(PER FARMI PERDONARE DELLA MIA INATTIVITÀ)
------------------------------------------------"Ma che diavolo...Jace, tu cosa ci fai qui?" chiese Magnus dopo aver riconosciuto la mano che lo aveva strattonato via.
"Hai una bella faccia tosta Magnus a chiedermelo, perché non mi rispondi prima tu?"ribatté il biondo fulminandolo con una occhiataccia.
Il suo sguardo cambiò quando riconobbe lo smarrimento negli occhi lucidi di Magnus, era chiaramente ubriaco ma da quando Jace lo aveva strappato dalla <<ragazza>> fu come se si fosse risvegliato da qualcosa.
Jace lo guardava confuso.
Lo prese per le spalle e lo portò fuori da quel bordello di alcool e sigarette, qualcuno stava tramando sotto tutto questo e per Jace questo era ormai più che ovvio.
"L'hai trovato?"chiese Alec preoccupato vedendo che il parabatai ci stava mettendo tanto.
Non appena vide Magnus in quello stato si avvicinò ai due per dare una mano. Magnus era pallido, sembrava troppo umano per essere quello che era, i capelli erano sudati e appiccicati alla fronte, i suoi occhi non avevano più quella luce che lo aveva fatto innamorare. Fece come aveva fatto un migliaio di volte, passò una mano dietro le spalle e l'altra sotto le ginocchia e lo sollevò da terra, la testa dello stregone cadde debole sulla spalla e un rantolo fuggì dalla sua bocca, quelle labbra che aveva divorato una sacco di volte erano secche e screpolate.
"L'hanno drogato." rispose secco il biondo, Alec spalancò gli occhi.
"In che senso?" chiese.
"Stava ballando da solo Alec, non c'era nessuno." spiegò Jace.
"Fai una cosa, portalo all'Istituto, io cerco di capire cosa diavolo sta succedendo." gli ordinò.
Alexander si allontanò con Magnus e Jace rientrò nel locale.
Si avvicinò al bancone e chiamò l'unico barista presente.
"Cosa posso offrirti amico?" disse il barista con un mezzo sorriso.
"Un alibi." rispose il biondo con sguardo di sfida. Il sorriso sparì dalla faccia del ragazzo che girò subito i tacchi e scappò dal retro. Con un abile mossa lo shadowhunter scavalcò banco e si mise all'inseguimento, grazie alla runa della velocità lo raggiunse in poco tempo. Lo prese per il colletto e lo sbatté contro un muro del vicolo dove si era ritrovato.
"Perchè hai drogato il mio amico?" chiese con tono accusatorio e stringendo la presa.
"Non so di cosa tu stia parlando." rispose l'altro a fatica.
"Scommettiamo?" disse Jace prendendo il pugnale e spingendoglielo contro il collo.
"È stat-"gli esplose la testa.
Con un urlo Jace si allontanò cadendo all'indietro mentre, con un tonfo, il corpo del ragazzo cadde a terra e una pozza di sangue si allargò in torno a lui.
Velocemente si girò verso il luogo di provenienza del proiettile e vide una oscura figura allontanarsi nell'ombra.
"Merda." sussurò prima di alzarsi e correre via da lì.
MS-A
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