Dalla minuscola prigione in cui era rinchiusa, Siria tentava di richiamare l'attenzione di Teska. L'assistente dello sceriffo era sprofondato nel sonno senza rendersi conto che lì fuori la città non era più la stessa. L'indiana non poteva urlare perché gli zombie l'avrebbero sentita.
--Psss svegliati! Svegliati!
Sussurro' per l'ennesima volta.
Nulla.
L'uomo in divisa se la dormiva scomposto sulla sedia a una decina di metri dalla sua cella. Aveva l'espressione di un bambino nel mondo dei sogni, con la differenza che anziché abbracciare un orsacchiotto teneva stretto a sè il suo fucile.
Siria si spoglio' dalla sua casacca di pelle. Forse se fosse riuscita a lanciarla attraverso le sbarre colpendolo sul viso si sarebbe svegliato.
E poi li sentì.
Rumori di passi.
Passi pesanti.
Passi diversi.
Passi che si trascinano.
Uno zombie era entrato.
Dannazione.
Era dall'altra parte, nell'ufficio, ma li avrebbe raggiunti in un attimo.
Allungo rapidamente il braccio fuori dalla sbarre. Prese la mira e lanciò la sua casacca che fini sopra la faccia di Teska.
Niente da fare.
Il bello addormentato sulla sedia sì limito a grugnire.
Lo zombie avanzò. E lì vide. Siria sapeva che se avesse urlato ne sarebbero entrati a decine. Un'idea disperata l'attraverso' come un fulmine nella tempesta.
Posò la mano sul bordo della serratura della prigione e striscio' vigorosamente la mano fino a procurarsi un taglio. Con movimento rapido iniziò a cospargere di sangue le sbarre della cella. Lo zombie sentì il sapore inconfondibile del sangue fresco. Ignoro' l'uomo seduto e si lanciò in avanti succhiando avidamente il liquido rosso posato sul metallo freddo.
I denti del mostro iniziarono a masticare le sbarre, stridendo in una melodia sinistra.
Teska si svegliò.
Si tolse la casacca che aveva in faccia e vide un uomo di spalle che succhiava le sbarre come un pazzo. Si stropicciò gli occhi incredulo da quanto stava vedendo. Il fucile era già carico. Lo puntò.
-- Hey bello, voltati lentamente.
-- Non sparargli altrimenti ne entreranno molti altri.
Disse Siria con voce soffocata.
-- Zitta tu, e avvicinati al muro.
Lo zombie si voltò mostrando il suo volto all'assistente sceriffo. Non vi era dubbio che di bello aveva gran poco.
Metà della faccia non c'era più, era stata strappata a morsi da qualche suo simile.
Teska indietreggiò spaventato e inciampò sulla sedia scivolando a terra.
In quel preciso istante Siria afferrò i polsi dello zombie attraverso le sbarre e li tirò a sè con tutta la sua forza.
-- Colpiscilo in testa con il calcio del fucile, presto.
Il non morto bloccato dalla giovane indiana si dimenava come uno squalo appena catturato.
Teska si rialzò rapidamente in piedi con l'arma. Si sentiva stordito. La voce dell'indiana era come se provenisse da una caverna lontana.
-- Spaccagli la testa. Non ce la faccio più a tenerlo, muoviti.
Era forse un sogno? Si, non poteva essere altrimenti. Ma per qualche atavico motivo l'istinto di sopravvivenza prevale anche all'interno dei sogni perché nessuno vuole morire all'interno di essi.
-- Spaccagli la testa!
La voce nella grotta.
L'orrendo mostro dall'aspetto minaccioso.
L'istinto di sopravvivenza.
Queste erano le tre componenti dell'equazione che chiedevano un risultato.
Teska sollevo' il fucile impugnandolo dalla parte della canna.
Si disse fra se: "E' solo un sogno assurdo dove io sono il boia di questo mostro e l'indiana è la mia assistente."
Lo zombie si libero' dalla presa e scatto' verso il suo pasto ma il fucile piombo giù come un martello pesante sulla sua fronte. Una volta. Due volte. Tre volte. Quarto volte. Al quinto colpo non esisteva ormai neanche più una testa.
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ZOMBIE WESTERN
FantasyDa giorni la città della contea di Zambrod ha interrotto di colpo ogni comunicazione. Lo sceriffo Berker organizza una piccola squadra esplorativa per capire cosa è accaduto ma nessuno dei suoi uomini fa più ritorno. Convinto che sia tutta opera di...
