Il cellulare non la smetteva di squillare e Simona non riusciva a svegliarsi, era rimasta a parlare con Stefano fino a tardi e non si era resa conto che il fuso orario le stava giocando un brutto scherzo. Finalmente riuscì ad emergere dal sonno, prese il telefono....«oh cavolo»...era Michele...
"Sono venti minuti che ti sto aspettando, muoviti, domani c'è la presentazione e abbiamo un sacco di lavoro da sbrigare, entro dieci minuti ti voglio nella mia stanza"
Riattaccò senza nemmeno attendere che Simona potesse rispondere, era chiaramente irritato, e lei non sarebbe stata in grado di trovare una scusa plausibile, quindi tacque, cercò di uscire il più velocemente possibile dal letto, si infilò dei jeans ed una felpa col cappuccio, erano le prime cose che prese dalla valigia ancora da disfare, e delle scarpe comode. Uscì dalla stanza e si diresse ancora mezza addormentata verso quella di Michele.
«Ho assolutamente bisogno di un caffè» era l'unico pensiero logico che riusciva a formulare adesso.
"Finalmente!" le disse Michele aprendole la porta.
"Buongiorno anche a te" gli rispose con voce roca e stanca. Entrando vide che il tavolo del salottino era apparecchiato e sopra vi si trovava abbastanza cibo da riuscire a sfamare tranquillamente almeno cinque o sei persone, ma quello che attirò subito la sua attenzione fu il caffè.
"Devo assolutamente prenderne almeno una tazza altrimenti non riuscirò mai a svegliarmi"
"Sai quanto odio perdere tempo, e anche che mi si faccia aspettare, cerca di tenerlo bene in mente, sempre, ora prendi pure il tuo caffè, dopo voglio tutta la tua attenzione"
"Sì d'accordo, farò in fretta e...davvero, scusami per il ritardo ho fatto tardi ed ho i postumi del fuso orario"
"Non mi interessano le tue scuse, anch'io sento il fuso orario ma al contrario di te non ho perso tempo su skipe a raccontare storielle, ho fatto una doccia, sono andato a dormire ed ora non sono nelle pietose condizioni in cui ti trovi tu"
"Non mi sembra poi la fine del mondo, ora sono qui no? E sono pronta a dare il cento per cento"
"Non è la fine del mondo?" i suoi occhi erano furibondi "Scusa ma pensavo fossi più professionale, invece noto che tendi a prendere le cose un pò troppo alla leggera".
Adesso era lei che, subito dopo aver finito di bere il suo caffè, aveva voglia di sbranarlo.
"Io non prendo affatto le cose alla leggera, ci tengo tantissimo a questo progetto visto che ci ho investito tempo ed energie, quindi non mi venire a dire che non sono professionale"
"Bene, vedo che ora sei ben sveglia, possiamo metterci al lavoro" e con un sorrisetto diabolico si diresse verso il grande divano dove si sedette e la guardò tutto soddisfatto per la reazione che aveva appena ottenuto.
Lei, invece, rimase lì, a fissarlo impalata «Allora lo ha fatto apposta, che stronzo». Appoggiò la tazzina sul tavolo e lo raggiunse sul divano.
Lavorarono per tutta la mattinata senza accorgersi che era passata l'ora di pranzo, fino a quando lo stomaco di Simona non cedette ai morsi della fame.
"Forse è meglio se andiamo a mangiare qualcosa, che ne dici?" le chiese Michele controllando l'ora e constatando che senza rendersene conto avevano fatto davvero tardi, erano quasi le due del pomeriggio.
"Mi piacerebbe portarti in un piccolo locale qui vicino, a dire il vero non mi ricordo nemmeno più come si chiama, ma preparano degli hamburger davvero ottimi"
Ricordando il patto che avevano stretto la sera prima in aereo questa volta Simona decise di non fare obiezioni e di accettare il suo invito.
"Ho una fame...sì andiamo"
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Il mio Demone
FantasyLui sarà il suo demone, la tenterà in ogni modo, soprattutto illecito di portarla nel suo abisso. Lei è forte, ma riuscirà a resistere al richiamo della sua vera natura?
