10.

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Il mal di testa lancinante pervase la mente di Roberta che si svegliò di sopprasalto non capendo niente di dove si trovava. Vedeva tutto offuscato. Non ricordava niente della notte scorsa solo che, forse, era andata in discoteca e basta.
Un uomo entrò nella stanza faccendo sussultare Roberta.
"Oh, ti sei svegliata"
"Chi sei e cosa ci faccio io qua"
"Sa, ieri sei venuta in discoteca e dopo che ti sei ubriacata ti sei strusciata contro di me"
Roberta non poteva crederci. Il suo cuore pulsava a un ritmo troppo veloce rispetto alla norma e la sua mente non voleva elaborare ciò che quell'uomo le stava riferendo.
Aveva già capito tutto e in fretta e furia si vestì e uscì fuori da quella casa, che tra l'altro non sapeva nemmeno come ci fosse arrivata. Ma non era importante l'esserci arrivati, ma piuttosto come fare con suo marito e sua figlia. Non poteva crederci che aveva fatto una cosa del genere. Insomma in discoteca voleva solamente ubriacarsi non arrivare a quello. Era una moglie pessima. E pensare che aveva paura che fosse Bruno a fare una cosa del genere. Ma forse, per il momento, era meglio stare zitti e fingere. Ma non sapeva che i nodi arrivano al pettine prima o poi.







"Sono.. Sono arrivata a casa... Alle 10:15.. E... E...l'ho picchiata. Ho picchiato mia figlia. L'ho picchiata perché non ero in me. Non capivo cosa stessi faccendo. Avevo paura che potesse dirti la verità. Che potesse dire dove ero stata,ma ora che sai tutto, ti prego, non prendertela con me. Lo so, sono una moglie e una madre pessima, ma ti prego di perdonarmi."
Nell'atrio dell'albergo era calato un silenzio tombale. Nessuno dei due osava fiatare e Cristina ancora nascosta che aveva sentito tutto il racconto della madre stentava a crederci.
"Sparisci." Bruno non aggiunse altro. Una parola che racchiudeva tutto lo schifo che provava ora verso quella donna, madre di sua figlia.
"No! Per favore! Io ti amo!"
"Se veramente mi ami come dici non avresti fatto ciò. Ora sparisci! Tra noi è finita. Capito? Finita!"
Mille lacrime inondavano il bel viso della moglie che disse piano:
"Posso almeno salutare la ragazza?"
"Non osare avvicinati a lei. Non puoi abbracciare una persona con le stesse braccia che l'hanno distrutta."
Cristina stava piangendo. Stava piangendo perché era comunque sua madre nonostante tutto. Era d'accordo con il padre, non è una persona da perdonare, ma era sua madre e aveva il diritto di piangere dopo tutto. Andò di corsa nella camera e si mise sotto le coperte, mentre, la madre, a testa china prese le sue cose e li lasciò per sempre.

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