"Ehy...raccon..." la voce allegra di Diamond si spegne immediatamente quando mi vede rientrare. Sono consapevole di avere i capelli arruffati e il viso inondato di lacrime, dipinto di un'espressione affranta. Non appena muovo un passo verso di lei sento le gambe cedermi, e prima di chiudere gli occhi avverto il rumore dei suoi tacchi sul parquet, accompagnato dal suono del mio nome proveniente dalle sue labbra.
"Sai Juliette...ho la vaga sensazione che tu mi abbia mentito...Hannah non è solo una tua amica. Spero che non sia vero. Ho paura. Ti vorrei tutta per me, ma so che non mi sarà mai possibile. Scusami se in questi giorni mi vedrai un pò scostante; mi serve del tempo per farmene una ragione. Ma non mi perderai, lo prometto"
La mia mente, vagante nell'universo parallelo del dormiveglia, non sa se ciò che ho appena sentito sia vero o meno. Eppure la voce di Diamond mi arriva così chiaramente che sembra lei l'abbia detto davvero. Ma in questo momento sono troppo esausta, la mia mente è come immersa in nuvole di ovatta; non riesco a riflettere...Sento che l'unica cosa di cui ho bisogno e dormire ancora...e ancora...e ancora...
*****
Dal momento che faccio fatica persino ad aprire le palpebre, deduco di aver dormito molto. Forse troppo. L'ultima cosa che ricordo è Diamond che tenta di chiedermi come me la sia passata. Sarò mica svenuta? "OH SANTO CIELO SEI SVEGLIA!" esclama lei, entrando nella mia stanza e fiondandosi accanto al mio letto. I suoi occhi sembrano scrutarmi, e mi tornano alla mente le parole che credo lei abbia detto mentre dormivo. Spero con tutta me stessa che non siano state frutto della mia immaginazione. "Cosa diavolo..." tento di chiedere, ma a quanto pare lei e la sua ansia mi precedono. "Sei tornata...e sei svenuta. Sant'iddio. Sono le sette di sera!" mi informa, sedendosi sul materasso. Ah, meglio di quanto pensassi. Ho dormito meno di ventiquattr'ore. E ho fame. Ma qualcosa nel suo sguardo mi dice che prima devo spiegarle qualcosa. Posso quasi sentire le rotelle nella sua testa andare in palla per la confusione. "Devo aver avuto un calo di zuccheri..." tento di dire, ignorando la gola asciutta e dolorante. Ma uno sguardo che non avrei mai immaginato lei potesse fare mi impedisce dal dire altro. Sembra quasi...furiosa? "Basta. Prima la tua crisi emotiva di due giorni fa, adesso questo. Che succede! Sei incinta?". O mio dio. Non riesco a trattenermi e scoppio a ridere, pensando che se fosse quello il problema allora sarei fortunata. Ma purtroppo non è un bambino: è una specie di... 'nel-giro-di-due-mesi-mi-è-piovuto-addosso-il-cielo', situazione che devo cercare di risolvere. Tuttavia credo proprio che la soluzione Hannah non sia più contemplabile, dato che dopo un primo momento di abbandono mi sono risvegliata e sono scappata via, non prima di sussurrare :"scusami...c'è un'altra". Si. Un'altra che non ha idea del fatto che sono lesbica, né lo è lei, e né ha intenzione di diventarlo per far piacere a me. Purtroppo però, sebbene andare in panne per Hannah sarebbe stata un'idea grandiosa, non è andata così. E al cuor non si comanda, anche se spesso ci farebbe piacere farlo. "Non..non sono incinta" spiego, asciugandomi le lacrime con il lenzuolo. "Ieri ho litigato con Hannah. Mi sono arrabbiata moltissimo...per questo credo di essere svenuta" spiego, cercando di far capire che quella povera ragazza non mi contatterà più. "Non mi accontento. Voglio spiegazioni. Perché avete litigato? " insiste Diamond, ed io mi ritrovo a sbuffare, pensando ad una risposta il più in fretta possibile. "E va bene. Hannah è lesbica" sputo, cercando di essere il più acida possibile "e ha provato a baciarmi. Io l'ho respinta. Ma lei continuava a sostenere che fossi attratta da lei" continuo, lasciandomi sfuggire un ghigno. "E tu...non sei lesbica?" chiede la ragazza accanto a me, cercando la mia mano. Mentre la stringo, arrivo all'amara conclusione che mentire sia la cosa migliore. E non perché temo il suo odio...inesistente. Ma perché so che se le rivelassi la verità, poi le confesserei anche il mio amore. E non posso. Sto per aprire bocca, quando mi tornano in mente le parole che credo di aver sentito. Se lei lei avesse dette davvero, potrei parlare. Potrei dirglielo. Ma..... "no" ribatto, secca, mentre sul suo viso compare un'espressione che non riesco a decifrare.
OKAY.
Questo capitolo è cortissimo, ma più che altro serve per fare un altro salto temporale e continuare a narrare dalla partenza delle due protagoniste. Detto questo, spero vi sia piaciuto!
See ya!
LikeARollingStone_
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DIAMOND
RomanceJuliette Owen sente di avere una vita perfetta: segue il suo sogno, quello di studiare legge all'università di New York, è fidanzata con Jack Wilson, quello che potrebbe essere definito il ragazzo perfetto, e ha già tutto il suo futuro pianificato...
