[ 𝐂 𝐎 𝐌 𝐏 𝐋 𝐄 𝐓 𝐀 ]
📚𝗟𝗔 𝗩𝗘𝗥𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗔𝗥𝗧𝗔𝗖𝗘𝗔 𝗘' 𝗗𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗜𝗕𝗜𝗟𝗘 𝗦𝗨 𝗔𝗠𝗔𝗭𝗢𝗡 ! ! !📚
Lei non poteva immaginare che quelle labbra così morbide e succose, quelle mani così avide e quel sorriso arrogante e malizioso...
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HANEUL'S POV
"Non mi dire che lo avete fatto..."
La voce uscì tremolante, quasi rotta; percepii i miei occhi diventare sempre più lucidi, e una forte morsa strinse dolorosamente il mio petto. Sì, proprio nell'esatto punto in cui il mio cuore stava battendo all'impazzata. Jimin non rimase fermo a guardare, si alzò e si avvicinò a me; il suo sguardo era intriso di una serietà spaventosa.
"Haneul credimi. Fidati di me... non l'ho fatto con lei."
Continuammo ad osservarci per un tempo che sembrò non finire più. Annegai i miei occhi nei suoi, e per qualche attimo mi sentii persa all'interno di quelle oscure e penetranti sfere, così cupe da inghiottire e risucchiare ogni briciolo della mia lucidità e della mia capacità di pensare.
Avrei voluto tanto credergli, ma l'atteggiamento che aveva avuto con me oggi, il modo in cui mi aveva parlato, il fatto che in alcuni momenti non riuscisse neanche a guardarmi negli occhi. No, non riuscivo a crederci.
"Come faccio a crederti? È da quando sei arrivato che ti comporti in maniera strana... non mi guardavi negli occhi mentre ti parlavo e-"
"E io che dovrei dire? Appena arrivato ti trovo a sbaciucchiarti col tuo ex! Quando invece l'altro giorno mi avevi detto che gli avresti parlato! Quando hai intenzione di parlargli eh? E come faccio anche io a crederti dato che ti ho beccata con la sua bocca incollata sulla tua!" Jimin esclamò arrabbiato, la voce e l'espressione che aveva in volto erano furenti.
Sgranai gli occhi per quel che aveva appena detto; io non mi fidavo di lui, come lui non si fidava di me... questo non andava di certo bene.
"Almeno lui non sta con mia sorella!" Ribattei, incapace di starmene zitta.
Avevo risposto in quel modo perché mi ero sentita accusata da lui e non mi piaceva affatto quella sensazione, anche perché Jimin era l'ultima persona che avrebbe dovuto puntarmi il dito contro. E sinceramente ero rimasta anche un po' ferita, aveva tratto conclusioni affrettate senza conoscere a fondo la verità. Ma ciò che disse subito dopo mi fece salire il sangue al cervello.
"Allora tornatene da lui."
Successe tutto in meno di un secondo; alzai la mano e la schiantai sulla sua guancia sinistra. Sì, gli avevo appena mollato un ceffone. Il secondo dopo però realizzai cos'avessi appena fatto; mi accorsi del gesto appena compiuto e mi sentii davvero in colpa.
Ma mi aveva fatto male. La delusione che stavo provando in quel momento a causa di quelle parole mi stava sovrastando, ed era così tanta che mi aveva spinta ad alzare la mano. Dopo quello che c'era stato tra noi la scorsa volta, come poteva pronunciare quella frase?
Io non volevo tornare con Yoongi. Io non ero più innamorata di lui. Io...
"Vattene." Ringhiai freddamente, il capo era chino e il mio sguardo completamente abbassato, non volevo guardarlo in faccia.