Capitolo 32.

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«Dovrete pulire gli armadietti e fare l'inventario degli ingredienti.», disse Gazza, annoiato, scortandoci nell'aula di pozioni.
Era questa l'entusiasmante punizione assegnataci da Lumacorno.
Continuando così, gli elfi domestici non avrebbero più dovuto pulire niente.
«Datemi le bacchette.», ordinò.
Facemmo come aveva detto, consegnandogliele.
«Verrò a riprendervi tra due ore.».
Si voltò e se ne andò.
«Per colpa tua siamo qui.».
«Mia? Sei tu che hai iniziato, con quel coso tirapugni.».
«Cannocchiale Tirapugni, e comunque tu mi hai sfidata.».
«Non è colpa mia se non sai gestire l'orgoglio.».
«Malfoy, taci, o giuro che il pugno te lo tiro io, di nuovo.».
«Weasley, smettila. Dovremmo stare qui due ore, non farmi saltare i nervi, di punizioni ne ho già abbastanza.».
«Sei tu che fai saltare i nervi a me. Guarda come mi hai conciata.».
«Sapevo che saresti stata così bene, con questo colore sobrio.», mi prese in giro.
«Simpaticissimo.».
«Lo so. Comunque, scherzi a parte, il colore non sarà sobrio, ma stai davvero bene.».
«Io mi faccio schifo. È la cosa peggiore che potessi farmi, non posso neanche tornare al mio colore naturale.». Infatti, l'intruglio usato da Scorpius per colorare i miei capelli aveva un effetto di durata di minimo un mese. Solo dopo trenta giorni i miei capelli avrebbero iniziato a schiarirsi, fino a tornare al loro colore naturale. Per questo, qualunque così io provassi, incantesimi, tinte, niente funzionava.
«Tranquilla, un mese e sarai come prima.».
«Sarà il mese più lungo della mia vita. Non mi guarderò più allo specchio.» «Dai, ora non pensarci. Pensa a tutta questa roba che dobbiamo riordinare e di cui dobbiamo fare l'inventario.». «Non riusciremo mai a fare tutto oggi.».
«È per questo che Lumacorno ci ha assegnato questo compito, sapeva che ci avremmo messo più di una sera a farlo.».
«Mettiamoci al lavoro.», sbuffai,  aprendo l'armadietto e rabbrividendo per il caos che c'era dentro.
Passò la prima ora, completamente in silenzio.
Lui aveva provato a fare conversazione, ma io ero ancora arrabbiata, ed avevo fatto morire ogni suo tentativo.
Poi non avevo nemmeno tanta voglia di parlare, volevo solo finire il prima possibile ed andarmene.
«Non ho ancora trovato nessuno che ti sostituisca.», disse, ad un certo punto.
Lo guardai scettica.
«Come, scusa?».
«In squadra. Non ho ancora trovato nessuno che ti sostituisca come Cacciatrice.».
«Devi sbrigarti, allora. Prima di Natale avete la partita contro Corvonero, e Lorcan e Lysander sono fenomenali.»
«Anche tu lo sei.».
«Già, però non sono più in squadra.», risposi, prendendo un barattolo di peli di unicorno che stava nell'armadietto sbagliato.
Si avvicinò, ma io mi spostati per andare a mettere il barattolo al posto giusto.
Lui però mi seguì.
«Rose.», disse, posando una mano sulla mia spalla, e facendomi voltare.
«Potresti riprendere il tuo posto.», disse, sorridendo.
«Scorpius.», dissi, ricambiando il sorriso, «No.».
«Andiamo, Rosie.».
«Mi chiamo Rose, ma tu puoi chiamarmi Weasley.».
«Bene, Weasley, cosa devo fare per convincerti?», chiese.
All'inizio stavo per rispondere che non avrebbe dovuto fare niente, perché non sarei tornata in squadra, non dopo che mi aveva trattato così male, ma poi una lampadina si accese, e mi venne in mente un'idea geniale con cui avrei potuto ripagarlo per lo scherzo di pessimo gusto di quella mattina.
Ovviamente però non potevo cedere così.
«Chiedimelo per favore.».
«Per favore, Weasley, torneresti in squadra?».
«Perché dovrei?», continuai, beffarda.
«Perché abbiamo bisogno di te.»
«Abbiamo o hai?».
«Ho. Abbiamo. Ahh, Weasley.», disse, scuotendo la testa, «torna e basta.».
«Bene, Malfoy, tornerò in squadra, ma solo perché hai tanto bisogno di me.».
«Già, tanto bisogno.», disse, avvicinandosi e sussurrando quelle parole a pochi centimetri dal mio viso.
Si staccò di scatto, si girò e riprese a riordinare.
Quello era una cosa che faceva sempre, avvicinarsi e spostarsi di scatto.
Un giochetto, forse.
Ogni volta, mi mancava il respiro.
E non sapevo spiegarmi il perché.
«Domani alle nove e mezzo al campo da Quidditch.».
«Ma domani dobbiamo tornare qui per pulire di nuovo, dalle sei alle otto.», gli feci notare.
Il giorno dopo avrei avuto una giornata molto impegnativa e non sapevo dove avrei trovato il tempo per prendere quello che mi serviva per lo scherzo.
«Già oggi ho dovuto annullare gli allenamenti per questa stupida punizione. Tra qualche giorno dovremmo tornare a pulire la torre di astronomia. La punizione della professoressa Sinistra è a tempo indeterminato, così come quella di Lumacorno. Non ci hanno detto quando finiremo, e non possiamo, ovviamente, non allenarci mai, Weasley.».
Quando Lumacorno aveva saputo dell'altra nostra punizione, aveva convinto la professoressa Sinistra a  sospendere la sua per alcuni giorni, giusto il tempo di pulire tutto quel caos nei sotterranei.
Tuttavia, prima o poi -e sicuramente più prima che poi- avremmo dovuto riprendere a pulire la torre.
«Hai ragione. Bene, domani alle nove e mezzo, allora.».
Sapevo che sarebbe stato difficile allenarci, studiare e pulire tutte le notti -considerando che le lezioni di Astronomia finivano all'una di notte, e noi dovevamo pulire dopo- e sapevo anche che avremmo dovuto evitare di collezionare altre punizioni.
Tuttavia, non sapevo in futuro, ma il prossimo scherzo che avevo intenzione di fare non ne avrebbe comportate.
Sarebbe stato tutto molto silenzioso, ma efficace.
Dovevo solo trovare il modo di prendere quello che mi serviva.
****
Era notte fonda, ed io stavo camminando per i corridoi di Hogwarts.
Avevo fatto un incantesimo evanescente al mio mantello.
Ovviamente, non era come quello dell'invisibilità dei Potter, ma dovevo solo riuscire ad arrivare all'aula di pozioni, che non era molto lontana.
«Rose.», piagnucolò Amanda.
«Shh.», la zittii.
La presi per un braccio ed iniziai a camminare più veloce.
Qualche minuto dopo, mi chiusi la porta dell'aula alle spalle.
La sigillai bene.
«Mi spieghi perché mi hai trascinata qui alle due del mattino?».
«Devo preparare una pozione , mi servirà per ringraziare Malfoy per i capelli.», risposi.
«E a che ti servo io?», piagnucolò.
«Devi fare la guardia.».
«Ma-».
«Ma nulla Amanda, dai, ti prego.», la interruppi, con la mia migliore faccia da cucciolo.
«Sai che mi addormenterò qui. Volevi solo compagnia.».
«Non volevo solo compagnia, volevo la tua compagnia.».
«Che leccaculo. Ringrazia che ti voglio bene.», le risposi.
«Ti voglio bene anche io.».
«Se mi addormento qui seduta, non provare a svegliarmi.», disse solo.
«Te lo prometto.», risposi.
Si sedette, mentre io presi gli ingredienti e cominciai.
Probabilmente ci sarebbero volute un paio d'ore, ma ne sarebbe valsa la pena.
Come previsto, rimasi lì due ore e mezza, prima di finire.
Riempii una provetta con il contenuto, poi tornammo a letto.
ovviamente dormimmo solo tre ore, e Amanda mi stava per trucidare.
Sapevo che sarei stata stanchissima, ma ne sarebbe valsa decisamente la pena.
Ero euforica.
Il tempo volò in fretta, e mi ritrovai dopo pranzo a prendere da parte le mie cugine, per chiedere il loro aiuto.
Io mi sarei allenata, loro avrebbero fatto quello che dovevano fare.
All'inizio erano titubanti, ma poi le convinsi.
Passarono la punizione e anche la cena, e alle nove e mezza ero al campo, con tutti gli altri membri della squadra, che erano felici di sapere del mio rientro in squadra.
L'allenamento non passò tanto velocemente come il resto della giornata, ero stanca morta ed erano più gli sbadigli che i goal che facevo.
Alla fine però, quelle due ore strazianti finirono.
Vidi Lily sugli spalti, era arrivata da poco.
«Bene, ragazzi, basta così. Oggi non è andata benissimo. Weasley, dove avevi la testa?», disse Scorpius, una volta a terra.
«Stanotte ho dormito poco e per colpa della punizione non sono riuscita a riposarmi neanche un po'.»
«Domani vedi di venire riposata, non abbiamo bisogno che ti addormenti sulla scopa.».
«Lo so.», risposi solo.
La squadra iniziò ad avviarsi verso gli spogliatoi.
«Malfoy.», lo richiamai.
Si voltò.
«Si?».
«Quando dobbiamo andare di nuovo a pulire la torre?», chiesi, dicendo la prima cosa che mi era venuta in mente.
«Weasley, il sonno ti da alla testa, vedo. Riprendiamo domani.».
«Oh.».
«C'è altro? Vorrei farmi una doccia.», disse.
Non sapevo cos'altro dire, ma lo dovevo trattenere.
Per fortuna in quel momento arrivò Lily.
«Rose, Scorpius!», cinguettò.
«Ciao, Lily.», rispose lui.
«Ho visto l'allenamento, siete stati fantastici!».
«Lily, abbiamo fatto schifo.», dissi.
«Ma no, dai..solo un pochino.».
«Ti serve qualcosa, Lily?», chiese Scorpius, cortese.
Mi ritrovai a pensare che con me non era mai cortese.
«Solo fare quattro chiacchiere! Tra poco è Natale, che programmi hai?», vagheggiò.
Scorpius la guardò interdetto, probabilmente si stava chiedendo come potesse scegliere un momento del genere per fare conversazione.
«Non so ancora, probabilmente i miei stanno organizzando un viaggio.», rispose.
«Magari potresti venire a La Tana, ci farebbe tanto piacere!».
«Come scusa?», quasi urlai.
Come le era venuto in mente di dire una cosa simile. Doveva solo distrarlo, c'erano tanti argomenti da cacciare fuori!
«Che c'è, Weasley, a te non farebbe tanto piacere?», chiese, alzando le sopracciglia.
«No, Malfoy, non direi.».
«Oh, secondo me tu sei quella a cui farebbe più piacere.», ammiccò.
«Pff, ma per favore.», risposi, stizzita.
La conversazione stava prendendo una brutta piega.
‘Io dico, invece, che stuzzicare te lo distrarebbe molto più di Lils.’, disse Dolores.
Per una volta non sparava cazzate.
«Staremo a vedere, Weasley, Lily, ne parlerò con Albus ed anche con i miei, penso proprio che potrei liberarmi.».
Alle sue spalle il resto dei ragazzi stava passando per tornare al castello.
Gli spogliatoi erano vuoti.
Dovevo trattenerlo solo qualche altro minuto.
«Tutta questa voglia di starmi attaccato dove la trovi, Malfoy?», chiesi, perciò, sapendo che sarebbe iniziata una serie di battutine da parte di entrambi.
«La prendo dal divertimento che provo nel vederti sclerare ogni volta per me, tesoro.».
«Ti diverti con poco, a quanto pare.».
«Oh, credimi, conosco modi molto diversi per divertirmi, vuoi provare?».
«Grazie, ma passo.».
«Peccato, avresti avuto la possibilità di provare qualcosa di straordinario.», si vantò.
«Abbiamo due concezioni diverse di straordinario, Malfoy.».
«Ragazzi.», ci interruppe Lily, «si sta facendo tardi, forse dovreste continuare il discorso stasera in sala comune e andare a farvi una doccia.».
Doveva aver visto Dom passare.
«Hai ragione, Lils. Andiamo, Malfoy, stai puzzando.», dissi.
«Tu invece profumi tanto, devo dire.», rispose lui, sarcastico.
«Vuoi che ti aspetto?», chiese Lily.
«No, grazie Lils, vai al castello, è tardi.», risposi.
Lei ci salutò e noi ci avviammo verso gli spogliatoi.
«Vuoi venire a fare la doccia con me, Weasley? Non c'è più nessuno.».
«Vai a lavarti, Malfoy.», risposi, alzando gli occhi al cielo ed entrando nella porta sinistra, quella degli spogliatoi femminili.
Molto euforica, mi spogliai ed entrai nella doccia.
Mi stavo rilassando sotto il getto bollente, quando sentii un urlo.
«WEASLEY!», urlò Malfoy, con tanta, tanta rabbia.
A quanto pare, era stata davvero una idea geniale mettere la pozione restringente nel suo sapone intimo.
Ridacchiai, immaginando la sua faccia nel vedere il suo amichetto restringersi.
‘Magari lo tiene già piccolo e adesso è sparito’, pensai.
‘Oh, non penso proprio che lo tiene piccolo. Ma magari, svanito l'effetto della pozione puoi verificare!’, rispose Dolores.
‘Non ci tengo.’
Pff, bionda, non puoi prendere in giro me, dato che sono te.’
Intanto uscii dalla doccia, mi avvolsi nell'accapatoio ed andai alla panca dove avevo lasciato il mio borsone.
Ero impegnata a cercare l'intimo, quando sentii improvvisamente la porta sbattere.
Urlai e mi voltai di scatto.
Malfoy era in piedi, con un asciugamano stretto in vita.
Tutto rosso in faccia.
«Ma-Malfoy, che-che ci fai qui?».
«Secondo te cosa ci faccio qui?!».
«È lo spogliatoio femminile.», gli feci notare.
«Non scherzare molto, Weasley, sono furioso e potrei non rispondere delle mie azioni.».
«Che succede, Malfoy?», chiesi, fingendomi sorpresa.
La voce mi uscii stridula.
«Cosa è successo? COSA È SUCCESSO?!», sbottò,
«Ti sembra normale questo?!», ringhiò, aprendo improvvisamente l'asciugamano.
«Ma cosa fai!», dissi, girandomi e coprendomi il viso con le mani.
«Guarda cosa mi hai fatto!».
«Malfoy sei impazzito? Copriti!».
«Voi donne siete così pudiche.».
«Sai, vieni qua e ti spogli, cosa vuoi che faccia?!».
«Ti direi di rifarti gli occhi, ma-».
«Ma non c'è da vedere nulla.», lo interruppi, trattenendo una risata.
«Weasley, non sai quanto mi sto contenendo per non fare qualcosa di cui potrei pentirmi. E, davvero, ringrazia tua madre per averti fatta donna, perché, se fossi stata un ragazzo, adesso avresti più di qualche arto rotto.».
«Ringrazierò mia madre, quando la vedrò.».
«Questo è stato un colpo basso, Weasley.».
«Abbastanza basso.», dissi, abbassando impercettibilmente lo sguardo, ma rialzandolo subito.
Probabilmente ero arrossita.
«Che c'è, vuoi che apra di nuovo l'asciugamano?», ammiccò.
«Non c'è nulla da vedere, ormai.».
«Veramente c'è anche adesso, ma aspetta qualche ora che passi l'effetto e allora si che ti rifarai gli occhi.».
«Qualche ora? Ne sei così sicuro?».
«La pozione restringente ha una durata massima di cinque ore, a meno che-».
«A meno che..», lo interruppi.
«Weasley, quella pozione è fatta con il procedimento standard, vero?», chiese, allarmato.
«Mi uccidi se ti dico di no?», chiesi.
I suoi occhi si spalancarono.
Scattò in avanti e mi arrivò sopra.
Dietro di me c'era la panca, perciò la mia schiena si inarcò e stavo per cadere in dietro, quando le sue mani mi afferrarono i fianchi.
Immaginavo si spostasse, invece rimase lì, con me piegata indietro e solo le sue mani ad impedire che io ricadessi sulla panca.
«Quanto?», chiese solo.
«Una settimana.».
Si irrigidì di più.
«Non volevo far durare l'effetto tanto, ho sbagliato le dosi.», provai a giustificarmi.
«Non mentire, Weasley.».
«Non sto mentendo.».
«Cosa c'è, ora ti senti in colpa?».
«I-io..», balbettai, nervosa.
«Solo ora capito che questo nuocerà anche a te, vero?»
«C-cosa, scusa?».
«Tranquilla, l'effetto finirà, e poi..»
«Non verrò a letto con te, Malfoy, puoi starne certo.».
«Vedremo, Weasley, vedremo.», rispose solo.
Si avvicinò al mio collo, fino a sfiorarlo con la punta del naso.
Mi annusò.
Poi si staccò di scatto, ed io ricaddi seduta sulla panca.
Mi lanciò un ultimo sguardo, poi uscì.
Io rimasi lì, ancora scossa.
Tutto mi sarei aspettata, tranne quello che era appena successo.

#SpazioAutrice
Il capitolo è abbastanza veloce, ma lo adoro.
O meglio, adoro la fine.
Spero che piaccia anche a voiiii.
Grazie a tutti per le stelline ed i commenti, io cerco di rispondere a tutti ma non sempre mi arriva la notifica e non li vedo.
E mi dispiace tantissimo, perché la cosa che amo di più è proprio lo spazio dei commenti, perché posso comunicare con voi, perciò cercherò di fare attenzione e di aprire più spesso il capitolo per vedere se ce ne sono alcuni di cui non ho ricevuto la notifica.
Ci vediamo con il prossimo capitolo, baci amori mieiiii.
Xoxo, Cristina
P.s, quasi me ne dimenticato, ho cambiato la copertina perché ne volevo una di più profonda, se così si possono definire quelle copertine che appena le vedi ti attirano talmente tanto e quasi quasi ti fanno innamorare più della storia.
Tuttavia questa non mi convince ancora molto, voi che ne pensate?
Aiutata un'eterna indecisa, pleaseee. 🙏

•||Dirty love.||•La tua prossima ossessione. Scoprilo ora