d i c i a n n o v e

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"Gennaro, ho capito che vuoi parlarmi ma, nel caso in cui non l'avessi notato eh, io e mia figlia dovremmo prendere un aereo e soprattutto lei non dovrebbe stare sotto lo sguardo attento da 'genitore perfetto' di Riccardo, il quale, sempre se non è cambiato tutto, tu dovresti odiare. In più credi davvero che io voglia parlare con te? No, perché se lo credi ti sbagli di grosso. E la tua quasi-moglie dove l'hai lasciata? A casa a lavare i piatti?!"

"Bene, ti ho lasciato parlare senza interromparti neanche una volta. Ora tu dovrai ascoltare me e lasciar perdere quello stupidissimo aereo"

"Va bene, ma ti do pochi minuti per dirmi tutto quello che hai da dirmi"

"Prima di tutto volevo scusarmi con te, sai l'altro giorno, quello dopo la sbronza, non ho avuto modo di farlo"

"Se vuoi chiedermi solo scusa, possiamo concludere subito qui. Sai che mi da fastidio" lo interrompo bruscamente.

"Io non ti ho interrotto, e tu devi fare lo stesso. Lasciami parlare"
"Non voglio chiederti scusa solo per quello, ma anche perché non ti ho mai scritto o cercato in due anni, perché ti ho lasciata sola con una bimba. L'altra sera ho bevuto perché fra un paio di mesi probabilmente sarò su un fottutissimo altare o chissà dove per festeggiare uno stupido matrimonio. Riesci a immaginarmi con una fede al dito e al mio fianco una donna che nemmeno voglio?"

"Scusami, so che devo starmene zitta, ma che senso ha sposare una donna che non vuoi sposare?"

Sembra che nemmeno abbia ascoltato la mia domanda, evitandola completamente.

"Anche se tu non lo sai, ero presente quando avete dato il nome a Chloe, e quel nome l'avevo scelto io, ero presente quandi dicevi di amarmi anche se ero e sono uno stronzo di merda, deficiente e altri mille insulti diversi, ma non ero presente quando quella creatura è nata, i suoi primi passi e tanto altro. E sai perché? Ti sembrerà la cosa più stupida, la solita scusa banale, ma non ero pronto e, lo so, non la eri nemmeno tu. Non avresti dovuto affrontare tutto questo senza di me e mi dispiace"

"Gennaro, davvero, è tardi per le scuse e per quanto abbia capito che tutto questo ti dispiace davvero, non possiamo tornare indietro. È anche vero che ti amo, ma so anche cose che ancora non ti ho detto. La sera in cui ti ho detto che ero incinta, la sera della brutta litigata, io non me ne sono andata subito. Ero stata una mezz'oretta a casa per preparare il tutto e poi avevo deciso di ritornare a casa tua, pronta ad affrontare la situazione ancora una volta. La porta era aperta, così entrai senza pensare, perché in quel momento pensavo che tu stessi facendo una grandissima cazzata, ma non così grande e brutta come poi ho potuto vedere con i miei occhi"

"Aria, io.." cerca di interrompermi, ma oramai, con le lacrime agli occhi, dovevo dire tutto.

"Eri lì, sul tuo divano, mezzo nudo con la puttana più puttana che io conosca. Sai quanto quella persona mi ha fatto male, sai quanto io sia stata male quando ho visto Riccardo e Melissa assieme e cosa vedo? Tu e Melissa sullo stesso divano che vi stavate divorando la faccia, mentre le mani viaggiavano ovunque. Non mi avete neanche notata, intento a fare quello schifo. Quindi, Gennaro, io non riesco più a crederti, non posso perdonarti cosi come non riesco più a guardarti negli occhi"

Vado verso Riccardo, prendendo Chloe in braccio e salutando Riccardo con un bacio sulla guancia.

Ho dato un bacio a Riccardo?

Ho davvero detto tutto a Gennaro?

Ormai l'aereo l'ho perso, ma devo assolutamente tornare a casa.

»pink« [U.S.]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora