16. Religion.

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Siamo tutti ossessionati da qualcosa. Un colore, un odore, un sapore, un ricordo, un libro, un posto, una persona. Tutti ossessionati allo stesso modo da qualcosa di diverso. Ossessionati, accecati, proviamo in ogni modo a raggiungere quel colore, quell'odore, quel sapore, quel ricordo, quel libro, quel posto, quella persona. Federico, ossessionato, prova a raggiungere Zedef, in ogni modo possibile, e mentre lo fa, Michael non esiste più, è lontano, non è Michael.

Apparentemente, Federico ha avuto una rapida ripresa; ogni sera si mostra sorridente in una qualche discoteca o pub, fumando un'indecente quantità di sigarette e bevendo in una maniera non propriamente normale. Non ha mostrato un minimo segno di cedimento, sempre la testa alta, sempre le battute pronte, sempre una scrollata di spalle quando qualche intrepido provava ad aprire il discorso Michael. E Michael lo guardava, si limitava ad osservarlo da lontano e ad ascoltare il rumore con cui il proprio cuore si frantumava, ma non poteva trattenersi anche dal mandargli messaggi su messaggi, che venivano prontamente ignorati dal milanese.

In questa situazione di apatia totale da parte di Federico, spiccava il suo rapporto con Noah: contro ogni previsione, il diciottenne si era molto avvicinato al ragazzo inglese e non perdeva nessuna occasione per flirtarci piuttosto apertamente o per fargli inviti poco equivocabili che col passare dei giorni erano arrivati anche alle orecchie di Michael, facendo aumentare il suo smarrimento e dolore in tutto quel gran macello che si stava creando proprio a causa del ragazzo inglese.

E' dopo due settimane che Michael decide di presentarsi all'uscita della scuola del più piccolo, intenzionato a risolvere quella situazione una volta per tutte; i ragazzi del Muretto lo hanno dovuto rassicurare fino alla noia per convincerlo a compiere quel passo, dicendogli che Fede alla fine lo ama e che sicuramente metteva in giro quelle voci per farlo ingelosire, ed un po' Michael aveva iniziato a crederci, anche per questo ora lo aspettava seduto sul motorino modificato, regalato a Federico da suo padre per il compleanno. Aveva anche preparato un discorso nella sua mente, voleva spiegare a Federico chi fosse in realtà Noah, per quale motivo tutto quello era capitato, ma dopo un quarto d'ora dal suono dell'ultima campanella, del suo (ex, forse) ragazzo nemmeno l'ombra.

Lievemente allarmato, decide di entrare nell'istituto per cercare Federico, pentendosene nell'esatto momento in cui, entrando nel bagno dell'istituto, lo vede, poggiato con la schiena al muro, in piedi, gli occhi chiusi e l'aria rilassata mentre Noah, inginocchiato davanti a lui, gli fa un pompino.

Michael non ha mai picchiato qualcuno in vita sua, e mai avrebbe immaginato di farlo, ma quella scena gli fa scattare un qualcosa di incontrollabile dentro e, senza pensarci due volte, raggiunge a grandi falcate i due tirando indietro i capelli del biondo per farlo staccare dal corpo di Federico e tirargli un pugno in pieno viso all'altro inglese che, colto alla sprovvista, non riesce nemmeno a reagire o dire qualcosa che si ritrova sovrastato dal corpo di Michael, ed in poco perde i sensi a causa dei pugni continui di quest'ultimo mentre la risata di Federico fa da sottofondo a tutta la scena facendo aumentare, se possibile, la rabbia del ventiseienne, ora di fronte a lui.

-"E' questo che tu ha fatto in due ultime settimane? Troia con lui?!"

-"Teoricamente, - si sistema i boxer- è lui la troia, ma lo hai già provato, no?"

-"No, Federrico, tu non ha lasciata spiegare o adesso tu sai molto di più di così!"

-"Ora la colpa sarebbe mia? Tu mi hai tradito, Michael."

-"Non è come crede! Noah, lui conosce una perssona che è in Londra e che io ho.."

-"Oh, questo gli da tutto il diritto di venire qui a limonarti! Senti, Mich, sono stanco di tutte queste cazzate, non voglio ascoltarne ancora qui-.." Michael non gli lascia il tempo di terminare la frase che lo bacia, con una foga piuttosto palpabile, non ha un vero senso tutto ciò, eppure Federico ricambia quel bacio, d'altronde gli erano mancate fin troppo quelle labbra per poter avere ora la forza di rifiutarle, e Michael è così sincero mentre lo bacia, crederebbe anche se gli dicesse che in realtà è un unicorno, crederebbe a tutto come crede ai baci che seguitano, come crede alla mano di Michael che si va a stringere attorno all'erezione ancora umida e, quasi con rabbia, inizia a muovere il pugno in maniera frenetica, fermando i movimenti del polso quando sente il più piccolo tremargli tra le braccia.

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