Capitolo 13

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Mangiai un po' e con tutta me stessa riuscì a non vomitare.

<<tu puoi farcela. Crys, vuoi morire? Io... altre morte non riuscirei a farcela. >>disse

<<ti amo fratellino>>dissi

Ero stesa su di lui, mentre lui mi faceva i grattini, dio solo da quanto amavo i grattini.

<<grazie che ci sei sempre stato. Sei stato l'unico. Non finirò mai di ringraziarti. >> dissi

Lui mi abbracciò.

<<tra poco dovrei uscire>> disse

<<mh...devi proprio?>>chiesi

<<se vuoi...no, resto con te.>>disse

<<grazie>>dissi

Quella sera stavo male, avevo ingerito delle calorie. Fai schifo, hai mangiato. Hai assunto delle calorie. Sei solo una grassona di merda. Mentre pensavo quelle cose, numerose lacrime rigarono il mio volto.
Perché? Cos'ho fatto di male?.

<<Perché piangi?>>disse mio fratello, asciugandomi le lacrime,

<<per colpa tua, tua. Io non dovevo mangiare>>

<<la smetti? Tu non dovevi dipendere da ciò. Tu non sei malata, okay?. Quindi, smettila. Tu ne uscirai, capito?>>disse

<<no, non ce l'ha faccio. Mi sento in colpa, mi sento troppo male se mangio. È brutto essere così, è brutto vivere con l'odio.>>

<<credo...che sia il momento per farti questa domanda>>disse poco dopo

<<dimmi>>dissi

<<è vero che hai e soffri ancora di bullismo?>>chiese

Volevo sprofondare, mio fratello era al corrente di tutto.

<<no, chi ti ha detto sta cazzata?>>dissi.

<< non è una cazzata, crys, so cosa sta succedendo.>>disse

<<non sta succedendo niente>>dissi.

<<dammi il telefono>>disse

<<no!>>dissi

<<dammi sto cazzo di telefono>>disse per poi prenderselo.

Mio fratello non doveva sapere niente, cioè dico niente di niente. Ma purtroppo era già a conoscenza di tutto.

Mi ami? Io si. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora