chapter seven.

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La mattina seguente sentii la voce di Manu pronunciare qualcosa, ma non capii bene dato che ero ancora mezza addormentata, così aprii gli occhi e mi stiracchiai, ritrovandomi il ragazzo seduto sul mio letto.

"Annie, forza svegliati, dobbiamo andare a scuola, siamo in ritardo!" mi scosse leggermente mettendo una mano sul mio fianco, che io spostai poco dopo infastidita.

"Manu, a dire il vero non ho nè la voglia nè il coraggio di mettere piede a scuola, con lui nei paraggi. Ho persino paura ad aprire le finestre"

Lui sospirò, per poi annuire e alzarsi.

"D'accordo, hai ragione. Resta a casa, almeno starai al sicuro. Io vado, appena esco da scuola, passo a dare un'occhiata, va bene?" si mise lo zaino in spalla guardandomi dolcemente.

"Te ne sarei grata" sorrisi leggermente alzandomi col busto e mettendomi seduta.

"Perfetto, allora a dopo" mi lasciò un bacio sulla fronte per poi dirigersi verso la porta. "E non esitare a chiamarmi per qualunque cosa"

"Certo, ci vediamo" lo guardai sorridermi prima di scomparire dietro la porta, per poi chiudere gli occhi e sbuffare.

Mi sono cacciata proprio in un bel guaio. Non potrò evitarlo per sempre e di questo ne sono consapevole.

Mi alzai dal letto e andai in cucina a fare colazione, accesi la tv e iniziai a fare zapping tra i canali, fino a quando non sentii una notifica dal mio cellulare. Lo sbloccai e lessi il messaggio, ma non avevo il numero salvato nella rubrica.

«dove sei? devo parlarti.»

Capii che quella persona era Shawn e sgranai leggermente gli occhi. Spensi subito il telefono e cercai in tutti i modi di non pensarci in continuazione.

La giornata sarebbe stata molto lunga.

-

Era ormai ora di pranzo e di Manu neanche l'ombra, era in ritardo e io iniziai a preoccuparmi. Controllai di nuovo il telefono e notai solo messaggi da parte di Shawn, che non mi disturbai a leggere. Andai quindi alla finestra per dare un'occhiata e vidi finalmente il ragazzo, ma non come l'avevo lasciato questa mattina. Era pieno di lividi e sanguinava dal naso e dal labbro. Corsi subito ad aprire la porta spaventata e preoccupata.

"Dio mio Manu, stai bene?!" misi una mano sulla sua schiena e lo accompagnai dentro, facendolo accomodare su una sedia.

"Sì, sto bene. È tutto okay" mugolò leggermente quando si toccò il naso, facendo una smorfia di dolore.

"Che è successo?" chiesi, andando a prendere subito il disinfettante e un po' di ovatta dal cassetto del mobile in bagno, ritornando poi da lui, iniziando a medicarlo.

"Teppistelli, le solite cose" fece spallucce, ma io lo guardai negli occhi, non convinta delle sue parole.

"Ne sei sicuro Manu? Lo sai che puoi dirmi tutto" ripresi a curarlo con attenzione, cercando di fargli meno male possibile.

"Perchè dovrei dirti una bugia?"

Sospirai.

"Magari perchè non vuoi dirmi che è stato Shawn solo per non spaventarmi ulteriormente" passai una mano sul mio viso, frustrata dalla situazione.

Lui abbassò lo sguardo, iniziando a giocare con le dita delle proprie mani.

"Come non detto" chiusi per un attimo gli occhi, abbracciandolo poi "Mi dispiace, è tutta colpa mia. Ti prego perdonami"

Ricambiò l'abbraccio, mettendo le mani sulla parte bassa della mia schiena, stringendomi a sè.

"È tutto okay. La pagherà. Ne sono sicuro" fece un sorrisetto furbo nel mentre, ma non mi accorsi di nulla.

Domani avrei affrontato Shawn, in un modo o nell'altro.

hidden; shawn mendes Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora