondo 💖

Marco's POV

Ero riuscito a fare in 9 giorni tutta l'Italia senza sosta, mi ritrovai a fare addirittura Firenze-Trento da un giorno all'altro. Ero completamente distrutto sia fisicamente che mentalmente. Questo tour mi avrebbe ucciso, non ne potevo già più. Certo, vedere i volti dei fan una volta sul palco, vedere i loro sorrisi, i loro occhi che brillano, non ha veramente prezzo, ma così non potevo di certo andare avanti. In più, come se non bastasse, non c'era una volta che qualcuno non mi chiedesse se andasse tutto bene, era una domanda subdola che personalmente odiavo, la usavano semplicemente per dirmi che sì, ero stato bravo durante il concerto ma avrei potuto fare meglio. Arrivai persino a prendere il cortisone per poter migliorare le prestazioni fisiche, la resistenza della voce soprattutto, e questo riuscì per mia fortuna a far tacere le critiche.

Il problema vero, oltre all'enorme sbattimento da una città all'altra, era che io per primo mi trovavo diverso, distante da quello che facevo, sì, davo tutto me stesso, cercavo di trasmettere calore ad ogni pubblico ma sapevo di non riuscirci a pieno, c'era come un blocco o addirittura un rifiuto. Ogni volta che provavo ad avvicinarmi alla folla durante qualche canzone o semplicemente cantando delle frasi particolari mi tornava in mente la prima data, quella all'Alcatraz, e quei due giorni così diversi, strani, assurdi direi, passati con quella fan, Giulia. Non avrei mai pensato che sarebbe potuto accadere una cosa simile: pensare ad una mia fan, rimanere così male per un mancato appuntamento; ma quello che era successo era stato davvero qualcosa di strano, mi aveva cambiato.

Da quando sono uscito da xfactor posso dire che mi si è rivoluzionato il mondo, la mia vita è cambiata radicalmente, ma dopo aver conosciuto Giulia è come se avessi ritrovato la normalità, la mia dimensione ma soprattutto l'innocenza che in tutte, o almeno, quasi in tutte le ragazze del mio nuovo ambiente mancava. La sera, quando si poteva, si andava nei locali più gettonati delle diverse città che giravamo e mi capitava spesso di conoscere ragazze, alcune di qualche anno in meno, altre di qualche anno in più. Tutte volevano principalmente una cosa, e diciamo che nemmeno mi sarebbe dispiaciuta, però preferivo limitarmi a baci, non del tutto innocenti, ovvio. Mi stavo ormai considerando quasi alla pari di Davide in quanto a ragazze, con la differenza che non sarei mai riuscito come lui a portarmi a letto la prima che mi passava davanti, pur essendone attratto. Era lì che ripensavo a Giulia, al fatto che non aveva mai agito in quel modo per avvicinarsi a me come tutte facevano, e al fatto che ero riuscito a star bene con lei e a divertirmi pur conoscendola davvero poco.

Mi bloccavo sempre a quel punto: se ci eravamo davvero trovati bene quei due giorni, per quale motivo mi aveva dato buca, così, in quel modo? Ecco, era questo che non riuscivo a spiegarmi da giorni.

"Oh Marco! La smetti di fare su e giù con quella cerniera? Noi staremmo cercando di dormire..." Stefo era sempre pronto a rompere le palle, anche se in modo ironico, pure quando vedeva che ero preoccupato, lo faceva apposta, doveva animare il viaggio da una città all'altra in qualche modo.

Alzai gli occhi al cielo e dopo un gran sospiro gli risposi a tono "Scusa è che sto in ansia... 'Ste date una dopo l'altra, lo stress, la stanchezza, qua ce moro!". Rise "Ok ma vedi de morì in silenzio senza fa' troppo casino, vorrei dormire, sai, anche io c'ho un concerto domani sera, e non solo!" lanciò un'occhiata a Peter che ricambiò con un sorriso d'intesa.

"Che c'hai da fa domani sera? Che me nascondete le cose? Che pezzi de merda!" mi girai verso il finestrino facendo il finto offeso, poi intervenne Giovanni che se la stava ridendo con gli altri: "Stefo c'ha gli inciucci!"

Mi venne in mente che Stefano aveva ormai da tempo una fidanzata di qualche anno in meno di lui che viveva a Roma, così pensai si riferissero a lei. "Viene su Mary? Da Roma? Che matta!". Stefo arrossì leggermente e cercò di trovare sicurezza abbassando gli occhi sul telefonino che aveva in mano e facendo muovere le dita a caso sulla tastiera, poi come parlando fra sé biascicò qualcosa. "Diciamo che non si tratta proprio di Mary...". "Marco, Stefo c'ha donne ovunque, è un playboy ormai, che non lo sapevi?" disse Giovanni dandogli una spinta amichevole, poi si aggiunse Peter "Si, è peggio de Davide, con la differenza che lui c'ha la ragazza, Davide no!". Davide fece una faccia soddisfatta come per dimostrarsi a posto con la sua coscienza "Vedi? Conviene sempre essere single, puoi divertirti quanto te pare!". A quelle parole mi venne in mente quella sera al locale quando trovai Giulia svenuta nel privè su un divano di velluto con Davide pronto ad agire a suo piacimento su di lei, mi fece saltare i nervi "Più che essere single è essere cojoni" lo fulminai e subito capì che avrebbe dovuto starsene zitto.

Fallen || Marco MengoniDove le storie prendono vita. Scoprilo ora