The Last Time

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*Quella stessa sera*

«E' l'ultima volta» mormorai, raccogliendo a terra gli slip.

«Mi passi i boxer?» mi chiese ancora sdraiato sul letto nudo, con le gambe spalancate e tutto rilassato.

Li raccolsi da terra tirandoglieli subito dopo, facendolo ridere mentre gli cadevano dalla testa fino al petto, costringendolo ad alzarsi per vestirsi.

«Non possiamo continuare così» proseguii, allacciandomi i gancetti del reggiseno «Tutto questo è sbagliato. Tu sei fidanzato» gli abbaiai contro, cercando di non alzare troppo la voce.

«La risolverò questa storia, fidati» mi prese per i fianchi, prima che mi mettessi i leggins, obbligandomi a guardarlo dritto in faccia.

«Lo dici perché hai preso una decisione?» alzai un sopracciglio scettica «Perché se è così dovresti dirmelo»

«La decisione l'avevo presa già da un bel po', ma se lascio Hailey dicendole il vero motivo non avremmo pace»

«Non m'importa! Può anche mettermi una testa di cavallo nel letto, purché ci sia anche tu nel letto insieme a me»

«Che brutta visione che mi hai dato» rabbrividì, prendendo subito a ridere trascinando anche me.

«Lo ha capito già da un bel po' che io e te ce la facciamo alle sue spalle, dille solamente la verità» mi strinsi nelle spalle, stringendo al petto i leggins.

Non mi rispose, semplicemente mi strinse in un abbraccio, baciandomi la pelle ancora accaldata della spalla, risalendo fino al collo per poi baciare le labbra completamente andate al suo tocco.

«Harry!» sobbalzai distanziandomi appena un po' «Rimane a cena con noi Ellen?» nel frattempo m'infilai in fretta e furia i leggins e la felpa enorme, sistemandomi alla bene e meglio i capelli.

«Non lo so, mamma! Chiediglielo tu» roteò gli occhi al cielo, rintanandosi nel suo bagno, lasciando a me l'onore di aprire la porta e ritrovarmi faccia a faccia con Anne.

«Saremo solo noi tre, magari chiamo anche Lauren e ce ne stiamo qui, che ne dici?» propose sorridendo, intanto che provava ad affacciarsi per vedere il letto completamente disfatto, deglutendo con difficoltà quando notò un particolare che non mi resi conto di aver trascurato prima.

«Va bene, grazie mille, Anne» le sorrisi giocherellando con il cappuccio della felpa messa al contrario.

Diede un'ultima occhiata, prima di sorridermi impacciatamente e andarsene, lasciandomi chiudere la porta spogliandomi immediatamente per infilarmi nel verso giusto la felpa, sotto lo sguardo divertito di Harry, fresco di doccia.

«Anne ha capito» sbuffai, andando dritta al letto per farmi dare una mano a rifarlo insieme.

«Una persona in meno a cui dirlo» mi lanciò gli altri lembi del lenzuolo tirandolo insieme per poi poggiarlo sul materasso e appuntarlo ai piedi.

«Se Anne lo sa, lo dirà a mia madre e quelle due insieme sono una bomba ad orologeria del gossip, quasi peggio di Gemma e Karen» finimmo con il sistemare anche il piumone, ed infine i cuscini.

«Ellen, tranquillizzati, Hailey me la gestisco io, tu non devi fare nulla» sospirò esausto, andando verso l'armadio per prendersi qualcosa di pulito.

«Mi spaventi tu, non Hailey» mi misi seduta al centro del letto con le gambe incrociate.

«Io?» si girò alzando un sopracciglio scettico.

«Sì, tu» risposi seccata «Mi sembri come quei tipi sposati con l'amante che la riempiono di stronzate per farla rimanere»

«A parte il fatto che non sono sposato, e poi se ti dico che la lascio stai pur certa che la lascio»

«Quando!? Me lo stai dicendo da settimane e nel frattempo vieni a letto con me, uscendo la sera con lei»

«Ma se questa è la seconda volta che facciamo l'amore!» s'infilò un maglione, sotto i joggers.

