Occhi Profondi

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Finalmente era domenica, Mario si alzò dal letto con la solita fatica che lo accompagnava tutte le mattine. La notte aveva dormito poco era agitato all'idea di mostrarsi davanti alle telecamere senza potersi mischiare nella folla. Tutto il giorno precedente lo aveva passato a pensare a qualcosa di intelligente da dire per catturare l'attenzione di Claudio ma ovviamente tutto gli sembrava troppo banale, aveva anche studiato il sito della G.N.A.M. ma per lui era tutto incomprensibile. Decise che avrebbe seguito la corrente ovunque questa lo avesse portarlo. Si preparò in fretta. Arrivato sul posto lo aspettava Margout che gli mise il microfono e lo implorò di calmarsi. Quando lo vide guardarsi intorno, lo tranquillizzò.

"Non è ancora arrivato, ma arriverà presto." gli disse allontanandosi da lui e lasciandolo in balia delle sue emozioni.

Claudio aveva dormito decisamente bene. Avrebbe visto Mario e Mattia quel giorno e la mattina seguente avrebbe visto Francesco. Aveva deciso lui per l'uscita con Mario perché era molto curioso di vedere la Galleria d'Arte Moderna mentre per le altre uscite aveva lasciato che fossero i corteggiatori a decidere dove andare.

La redazione era passata a prenderlo alle 9:00 e Chiara si era dilungata a spiegargli come funzionavano le esterne, dove sarebbero state le telecamere e come solitamente andavano i primi incontri. Gli disse di non preoccuparsi se l'imbarazzo avesse preso il sopravvento e non fossero riusciti a dirsi più di poche parole perché era normale. Avrebbero poi montato lo spezzone da far vedere senza che nessuno fosse in grado di accorgersi dell'imbarazzo che sicuramente si sarebbe impadronito di entrambi. Lui annuì in un misto di spavento e voglia di scappare. Possibile che doveva essere tutto così complicato? Doveva solo uscire con dei ragazzi e conoscerli: lo aveva fatto milioni di volte. Tuttavia non espresse quei pensieri ad alta voce, si limitò ad incamminarsi nella direzione che lei gli aveva indicato finché non scorse Mario che aveva Jeans chiari, maglietta nera a maniche corte, scarpe bianche. Una maschera di tensione disegnata sul viso, le mani che si stringevano una nell'altra senza tregua. Aveva notato che anche in studio muoveva continuamente le mani.

Claudio sorrise quando Mario incontrò il suo sguardo ed il viso cambiò espressione,: la tensione lasciò il posto ad un sorriso che Claudio non poté far a meno di trovare bellissimo.

"Come va?" domandò Claudio azzerando le distanze tra loro, la mano destra a stringere quella di Mario e la sinistra dietro al suo collo per avvicinarlo a se in modo da lasciargli due baci sulle guance.

"Bene." disse di rimando Mario. "Sono molto più tranquillo rispetto alla puntata." Ci tenne subito a precisare. "In puntata è tutto così amplificato, con la gente."

Claudio sorrise del tentativo di Mario di sviare l'attenzione dal suo essere impacciato. "Ma anche io, non pensare che per me sia diverso." gli disse per fargli capire quanto fossero sulla stessa barca.

"Eh, t'ho visto che eri un po' emozionato." rispose Mario sfoderando uno dei suoi sorrisi frutto d'imbarazzo e sollievo per non essere l'unico ad essere intimidito dalla situazione.

Parlarono e sorrisero per qualche minuto finché Claudio indicò il museo che si ergeva di fronte a loro.

"Ti va se facciamo un giro?" domandò indicando l'entrata della galleria a Mario che annuì.

"Certo!" rispose sicuro; non gli disse però che aveva passato una notte a cercare notizie sulle opere esposte in quel luogo, senza riuscire a ricordare nulla ora che era lì.

Arrivati all'ingresso del museo Mario comprò una guida e si accostò a Claudio ma non era preparato a lui che gli chiedeva di leggere qualcosa di incomprensibile all'interno del volume che aveva tra le mani. Nell'imbarazzo più totale lesse la didascalia sotto la foto dell'opera che avevano di fronte. Avrebbe voluto voltarsi verso Claudio per dirgli qualcosa come <Manca la tua foto in questo libro, che senso ha?> ma non lo disse, si limitò ad incollare gli occhi al libro senza poter vedere quelli di lui che lo stavano fissando. Claudio sorrideva, non riusciva a farne a meno. Ripensava alle parole di Chiara sui silenzi normali della prima uscita e non capiva a cosa si riferisse. Gli sembrava di conoscere quel ragazzo da sempre. Non c'era un momento di silenzio né di reale imbarazzo.

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