Le lezioni volarono, appena terminate mi incamminai verso casa ma purtroppo mi resi conto di essere pedinata, ma non da qualcuno normale ma bensì dalle mie compagne. Non sapevo cosa fare. Non potevo tornare a casa, altrimenti verebbero a conoscenza della mia abitazione. Ma non potevo nemmeno girare a vuoto... Decisi di chiamare qualcuno e simulare un incontro con qualcuno. Volevo chiamare michi, ma poi si sarebbe di sicuro preoccupato. Mio fratello, era l'unico. Presi il telefono e composi il numero. Non era la prima volta che mettevamo in scena una roba simile.
WHATSAPP
R: ora ti chiamo stai al gioco
√√ 13:15
M: ma... Va bene
√√ 13:15
R: ehy pronto
M: ciao, come stai?
R: tutto bene, sei già arrivato in stazione?
M: sto per arrivare
R: allora mi affretto, Aspettami. Ci vediamo tra poco. Ti amo
M: a dopo, ti amo anch'io
Sentii le ragazze farfugliare qualcosa, continuarono a seguirmi Gino alla stazione.
X: oddio! Ciao!
Sentii una voce maschile urlare e poi un peso sulle spalle
R: ma chi sei?
Lo guardai in cagnesco.
X: come chi sono... Sei scema?
R: sei tu, ma che ci fai qui?
X: potrei farti la stessa domanda
Era Lorenzo, un mio vecchio compagno delle medie.
R: ho bisogno di te, poi ti spiegherò tutto dopo ora aiutami
L: o-ok ma a fate che? Ho tempo fino a domani poi torno a casa
R: va benissimo
Lo abbracciami e gli diedi un bacio sulla guancia, incrociai le mie dita fra le sue e ci incamminammo verso il centro di Milano. Le ragazze continuarono a pedinarci ma non per molto.
L: *bordeaux* ehm mi spieghi che stai facendo?
R: vedi quelle ragazze, ecco mi stanno pedinando da stamattina. Vogliono scoprire dove abito. Ma non posso dirlo per alcuni motivi
L: ah, entriamo da qualche parte almeno se ne vanno.
Entrammo in un bar semi deserto. Dopo mezz'ora le mie compagne mollarono la presa e se ne andarono
L: come mai non puoi far sapere dove vivi? Che diamine hai fatto...
R: no nulla vedi
*the days have gone the days have...*
R: scusa devo rispondere, oi dimmi?
K: tutto bene? Che fai?
R: si si tutto bene, sono in centro con una mia amica
K: e la signora?
R: sta bene, ha mangiato e ora é a casa, stasera la porto a fare un giro
K: grazie
R:p te tutto bene?
K: si non sai cos'è successo, sono troppo felice
R: non voglio saperlo, me lo diarai tra due giorni, ora vado
K: okay, ciau
L: come si chiama il fortunato?
R: chi? Ah dici lui no é il mio coinquilino, é partito stamattina e mi ha chiesto come sta il cane
L: se se coinquilino
Lorenzo era "innamorato" di me tempo fa, io non ho mai ricambiato peró siamo rimasti ottimi amici. Ci siamo persi dopo l'inizio delle superiori.
R: va beh ora é meglio che vado. Altrimenti la signora si deprime da sola
L: si anch'io devo andare mi ha fatto piacere rivederti
R: anche a me, ciao
L: ciao
Mi incamminai verso casa, la signora era stranamente sul letto di Michele a dormire. Era strano stare in casa senza sentire delle note suonare.
Mi misi a studiare, ma senza successo,
R: questa stanza é brutta... Voglio cambiare colore appena torna Michele dipingiamo la casa!!
WHATSAPP
M: ehi hai risolto?
√√ 15:26
R: si si ora sono a casa
√√ 15:34
M: bene, chiama la nonna,non sta bene
√√15:34
R: si come al solito,ora la chiamo
√√15:35
Non avevo voglia di telefonarle,solo per litigarci,la chiamai la sera dopo cena,stava bene e non aveva nessunissimo problema...
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TUTTA COLPA DEI SUOI OCCHI // MICHELE BRAVI
FanfictionÉ brutto sentirsi diversi. É brutto pensare di non essere all'altezza degli altri é brutto vergognarsi di se stessi solo perché non si ha un idolo oppure una persona da stimare.É cosí che si sentiva Rebecca, una ragazza semplice senza una qualità do...
