CAPITOLO 5

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Fuori il cielo era di un blu tenue e all'orizzonte si vedevano le ultime tracce del crepuscolo. Era tardi ormai e i tre ragazzi dovevano tornare a casa per non destare troppi sospetti ai loro genitori. Non si parlarono molto lungo il tragitto e quando uscirono dal cimitero Gwen ruppe il silenzio.

- Pensate che abbiamo sbagliato a fidarci di quello spirito? E poi io non ho capito quasi nulla di quello che ci ha detto. La società, i Guardiani, il libro e il simbolo... È tutto troppo confuso.

- Tranquilla Gwen, intanto la prima cosa che dobbiamo fare è recuperare il libro delle anime che si trova nella tenuta dei Lancaster. Io penso che dovremmo andarci domani visto che la luna nuova é tra poco. Speriamo che con il libro riusciremo a capire un po' di più. - la rassicurò Will.

- Ma se la tenuta non è disabitata come faremo ad entrare senza farci notare?- chiese Nat

- Il signor Henry non sembrava aver una famiglia e di solito le tenute fuori dalla città vengono usate solo per le vacanze ed in questo periodo dell'anno, a gennaio, non dovrebbe esserci nessuno; quindi non dovremmo avere problemi- aggiunse Will

Detto questo fermarono una carrozza e dissero al cocchiere di riportarli al loro quartiere.

Per i primi minuti Nat parlò a ruota libera di cosa avrebbero fatto il giorno seguente, ma sembrava che stesse parlando più a se stessa che a loro e così Will e Gwen non prestarono attenzione alle sue parole.

Dopo un po' Nat si appisolò nuovamente perché aveva capito che nessuno la stava ascoltando.

Tra i due ragazzi calò un silenzio imbarazzante e per romperlo Gwen chiese a Will se poteva vedere il simbolo dei Guardiani sul suo collo e lui acconsentì.

Si voltò verso il vetro l'esterno e lasciò che la ragazza gli spostasse il collo della camicia e della giacca. Il suo tocco sulla pelle gli provocò un forte brivido.

- Che cosa vedi?-

- È come ha detto Henry, è una piccola spirale nera; non dovrebbe notarsi troppo.

- Posso vedere la tua?

- Sì, certo.- la ragazza si voltò e si abbassò la giacca pesante. Will le spostò i capelli di lato e notò anche lui la piccola spirale nera. Gwen gli chiese se aveva visto e poi si ritirò su la giacca.

Dopo pochi minuti arrivarono nel loro quartiere e svegliarono la loro dormigliona.

- Ci vediamo domani mattina davanti alla biblioteca allora?- domandò Gwen e i due fratelli annuirono.

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- Accosti qui. Grazie.

Erano arrivati di fronte ad una grande casa, anzi quasi una villa, a pochi chilometri fuori da Londra, lungo il Tamigi. Per trovarla avevano seguito le indicazioni che fortunatamente erano scritte nel libro delle memorie del signor Henry, altrimenti avrebbero dovuto vagare per ore alla ricerca della casa giusta.

La tenuta era maestosa; il cancello era in ferro battuto nero e sulla cima delle due colonne ai lati erano appollaiate due state a forma di pipistrello. I muri della casa erano rosso mattone e c'erano due specie di torri che la facevano sembrare un castello.

Sembrava disabitata da tempo e il cancello era chiuso da un semplice catenaccio non difficile da aprire.

Will, Gwen e Nat entrarono nel giardino e si fermarono davanti al portone, sotto alla grande veranda.
Come scritto nel libro, trovarono la chiave nascosta dentro un grande vaso con un piantina ormai completamente morta.

Sopra al portone c'era la scritta Lancaster e sui due pomelli si notavano appena due grandi L incise sopra, da quanta ruggine c'era.

Nat infilò la chiave nella toppa e con molti scricchiolii la porta si aprì. Come aveva previsto Will la tenuta era disabitata e anche da molti anni. Probabilmente il signor Lancaster non aveva figli o eredi e la tenuta era stata abbandonata a se stessa.

La polvere accumulata da più di cinquant'anni era ovunque e i ragazzi non poterono fare a meno di tossire.

- Sarà meglio che ci sbrighiamo - esclamò Will tra un colpo di tosse e l'altro.

Si spostarono da una stanza all'altra, passando per il grande salotto, la cucina e le altre sale del piano terra. Poi salirono al primo piano e trovarono due studi pieni di carte e registri; ma nella stanza accanto finalmente la trovarono: la biblioteca.

Non era molto grande e così pensarono che non sarebbe stato molto difficile trovare il libro che cercavano.

Si guardarono un po' attorno e poi tutti e tre posarono lo sguardo sulla scrivania al centro della stanza. Adagiato lì sopra c'era proprio il libro delle anime.

Will si avvicinò cautamente  e sfiorò la copertina per togliere la polvere. Poi la aprì e si accorse che le pagine erano tutte bianche, ma quando ne toccò una le parole apparvero dal nulla.

"Vi saluto miei nuovi padroni. Io sono il libro dei Guardiani e vi aiuterò ad orientarvi in questa nuova missione e vi guiderò in ciò che dovrete fare.
Quando avrete bisogno di aiuto vi basterà sfiorare una mia pagina e le parole appariranno da sole. Il vostro primo compito sarà quello di riunire gli altri Guardiani ed introdurli nella società. Ad ogni luna nuova io vi svelerò il nome di un nuovo membro e delle informazioni su come trovarlo. Poi voi gli spiegherete come funziona la società e gli farete fare il giuramento."

Will fece leggere la prima pagina anche alle ragazze e loro si guardarono stupite. - Com'è possibile che le parole si scrivano da sole?- chiese incredula Nat.

- Sinceramente questa non è la cosa più strana a cui abbiamo assistito quindi non mi sorprende molto. Ora sarà meglio prendere il libro e tornare a casa. Chi lo terrà?- chiese Will

- Se volete posso tenerlo io- propose Gwen.

- Va bene.

. . .

Quella notte Gwen si svegliò di soprassalto e siccome non riusciva a riaddormentarsi prese il libro e lo aprì nella seconda pagina. Con stupore notò che altre quattro pagine si erano riempite.

Nella prima a grandi lettere si vedeva il suo nome: GWENDOLYN MARTIN; sotto invece c'era un suo ritratto e altre informazioni su di lei.

Nella seconda, WILLIAM GALLAGHER e nella terza NATASHA GALLAGHER con alcune loro  informazioni e il loro ritratto.

Sull'ultima invece c'era un altro nome: GIDEON HAMILTON. Doveva essere il quarto membro del gruppo, colui che dovevano trovare. Quando toccò la pagina apparve anche il suo ritratto; doveva avere circa 18 anni, un anno in più di lei, e aveva i capelli biondo scuro e gli occhi marroni.

Sotto c'era scritto un indirizzo, la data 2 febbraio e festa in maschera - ingresso libero - ore 20.30

Lì probabilmente era dove il libro volesse che lo incontrassero. Doveva assolutamente dirlo a Will e a Nat. Mancavano solo dieci giorni.

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