Quando si svegliò erano circa le nove di mattina, il cacciatore fece mente locale e si ricordò della scenata di ieri sera. Si avvicino lentamente alla camera per non spaventare Magnus, volendo risolvere la situazione, ma appena varcò la porta si pietrificò. Lo stregone non c'era. La stanza era un caos unico, vestiti ovunque, i cassetti aperti.
Se ne era andato senza lasciare niente, aveva solo preso una borsa, l'aveva riempita con i primi vestiti che aveva trovato ed era sgattaiolato silenziosamente per non farsi sentire da colui che considerava la sua dolce metà, ma che adesso gli faceva solo terrore. Alec, dopo due minuti fermo davanti al letto vuoto, reagì urlando e scaraventando contro il muro qualunque cosa si trovasse di fronte a lui, prese subito il cellulare in mano chiamando Jace.
"Ciao fratellone, dimmi." rispose Jace dall'altra parte della linea.
"Magnus è scomparso, è venuto in Istituto per caso?" chiese il cacciatore con il cuore a mille
"No, qua non c'è, ma perché? Cosa è successo?" chiese il parabatai.
"Ieri mi sono svegliato, il loft di Magnus era tutto sottosopra, credo ci abbiano attaccato e Magnus...Jace, hanno violentato Magnus" dall'altra parte della linea il fiato mancò all'amico "l'ho pulito e lavato, quando poi si è svegliato mi ha urlato contro e sta notte, mentre dormivo è scappato"
"Alec oddio, tu stai bene?"
"Io sì, ma Magnus era ridotto malissimo Jace, aveva ferite e lividi ovunque, ho paura."
"Tranquillo Alec, prova a chiamare Catarina, magari è da lei."
"Ok se però viene all'istituto dimmelo subito."
"Tranquillo."
Chiuse con Jace deluso di non aver ottenuto informazioni e chiamò con il cuore in gola Caterina.
"Pronto?" rispose una voce femminile leggermente preoccupata.
"Catarina sono Alec Lightwood, non so se ti ricordi di me."
"Lightwood? Ehm.. no scusa non penso di.. ricordare. C'è qualche problema? Voglio dire come.. come mai mi hai chiamata?" rispose Catarina con voce titubante che insospettì un po' Alec. Quest'ultimo però cercò di non farci caso, magari aveva chiamato in un momento sbagliato. Decise di andare subito al punto.
"Sto cercando il mio fidanzato, Magnus, è per caso venuto da te?" rispose Alec speranzoso.
"Magnus? Oddio no, non lo vedo da molto... tempo ehm si molto tempo" rispose la ragazza non molto convinta. Alec, cercando di non farci caso, stava per ringraziarla e salutarla quando sentì quella voce dall'altra parte dl telefono, disse solo un lieve -Catarina- ma lui lo aveva riconosciuto, era lui: Magnus.
"Catarina, l'ho sentito, è Magnus!" si affrettò a dire.
"No scusa, non so di cosa tu stia parlando, devo.. andare, sono molto di fretta" disse velocemente la ragazza.
"Non dire stronzate, l'ho sentito, passamelo cazzo" Alec non fece in tempo a finire la frase che la maga mise giù il telefono.
<Cosa era appena successo? Perché Catarina aveva mentito? Perché Magnus era lì? E soprattutto perché si stava nascondendo da lui?> il cacciatore continuava a ripetersi le stesse domande cercando inutilmente di trovare delle risposte. Non sapeva neanche cosa pensare di tutta questa assurda situazione. La sua mente era vuota, c'era solo un triste buio e lui cercava di renderlo colorato, cercava di ricordare dove aveva sbagliato, cercava di capire perché aveva la colpa di questo disastro ma non ci riusciva. Lui rimaneva solo, disperso, naufrago in un oceano fatto di solo triste buio.
Cacciò quei pensieri dalla testa, prese le chiavi e la giacca e uscì di casa.
Arrivò a casa della strega in poco tempo, sorprendendo anche se stesso, e si attaccò al campanello.
"Catarina apri! Lo so che è qua!" urlò il cacciatore sfogandosi sulla porta
"Alexander vai via da qui!" rispose una voce femminile dietro la porta
"Non puoi dirmi questo, è il mio ragazzo, devo capire cosa è successo!" disse di rimando Alec "Ti prego Catarina, non posso abbandonarlo...io lo amo" sussurrò Alec appoggiando la fronte sulla porta, sicuro di non ricevere risposta.
Al contrario la porta si aprì, la figura di Catarina si presentò davanti al maggiore dei Lightwood. La donna si fece da parte come per dare, in un muto gesto, l'invito ad entrare. Il ragazzo avanzò insicuro.
"Entra ma fai piano, Magnus sta dormendo."
Si sedettero entrambi sul divano.
"Catarina, ascolta, io..." cercò di cominciare il cacciatore, ma venne interrotto dalla maga.
"Non dovrei farti star qua...però so che lo ami e voglio spiegarti quello che è successo." disse Catarina, il ragazzo la incitò con lo sguardo.
"Mettiti comodo, non ti piacerà quello che sto per dirti" incominciò Catarina, spaventando Alec "Magnus è stato violentato e questo immagino lo avessi capito anche tu..." la ragazza fece una pausa e prese un grosso respiro, il cacciatore la guadava implorandola con gli occhi di continuare, e lei disse diretta:" sei stato tu".
MS-M
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