Immagina Tom Riddle 🟡

36 1 0
                                        

Tom Riddle's POV

Avevo sempre considerato l'affetto una distrazione. Non nel senso in cui lo intendevano gli altri studenti di Hogwarts, che vedevano nei sentimenti qualcosa di puro, di necessario, quasi una dimostrazione di umanità. Io avevo sempre pensato che le emozioni fossero semplicemente un altro tipo di catena, forse la più difficile da spezzare perché era una catena che le persone sceglievano volontariamente di indossare.
L'amore, l'attaccamento, il bisogno di qualcuno erano tutte forme diverse della stessa debolezza: permettere a un'altra persona di entrare in uno spazio della propria mente dove nessun altro avrebbe dovuto avere accesso.
Io avevo passato tutta la mia vita a costruire muri.
Muri abbastanza alti da impedire agli altri di vedere cosa ci fosse davvero dietro il mio sguardo calmo, dietro la mia voce controllata, dietro quell'immagine impeccabile che avevo costruito con estrema attenzione. Le persone vedevano Tom Riddle come volevano vederlo: il ragazzo brillante, ambizioso, sempre un passo avanti agli altri, quello che sembrava non avere paura di niente e nessuno.
Ed era esattamente quello che volevo.
Perdere il controllo, invece, era la cosa più pericolosa che una persona potesse fare.
Eppure, in quel momento, mentre osservavo t/n dall'altra parte della Sala Grande, avevo la netta sensazione di aver perso qualcosa che non sapevo nemmeno di possedere.
La Sala Grande era illuminata dalle centinaia di candele sospese sopra i tavoli delle case, mentre il soffitto incantato mostrava un cielo notturno coperto da nuvole scure che si muovevano lentamente sopra il castello. Gli studenti parlavano tra loro, il rumore delle posate e delle conversazioni riempiva l'ambiente e tutto sembrava esattamente come ogni altra sera a Hogwarts.
Tutto tranne me.
Perché io non stavo ascoltando nessuno.
La mia attenzione era completamente concentrata su di lei.
T/n era seduta al tavolo dei Grifondoro, anche se ormai aveva passato così tanto tempo vicino a persone di case diverse che spesso dimenticavo persino che appartenesse a quella casa. Era una delle poche persone che non sembravano interessate alle divisioni che Hogwarts imponeva agli studenti, una delle poche che riusciva a parlare con chiunque senza chiedersi prima quale fosse il cognome, la famiglia o la reputazione della persona davanti a lei.
Era una cosa che trovavo quasi irritante.
Perché il mondo non funzionava così.
Le persone avevano sempre un motivo per avvicinarsi agli altri.
T/n invece sembrava semplicemente essere sé stessa.
Ed era proprio questo il problema.
Perché lei era l'unica persona che non avevo mai avuto la sensazione di poter manipolare.
La vidi ridere mentre parlava con un ragazzo seduto accanto a lei. Un compagno del suo corso, qualcuno che evidentemente si sentiva abbastanza sicuro da avvicinarsi a lei più del necessario. Non mi interessava sapere chi fosse, né quale fosse la sua storia, né perché sembrasse così convinto di avere una possibilità.
Mi interessava soltanto il modo in cui la guardava.
Come se avesse appena scoperto qualcosa di prezioso.
Come se pensasse di poter vedere in lei qualcosa che io avevo passato mesi a cercare di comprendere.
Strinsi leggermente la mascella, rendendomi conto solo in quel momento di quanto fosse assurdo il mio comportamento.
Io non ero il tipo di persona che osservava qualcuno da lontano.
Eppure ero rimasto fermo, incapace di distogliere lo sguardo, mentre una parte di me combatteva contro una sensazione che non volevo nemmeno nominare.

Gelosia.

La parola mi sembrava quasi ridicola associata a me.
Almeno, quello era ciò che avevo sempre creduto.
"Se continui a guardarla in quel modo, credo che prima o poi si accorgerà che stai cercando di incenerire il ragazzo accanto a lei con lo sguardo." La voce di Abraxas Malfoy arrivò alle mie spalle, interrompendo i miei pensieri.
Non mi voltai.
"Stai immaginando cose che non esistono."
Sentii una breve risata.
"Curioso. Perché solitamente sei molto bravo a mentire, Tom, ma questa volta sembra quasi che tu stia cercando di convincere più te stesso che me."
Non risposi.
Perché odiavo ammettere quando qualcuno aveva ragione.
Ma soprattutto odiavo il fatto che, questa volta, non avesse semplicemente ragione.
Aveva notato qualcosa che io stesso cercavo disperatamente di ignorare.
T/n alzò lo sguardo proprio in quel momento e i suoi occhi incontrarono i miei.
Il piccolo sorriso che comparve sul suo volto mi fece capire che aveva già intuito tutto.
Aveva capito che ero infastidito.
Aveva capito che la mia attenzione non era rivolta casualmente verso di lei.
Aveva capito che, per quanto cercassi di nasconderlo, quella situazione aveva avuto un effetto su di me.
Pochi minuti dopo la vidi alzarsi dal tavolo e dirigersi verso di me...
T/n non era mai stata il tipo di persona che lasciava una domanda senza risposta.
"Dovrei chiederti se c'è qualcosa che non va o sarebbe troppo ovvio?"
La guardai mentre si fermava davanti a me.
"Non so di cosa tu stia parlando."
Lei sorrise appena.
Era quel tipo di sorriso che mi faceva capire che aveva già vinto quella discussione prima ancora che iniziasse.
"Tom, tu hai passato tutta la cena a guardare me e quel ragazzo come se stessi cercando di capire quale incantesimo usare per farlo sparire."
"Non farei mai una cosa simile."
"Certo."
Il suo tono ironico mi fece quasi sorridere. Quasi. "Ti dà fastidio?"
La domanda arrivò inaspettata, la guardai.
"Cosa?"
"Che qualcuno mi faccia ridere."
Avrei potuto rispondere in molti modi.
Avrei potuto negare.
Avrei potuto cambiare argomento.
Avrei potuto essere il solito Tom Riddle, quello che nessuno riusciva mai a mettere alle strette. Ma con lei era diverso.
"Mi dà fastidio il fatto che lui pensi di conoscerti." La mia voce era più bassa.
"Perché non ti conosce."
T/n rimase in silenzio, poi disse "E tu invece sì?" La domanda mi colpì più di quanto avrei voluto. Perché la risposta era complicata. "No." Ammisi. "Ma voglio conoscerti."
Per qualche secondo nessuno dei due parlò.
Poi lei fece un passo verso di me, abbastanza vicino da costringermi a smettere di fingere che quella distanza fosse necessaria. "Questa è la cosa più sincera che tu abbia mai detto." Forse aveva ragione.
E forse era proprio per questo che mi faceva paura.
Perché con lei non sentivo il bisogno di vincere. Non sentivo il bisogno di dimostrare di essere superiore. Non sentivo il bisogno di essere intoccabile. Quando le mie mani si posarono sul suo viso, il gesto fu molto più delicato di quanto chiunque avrebbe mai associato a me. Lei non si tirò indietro, e quella fiducia silenziosa ebbe su di me un effetto molto più potente di qualsiasi provocazione.
La baciai.
All'inizio fu un bacio lento, quasi esitante, come se entrambi stessimo cercando di capire cosa significasse davvero quel momento. Poi lei si avvicinò maggiormente a me, stringendo le dita sulla stoffa della mia divisa, e tutta quella parte di me che aveva passato anni a controllare ogni emozione sembrò finalmente arrendersi. Le nostre labbra si accarezzavano pesantemente a vicenda, la mia mano toccava ogni centimetro del suo corpo con il desiderio che si gonfiava sempre di più. Il cuore mi martellava all'impazzata, la sua mano finì fra i miei capelli...li strinse delicatamente lasciando uscire un mugolio dalle mie labbra.
Quel bacio non aveva niente a che vedere con il possesso. Non era il desiderio di dimostrare che lei apparteneva a me. Era qualcosa di molto più difficile da accettare. Era il fatto che, per la prima volta nella mia vita, ero io quello che apparteneva a qualcosa.
Quando ci allontanammo, rimasi con la fronte appoggiata alla sua, ancora incapace di trovare una frase abbastanza intelligente da nascondere ciò che provavo.
Lei sorrise.
"Allora, Tom Riddle, sei ancora convinto di non essere geloso?"
La guardai per qualche secondo.
Poi, con mia sorpresa, sorrisi anch'io.
"Forse lo sono."
Avevo passato tutta la vita cercando il modo di controllare ogni cosa. E alla fine l'unica cosa che non ero mai riuscito a controllare era stata lei.

Angolo Autrice:
Un altro capitolone su Tom Riddle, stavolta un suo pov (adoro). Come state? Come procedono le vacanze?
Io sono in sessione, ho qualche mese di pausetta...poi si torna a studiare come non mai.
Vi penso sempre mwuah:)
Vostra,

Annie

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: 4 days ago ⏰

Aggiungi questa storia alla tua Biblioteca per ricevere una notifica quando verrà pubblicata la prossima parte!

Immagina Harry Potter: tutta la saga [slow update]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora