Erano finalmente arrivate in aeroporto dopo un'ora di viaggio in macchina in taxi. L'aeroporto era grande. C'era tantissima gente che andava e veniva, gente che ritirava i bagagli, chi comprava qualche ricordo del proprio viaggio, chi mangiava, chi beveva. Cristina seguì a fatica la madre. Dopo l'accaduto di quella mattina voleva solo piangere e il pensiero di vedere suo padre tra due ore non le interessava più poi così tanto. Era troppo delusa e arrabbiata.
Arrivò finalmente il momento di imbarcarsi, Cristina si mise seduta al rispettivo posto assegnatogli affianco alla madre e si mise le cuffiette nelle orecchie, faccendo partire Friends e piano piano si addormentò."Muoviti!! Alza quel culo che siamo arrivati!"
La madre le dava colpi al braccio per svegliarla e Cristina non poté che aprire gli occhi e alzarsi da quella poltrona, prendere la sua valigia e scendere dall'aereo senza fiatare.
L'aeroporto di Londra era molto grande. Molto più grande di quello della sua città, Roma. Gente di tutte le razze e nazioni andava e veniva velocemente con lo sguardo fisso a terra. Cristina andò più volte a sbattere contro la gente ma nessuno si fermò o ascoltò le sue scuse.
Ma a un certo punto, in lontananza vide una figura vestita con una camicia blu e un paio di jeans scuri, le scarpe erano di un marrone scuro.
Suo padre! Finalmente lo aveva davanti! Mollò la valigia li dove si trovava e corse incontro al padre. Oddio! Piangeva. Piangeva dalla gioia di poterlo abbracciare dopo due fottuti anni e non le sembrava vero.
"Oddio Cri! Sei veramente tu? Quanto cazzo sei cambiata cavolo! Sono così contento di vederti! Non mi sembra vero!"
"Si papà sono io! Non mi sembra vero nemmeno a me! Mi sei mancato così tanto.."
"Dov'è tua mamma?"
A quelle parole la ragazza si irrigidì. Sperò che il padre non se ne fosse accorto ma si sbagliava
"Cri? È successo qualcosa? Dov'è la mamma?"
"Sta arrivando, era lì dietro..."
Non finì la frase che scoppiò in lacrime. Il padre non si sarebbe di certo aspettato una reazione del genere. In fondo non aveva detto nulla di male, solo dove fosse sua moglie e non capiva la reazione della figlia.
"Piccola mia, tutto bene? Perché piangi?"
La ragazza non riusciva a smettere di piangere. Proprio no. Stava piangendo tutte le lacrime che non aveva potuto piangere prima, stava dicendo, in silenzio tutto ciò che non poteva dire, le dispiaceva farsi vedere in quelle condizioni dal padre che si facceva il culo per vedere anche un misero sorriso sul volto della figlia, ma proprio non riusciva a smettere di piangere, voleva sfogarsi con il padre.
"Ciao Bruno! Oddio finalmente ci vediamo dopo due anni! Si sente la tua mancanza a casa" Disse Roberta faccendo un ampio sorriso che però si spense subito alla vista della figlia in lacrime. Quella puttana di sua figlia le aveva già rovinato il primo giorno di vacanza. Forse non aveva capito che doveva smetterla di frignare.
"Oh! Tesoro! Perché piangi? Non sei contenta di vedere papà?"
"Be credo che possiamo andare ora hahaha" Disse Bruno. Non vedeva l'ora di dare il suo regalo alla figlia. Sapeva le sarebbe piaciuto e fece di tutto per poterglielo fare, quindi si, sperava proprio che le sarebbe piaciuto.
La madre si mise a parlare con marito per tutto il tragitto e di tanto in tanto lanciava occhiate omicida alla figlia. Non voleva che raccontasse tutto al padre.
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Non siamo amici
FanfictionPerché gli amici non dormono nello stesso letto. Perché gli amici non si amano come noi. Semplicemente noi non siamo amici né lo siamo mai stati.