VENERDI' 3 GIUGNO STUDI ELIOS PALAZZINA 2
Claudio, Rosita e Paolo erano arrivati a Roma nel pomeriggio del giovedì. Avano alloggiato in un albergo in Piazza di Spagna e la sera avevano girato per la città.
La mattina si erano svegliati con un gran cerchio alla testa causato dai troppi shottini bevuti nei locali che Roma offriva. Ma dovevano sbrigarsi perché alle 8:30 dovevano essere dall'altra parte della città.
"Dovevamo prendere un albergo sulla Tiburtina non in piazza di Spagna! Non arriveremo mai." Erano soltanto le 7 di mattina ma Claudio era già un fascio di nervi ed esortava Paolo a darsi una mossa. Voleva arrivare puntuale. "Se non ti muovi Pini ti lascio qui!" Non era una vera minaccia perché probabilmente Paolo avrebbe preferito rimanere a poltrire piuttosto che accompagnarlo.
"Tu non l'hai mai vista la Tiburtina vero Sona?" fu l'unica domanda che fece Paolo prima di trascinarsi nel bagno e farsi una doccia veloce. Rosita era già pronta e stava bussando alla porta della stanza di Paolo dove sapeva avrebbe trovato Claudio già pronto ed urlante contro il loro comune amico.
"Accidenti Sona. Così li stendi tutti!" Imitò un fischio in direzione di Claudio quando le aprì la porta.
Lui sorrise, vanitoso come sempre. Per l'occasione aveva indossato una camicia bianca, che faceva risaltare la leggera abbronzatura, sopra ad un paio di jeans chiari che fasciavano le gambe statuarie ed un sedere da urlo. "Voglio fare buona impressione in qualunque modo finirà." Portò la mano destra a toccare il ciuffo di capelli perfettamente scolpito dalla lacca mentre sbirciava, compiaciuto, la sua immagine allo specchio.
Alle 7:30 riuscirono a lasciare l'albergo e salire su un taxi che li avrebbe portati fino agli studi Elios dove, ancora non sapevano, avrebbero passato tutta la giornata.
"Sono Claudio Sona! Mi hanno detto di chiedere di Chiara." Con queste parole si presentò alla reception della palazzina 2 dove gli era stato detto di recarsi.
Fu interrotto da un ragazzo che si precipitò alla reception chiedendo scusa a Claudio prima di domandare all'uomo dietro al bancone se quella fosse la palazzina 4 e se non era così come fare per raggiungerla; nel tono una certa urgenza. Claudio guardò il ragazzo trafelato e poi l'uomo che sembrava talmente intento a leggere una lista da non porre neanche attenzione a quella domanda. Decise di intervenire.
"Questa è la palazzina 2, non ho idea di come si arrivi alla palazzina 4 ma qui dietro l'angolo c'è una mappa" rispose in maniera cordiale. "Sei in ritardo eh?" concluse Claudio sorridendo al ragazzo.
"Non io ma il mio amico." Indicò un punto imprecisato aldilà della porta verso cui Claudio si voltò senza però vedere nulla a parte la luce del mattino. "Grazie comunque per l'aiuto, io sono Marco e devo correre via se non voglio essere ucciso." Salutò Claudio e corse via.
"Che tipo!" mormorò Claudio prima di riportare lo sguardo sull'uomo dietro il bancone della reception ancora intento a guardare la lunga lista nel frattempo l'atrio si era riempito di persone in attesa.
"Ti ho trovato! Sulla lista c'è scritto Sonia Claudio per questo non vedevo il tuo nome." L'uomo diede dei moduli a Claudio e spiegò cosa doveva fare per poi indicargli la sala d'attesa. Claudio ringraziò l'uomo prendendo i moduli e tornò dai suoi amici. Paolo era già spazientito.
"Non riusciremo mai a tornare in tempo per la sorpresa che ti ho preparato Sona."
Sbuffò Paolo abbandonandosi su una poltroncina rossa della sala d'attesa e consultando il suo telefono. Sorrise per una notifica appena arrivata su Facebook.
"Ci mancano solo le tue sorprese Paolo!" Alzò gli occhi al cielo ed iniziò a compilare i moduli. Finì giusto in tempo per consegnarli ad una donna che stava passando per spiegare come si sarebbero svolti i provini e lasciare loro un numero identificativo; aveva il numero 423. Era riuscito a capire che i partecipanti al provino da tronista per i troni previsti per l'anno erano 40.000 e che quella era l'ultima giornata di provini.
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Ti guardavo
FanfictionEra iniziato come una FF per ripercorrere il trono di Mario e Claudio. Poi il disastro, non so come andrà avanti.