«Non c'entra nulla!»

«Hai così tante cose da imparare ancora» mormorò, posando le mani sulle mie ginocchia per poi darmi un bacio in bocca «Andiamo di sotto, vieni» m'incitò a seguirlo.

Stava solo temporeggiando e se continuava a rimandare l'irrimandabile avrebbe solo peggiorato la situazione. Ma avevo le mani legate, non ero certamente la persona adatta per andare da Hailey e fare il lavoro sporco al posto di Harry, anche perché sapevo che gli avrebbe dato molto fastidio, e poi –di nuovo- non lo avrei mai fatto.

«Sbaglio o Robin non c'è quasi mai ultimamente?» mormorai, scendendo insieme le scale.

«Lavora molto» si strinse nelle spalle, andando dritto in cucina dove Anne era intenta a cucinare.

«Ho chiamato Lauren» mi sorrise, continuando ad affettare il pane, mentre Harry intingeva il dito in ogni ciotola o pentola che trovava, beccandosi una pacca sul sedere da sua madre «Apparecchia» lo minacciò ridendo.

«Ti do una mano» lo seguii, mettendomi in mano le tovagliette con i piatti, prendendo invece per sé i bicchieri con i tovaglioli e le posate.

«Domani che hai da fare?» mi chiese, ormai più distanti dalle orecchie di Anne intenta a canticchiare qualche canzone che la radio stava passando.

«La mattina ho una lezione» risposi distrattamente.

«E se il pomeriggio andassimo da qualche parte?» propose.

«E dove precisamente?» domandai scettica.

«Non preoccuparti» mi passò affianco, dandomi una leggera spallata per sistemare gli ultimi bicchieri.

In realtà mi stavo preoccupando e anche molto.

Di lui ci si doveva fidare poco quando voleva fare queste "sorprese", dato che l'ultima volta era stato un disastro.


«Ti odio» borbottai, incrociando le braccia al petto.

«Ma smettila! E' colpa tua se stiamo in questa situazione» protestò, continuando a spingere sul pedale dell'acceleratore, peggiorando solo la situazione.

«Mia?!» gli urlai contro.

«Dovevi essere te a leggere la cartina!» si voltò infuriato.

«Innanzitutto datevi una calmata» s'intromise Karen «Ho chiamato papà, verrà a prenderci fra poco insieme al carroattrezzi»

Un silenzio tornò a sommergerci, esattamente come stava facendo il fango in quella fossa in cui eravamo capitati.

Era venuto a prenderci tutto contento, finalmente con la patente in mano, una cosa tanto agognata a sofferta che lo portò ad una crisi emotiva quando lo rimandarono per la seconda volta all'esame pratico, e forse quella cosa doveva farmi capire che accettare di andare con lui alla festa che avevano organizzato a Gemma doveva essere assolutamente una scelta sbagliata.

Fu proprio Karen a spingermi ad accettare il passaggio, molto probabilmente però cambiò idea non appena Harry propose di prendere una scorciatoia incaricando me di fargli da navigatore.


-Spazio a me-

Buon salve! Allora, in questi giorni sono poco produttiva, ma don't worry, because ho almeno altri tredici capitoli pronti, perciò vedrò di trovare un finale decente e di non continuare a scrivere cose senza senso (perchè è questo che sta succedendo), perchè mi conosco: se non trovo un finale continuerò a scrivere fino ad arrivare a 100 e passa pagine e non mi sembra il caso per storie di questo calibro...diciamo molto leggere, ecco.

Detto ciò, vi lascio alle vostre vite e mi raccomando supportatemi che non avete idea della felicità che mi date anche solo se votate, perciò grazie mille!

BaciXx

Cate


L-o-v-e || Harry StylesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora