Finalmente il giorno che tanto aspettavo arrivò, e potevo finalmente andare a fare shopping con Camila. Avevo scelto qualcosa di comodo e di semplice; jeans strappato e maglione grigio. Salutai Dinah con un bacio e uscii. Era un po' nervosa all'idea che sarei stata da sola con Camila, ma si fidava, quindi lasciò stare. Camila era già lì fuori, quindi mi avvicinai alla sua macchina ed entrai. Mi salutò con un bacio sulla guancia, sorrise, poi alzò il volume della radio e partii. Trasmettevano un vecchio tormentone estivo, nonostante fosse autunno trasmettevano ancora queste canzoni e Camila si divertiva a canticchiarle, e la sua voce era veramente adorabile. Dopo nemmeno dieci minuti arrivammo al centro commerciale. Iniziammo con qualcosa di più semplice, un negozio sportivo, uscii di lì con un nuovo paio di scarpe da ginnastica, due jeans strappati ed un giubbino di pelle nero, mentre Camila si limitò ad un fusaux nero e due felpe larghe sempre dello stesso colore. -Ah, Lauren, c'è una cosa che non ti ho detto.- Disse, Camila. -Venerdì è il mio compleanno, darò una festa, ti va di venire?- Chiese, sorridendomi. -Sì, certo che sì!- Le sorrisi. -Non so però se Dinah mi lascerebbe venire.- continuai, abbassando lo sguardo. -Ohw, ma può venire anche lei.- Disse, fingendo un sorriso. -Allora va bene.- Sorrisi. -Io devo comprare un vestito per la festa, quindi andiamo qui?- Chiese, indicando un negozio, pieno di vestiti stupendi in vetrina. Annuii ed entrammo in quel negozio. -Ti piace quel vestito?- Chiese, indicando un vestito nero, con il colletto bianco. -Sì, è bellissimo.- Le sorrisi, era davvero bello. -Allora vado a provarlo.- Disse, entrando in camerino. -Puoi tenermi questa per favore?- Chiese, porgendomi la borsa. -Sì.- Le sorrisi. Qualche minuto dopo uscì dal camerino. Era così bella, quel vestito metteva in risalto le sue curve. -Allora, mi sta bene?- chiese, distogliendomi dai miei pensieri. -Sì, sei bellissima.- Sorrisi. -Grazie.- Disse, rientrando in camerino. Quando uscì porse alla commessa il vestito e lo comprò. -Ora voglio che tu ti compra un vestito per la mia festa.- Disse, riavvicinandosi ai vestiti. -Hai i soldi, vero? altrimenti te lo pago io.- Continuò. -Nono, li ho. Però insomma, non porto mai vestiti, non credo che qualcuno di questi mi stia bene.- Dissi, nervosa. Avevo paura di non essere bella con nessuno di questi vestiti. -Sei seria? Ma smettila. Scegli quello che ti piace di più e provalo.- Ammiccò. -Mh, va bene.- dissi, secca. Presi un vestito nero, e andai a provarlo. -Sono sicura ti starà benissimo.- Sorrise, ed io entrai in camerino. Mi guardai allo specchio prima di uscire, era molto bello, e un po' mi piaceva come mi stava, speravo solo Dinah non avesse fatto storie. Quando Camila mi vide, gli occhi le brillarono e sul suo viso comparve un sorriso a trentadue denti. -Sei b-bellissima.- Sorrise. Ricambiai il sorriso e tornai dentro il camerino per cambiarmi. Nell'uscire dal camerino inciampai nella tendina, cadendole addosso, non so precisamente come feci ad inciampare, eravamo talmente vicine che i nostri nasi si toccarono, le sue guance si arrossirono e il mio cuore accelerò di colpo. Cosa mi stava succedendo? Quando realizzai meglio la cosa, mi staccai. -Scusa, non volevo.- riuscii a dire. -Non preoccuparti, può capitare.- Disse, un po' nervosa. Era scossa quanto me da quello che era successo. Arrivate alla cassa, pagai il mio vestito e la commessa disse che eravamo davvero carine insieme, ci limitammo a guardarci e sorriderci, Camila però ringraziò. Uscite dal negozio, nessuna delle due diceva niente, entrambe eravamo scosse da ciò che era successo qualche minuto prima. Però tutto ciò, stava per finire, tra poco sarei tornata a casa e sarei stata ancora costretta a fingere di amare Dinah. -Va tutto bene, Lauren?- Chiese Camila, con tono preoccupato. Quando ripensavo a Dinah e a ciò che le facevo, mi sentivo sempre uno schifo, e non riuscivo a fingere di star bene. -Sì.- Dissi, sperando di essere convincente. -Sicura? Ti vedo un po' giù.- Continuò. -Sto bene.- Finsi un sorriso. -Ti va un gelato?- Chiese, cambiando argomento. Non volevo parlarne e fortunatamente lo aveva capito. -Sì.- le sorrisi. Presi un semplice gelato alla stracciatella e caffè, Camila invece alla nocciola e cioccolata. -Ti sei sporcata.- Le feci notare. -Sul serio? Dove?- chiese. -Lo sapevo, mi succede sempre.- Continuò cercando di pulirsi. -Dà qui, faccio io.- Dissi, prendendo un tovagliolo dal tavolo per aiutarla. Mi avvicinai di più a lei, ed ecco di nuovo il mio battito accelerare, passai delicatamente il tovagliolo sul lobo delle sue bellissime labbra. Rimasi qualche secondo a fissarle, ed anche lei sembrava fissarmi. -Ecco, adesso sei pulita.- Dissi, distogliendo lo sguardo da lei. -Grazie.- Balbettò. E ancora una volta ero scossa da quello che era successo. Continuavo a sentirmi in colpa nei confronti di Dinah, non è giusto nei suoi confronti tutto questo. Uscimmo dal centro commerciale ed entrammo nella sua auto. -Sicura vada tutto bene? Non voglio essere pesante, ma ti vedo giù, insomma se magari ne parli posso far qualcosa per te.- Disse, con tono preoccupato. -Sì, è solo che ci sono delle cose di cui non mi va di parlare in questo momento.- Risposi, forzando un sorriso. -Non ti è piaciuto uscire? Se per te è un problema o per Dinah, possiamo anche evitare. Insomma, io voglio star con te, ma non ti obbligo.- Disse, diventando nervosa. -Camila, va tutto bene. Non sono mai stata così bene, questa uscita mi ha solo fatto bene.- Dissi, prendendole la mano. -Il problema non sei tu, okay?- Continuai. -E non ti va di parlare di questo problema?- Chiese, stringendo la mia mano. -Ora no, magari più in là te ne parlerò, ma adesso no. Dico davvero.- Risposi, accarezzandole la mano. -Va bene.- Disse tranquillizzandosi. Le lasciai la mano e lei mise in moto l'auto. A quanto pare anche Camila, come me, era paranoica e aveva bisogno di qualcuno che la tranquillizzasse e le dicesse che andava tutto bene ogni volta. Arrivammo a casa di Dinah, ci vivevo, ma non la consideravo casa mia, perché infondo non lo era. -Ti va di lasciarmi il tuo numero? Così poi ti invio un messaggio con l'indirizzo di casa di Normani, sarà lì la festa.- Disse, prima che io aprissi la portiera per scendere dall'auto. -Sì, certo.- Risposi. Lei mi passò il suo cellulare ed io le scrissi il mio numero. -E' stato bello uscire, potremmo farlo altre volte se ti va.- Sorrise. -Certo, a venerdì, Camz.- Le sorrisi scendendo dall'auto.
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Stanza 147. // Camren
Fiksi PenggemarNessuna presentazione; finirei per spoilerare. Leggete la storia e basta.
