-- Pronti? Fuori di qui. --disse lo sceriffo Berker assicurandosi che tutti fossero pronti per l'impresa.
Uscirono.
Una calma irreale aveva cristallizzato l'aria, come se si trovassero dentro un quadro dipinto da un pittore con qualche disturbo mentale.
A terra erano seminati cadaveri ovunque.
Alcuni lo erano davvero, altri un po' meno visto che qualche palpebra si sollevò incuriosita.
I tre uomini e la ragazza affrettarono il passo, restando compatti e pronti.
Dovevamo raggiungere le stalle. Lì i cavalli erano ancora chiusi e al sicuro. Forse.
Un finto cadavere si rianimo'.
Poi un altro.
Poi un altro ancora.
Sentivano che era ora di fare colazione.
Mancavano cento metri alle stalle adesso.
Un eternità per quella situazione.
Siria con un gesto fulmineo affondo la lama del coltello dentro la testa di uno zombie intenzionato a darle un assaggio. Per per lui oggi niente colazione.
Il finto cadavere cessò di essere finto.
-- Non sparate se no si agitano e ci sono addosso.-- disse l'indiana.
-- Ci sono già addosso.-- le rispose teska colpendo col calcio del fucile il viso di uno dei maledetti.
-- Dai forza!-- li incito' Berker.
Ancora settanta metri alle stalle.
Il colpo di fucile sparato da Teska eliminò uno dei dannati ma diede il via alle danze.
Tutti gli zombie a terra si stavano rialzando pigramente come se avessero sentito la sveglia.
Cinquanta metri alle stalle.
Il cacciatore di taglie sparò in rapida successione sei colpi. Sei centri. Sei in meno. Su quanti? Rapido conteggio mentale:
erano migliaia.
Tutta la città trasformata, e con un insano desiderio di inglobare anche loro nella massa.
I vivi correvano in mezzo ai non morti. Inutile stare ad abbatterli.
Trenta metri alle stalle.
Siria fu bloccata da un muro di zombie. E le furono addosso come maiali impazziti che si contendono una pagnotta di mais.
Lei tentò di divincolarsi muovendo con maestria e velocità i due coltelli che teneva in mano. Si trasformò in un piccolo frullatore umano dove volavano pezzi di carne dappertutto.
I suoi compagni tentarono di aiutarla ma ormai non riuscivano più a distinguerla in mezzo a tutta quella massa di zombie.
Berker senti una fitta al cuore per la giovane ragazza a cui destino stava dando una fine atroce. Voleva tentare di salvarla ma Muss lo strattonò di forza.
-- Ormai è andata. Forza proseguiamo.
Dieci metri alle stalle.
Teska arrivo per primo, si posizionò inginocchiato e fece saltare un paio di teste.
Berker aveva la chiave. Sblocco' la serratura e aprirono le pesanti porte in legno e metallo.
-- È ancora viva.-- urlò Muss vedendola che correva verso di loro inseguita da una massa di zombie affamata.
Era stata morsicata?
Lo pensarono tutti e tre.
-- Ormai è spacciata.-- disse Teska entrando per primo dentro le stalle.
-- Forse no.
Berker carico rapidamente il suo revolver e punto' l'arma in direzione di quella massa spaventosa che avanzava verso di loro.
-- Forse no.-- ripete lo sceriffo Berker svuotando il caricatore verso i primi zombie che erano vicini all'indiana.
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ZOMBIE WESTERN
FantastikDa giorni la città della contea di Zambrod ha interrotto di colpo ogni comunicazione. Lo sceriffo Berker organizza una piccola squadra esplorativa per capire cosa è accaduto ma nessuno dei suoi uomini fa più ritorno. Convinto che sia tutta opera di...
