7. Siamo io e te

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Al suono di quelle parole mi voltai di scatto e vidi gli occhi di Marco puntati su di me come non li avevo mai visti. Erano due occhi dentro i quali ti ci potevi perdere: color nutella, espressivi, trasparenti e in quel momento lucidi. Non avevo mai avuto l'occasione di avere uno sguardo di quel tipo tutto per me, soprattutto da parte di Marco, era strano.
Mi avvicinai a lui.

"Sei sicuro che vuoi che resti? Ti ho già creato abbastanza problemi, non credi?" accennai un timido sorriso. Cambiò subito espressione.
"Se m'avessi dato così tanto fastidio non t'avrei chiesto di restare... Non credi?" alzò un sopracciglio per fare una di quelle sue faccette da idiota.
"Che fai, adesso mi copi?" si mise a ridere e dopo aver preso il telefono per controllare l'ora mi guardò con aria da folle.
"Mo visto che s'è fatta na certa me conviene uscì che devo fa 'n sacco de cose" si infilò la giacchetta, indossò gli occhiali da sole e si incamminò verso l'uscita dell'hotel.
Io rimasi lì ferma pensando di rimanere tutto il giorno a letto finchè non sarebbe tornato, poi capii che i suoi programmi erano altri.
"Mbe? Non vieni?"
"Ah, io pensavo..."
"Che, volevi sta a letto tutto il giorno?" rise e prendendomi per il braccio in modo affettuoso ci dirigemmo verso l'uscita.

Andammo in direzione del retro dell'albergo, Marco avanti a me che mi teneva dal braccio per indicarmi la strada e io dietro di lui ancora del tutto spaesata. Uscimmo da una porta di servizio che dava su un mini parcheggio, trovata la sua Smart Marco aprì la portiera per farmi sedere accanto a lui.
"Prego signorina" fece una vocina stupida, poi salì in macchina e mise in moto. Dopo alcuni minuti di silenzio imbarazzante decise di prendere l'iniziativa e cominciare a parlare. "Quindi hai detto che studi"
"Si, ultimo anno di liceo scientifico..."
"Ah, st'anno te tocca la maturità" distolse lo sguardo dalla strada e si voltò verso me facendo una faccia da presa per il culo.
"Eh già, vorrei tanto addormentarmi e risvegliarmi una volta finita"
"Te la stai già a fa sotto?!" continuava a fare risatine, poi notando la mia faccia preoccupata cercò di tirarmi su.
"Ma dai che è 'na cazzata! Ce l'ho fatta io, ce la possono fa tutti" mi guardò nuovamente con quel sorriso talmente bello che riuscì a farne tirare fuori uno anche a me.

Ci fermammo al rosso di un semaforo e Marco fece un'espressione pensierosa.
"Ma... Te non dovresti sta a scuola oggi?"
Sorrisi guardandolo maliziosamente.
"Secondo te, se avessi avuto scuola sarei rimasta qua? Con te poi?!"
Si girò facendo una faccia da star egocentrica.
"Beh, c'è chi se salterebbe 'n anno intero de scuola per sta qua vicino al sottoscritto... modestamente"
Lo fissai male per farlo sentire a disagio.
"Beh, forse non proprio tutto 'n anno.. Non me sopporterebbero dopo neanche un mese!"
"Ah si?! E perché mai?"
"So' troppo lunatico e permaloso!"
"A me non sembra, più che altro sei un matto"
Distolse gli occhi dalla strada per voltarsi nuovamente verso di me con un sorriso da psicopatico.
"Ma i matti so' i migliori" ridemmo entrambi, poi Marco parcheggiò l'auto in doppia fila in quello che sembrava essere Corso Buenos Aires, di fronte ad H&M. Si mise gli occhiali da sole e tirò su il cappuccio della felpa per non rendersi riconoscibile, poi aprì la porta del negozio ed entrò subito dopo di me.

Passammo attraverso il reparto donna, notai alcune magliette carine e Marco se ne accorse.
"Dopo se stai bona te prendo tutte le maglie che vuoi" poi mi accompagnò fino al reparto adatto a lui con il braccio attorno alla mia vita. Appena arrivati davanti allo scaffale delle magliette cominciò a prenderle tutte e a creare un gran disordine.
"Non ci metterai ore, vero? No perché ti vedo parecchio indeciso" risi di gusto senza farglielo notare.
Fece una smorfia.
"Quanto sei simpatica! Dovevo lasciarti in hotel!" continuò a mettere sottosopra tutto il reparto uomo.

Dopo una decina di minuti si decise e prese solo 3 magliette.
"Ecco, queste potrebbero bastare"
Andammo verso i camerini quando una ragazza più o meno della mia età si bloccò davanti a noi a bocca aperta e corse verso Marco abbracciandolo "Marco!" Marco ricambiò l'abbraccio e la salutò con due baci.
"Possiamo fare una foto?"
"Certo"
La ragazza mi diede il suo telefono per scattare la foto senza nemmeno chiedere se ne avevo voglia, poi si avvinghiò a Marco, che la stringeva quanto lei sorridendo, e scattai la foto. Non so come, ma in quel momento mi venne un nodo in gola: provavo fastidio nel vedere quella ragazza tra le braccia di Marco. Eppure anche io ero una fan come lei, stavo solo vivendo una specie di sogno che sarebbe finito di lì a poco. Ancora mi chiedevo cosa ci facevo con Marco in un negozio a fare compre e per quale motivo non ero a casa a studiare per la maturità: sarà stato un dio che da lassù aveva voluto darmi un giorno buono, oppure ero inconsapevolmente in un film di quelli in cui la fan riesce ad incontrare il proprio idolo, o semplicemente era stato il destino. Qualunque cosa avesse reso possibile tutto questo, avrei voluto che fosse durato per molto.

Fallen || Marco MengoniDove le storie prendono vita. Scoprilo ora