chapter eight.

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Arrivò la mattina seguente e, come al solito, mi preparai per andare a scuola. Avevo un'ansia terribile, ma soprattutto paura per come sarebbe potuta finire la conversazione con Shawn. Bevvi una tazza di tè per rilassarmi un po' prima di uscire di casa e percorrere la solita e monotona strada. Mi guardai intorno freneticamente, dal momento che anche il ragazzo più temuto dall'intera scuola, a quanto pare, faceva il mio stesso percorso. Casualmente. Che coincidenza, non è vero?

Continuai a camminare, ma nessuna traccia di lui, fortunatamente. Arrivai a scuola e salutai alcuni miei amici, per poi tirare fuori il telefono dalla tasca e scrivere un messaggio a Manu, per controllare che stesse bene.

[A: Manu]

buongiorno, tutto bene? ti senti meglio oggi? se hai tempo ci vediamo dopo le lezioni x.
delivered

Bloccai lo schermo e andai poi verso la mia classe, ma una mano mi strinse il polso costringendomi a girarmi. Vidi Shawn proprio davanti a me, con uno sguardo gelido e gli occhi puntati nei miei. Rabbrividii in un istante, cercando poi di togliere il polso dalla sua presa. Deglutii e abbassai lo sguardo.

Tenne ancora saldamente stretta la mano, senza lasciarmi, avvicinandosi leggermente col busto al mio.

"Cosa ci facevi ieri davanti casa mia? Per lo più nascosta? Mi stavi per caso spiando?" sussurrò a denti stretti, controllando per un attimo con gli occhi se non ci fossero altre orecchie inopportune pronte a origliare. "Credi di poter giocare alla detective intromettendoti nella vita degli altri, mh?"

Guardai attentamente le sue labbra muoversi, mentre i miei muscoli erano completamente paralizzati dal suo tono di voce, dai suoi modi di fare, dalla sua persona, in pratica.

"I-io.." iniziai a balbettare, non sapevo proprio cosa rispondere. Qualunque cosa io potessi dire, sicuramente lo avrebbe alterato ulteriormente. Stavo entrando nel panico, il mio cervello non riusciva a mettere insieme tre parole di senso compiuto.

"Avanti, ti ascolto. Io non ho fretta"  lasciò il mio polso per incrociare le sue braccia possenti, senza staccarmi gli occhi di dosso.

"V-volevo solo.. uhhh.. ecco.. conoscerti meglio.... suppongo" dissi la prima scusa che mi venne in mente, schiaffeggiandomi poi mentalmente. Chi mai ci avrebbe creduto? Di certo Shawn non era uno stupido.

Giocai nervosamente con il tessuto della mia maglietta, tenendo ancora lo sguardo basso.

Lui fece una piccola risatina e scosse leggermente la testa. Si avvicinò maggiormente a me e prese il mio mento con due dita, costringendomi a guardarlo negli occhi.

"La prossima volta che ti becco non sarò così buono, è chiaro? Fatti gli affari tuoi piccola impicciona" sussurrò a denti stretti, prima di lasciarmi andare.

Ero terrorizzata, così riuscii solo ad annuire.

Per fortuna, ancora una volta, arrivò Manu che subito mi affiancò e guardò male il ragazzo davanti a noi. Quest'ultimo però sembrava quasi sorpreso di vederlo in quello stato, così alzò un sopracciglio squadrandolo dalla testa ai piedi. Prese lui la parola.

"Hai rubato la bici a qualcuno, Rios?" ridacchiò.

"Sì, fa' pure lo spiritoso, tanto tutti sanno cosa sei capace di fare. È inutile fare il finto tonto" Manu mise un braccio intorno alle mie spalle continuando fissare il ragazzo.

Shawn ritornò subito serio sentendo le sue parole.

"Stai cercando per caso di incolparmi?" si avvicinò con fare aggressivo, come suo solito, così Manu mi spostò dietro al suo corpo.

"Sto dicendo solo la verità, Mendes, per caso ti brucia sapere che sai solo prendere a pugni qualcuno?" gnignò, rimanendo immobile.

Tirai indietro Manu e guardai male Shawn.

"Ora basta, andiamocene." lo presi per mano e mi allontanai, andando con lui in classe. Mi seguì senza fare tante storie.

Riuscii solo a sentire lievemente la voce di Shawn pronunciare una frase.

"A che gioco stai giocando, Rios..."

hidden; shawn mendes Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora