Tornai a casa con Manu dopo le lezioni, chiudendo la porta a chiave e posando lo zaino a terra e la giacca sull'appendiabiti. Per tutto il tragitto nessuno dei due aveva spiccicato parola. Sospirai girandomi verso di lui, abbracciandolo poi flebilmente chiudendo gli occhi.
"Forse è meglio se troviamo una soluzione e anche al più presto, Annie" mi attirò tra le sue braccia, parlando con un tono di voce dolce mentre cercavo di trovare sicurezza in quella stretta. "Che ne dici se ti preparassi il tuo piatto preferito e ne parlassimo un po', mh?" continuò.
Sollevai lo sguardo verso il suo e annuii, prendendolo poi per mano e portandolo in cucina, mentre lui subito iniziò ad adoperarsi a cucinare.
Mi sedetti sulla sedia e guardai fuori dalla finestra.
"Non credo che finirà mai questa cosa, in ogni caso. Quindi, o continuiamo ad affrontarlo ogni giorno, fino a quando non succederà davvero qualcosa di brutto, o stipuliamo un patto con lui"
"Che tipo di patto?" il moro si girò a guardarmi con aria curiosa.
"Gli diciamo di lasciarci in pace per sempre e noi non cercheremo più di avere contatti con lui. Faremo finta che non esista proprio"
"E pensi davvero che accetterà? Annie, quel ragazzo è malvagio, ha una mente perversa e non si farebbe scrupoli a farti del male. Non essere così ingenua. La posta in gioco è più alta di quanto pensiamo" inchiodò gli occhi nei miei, passandosi poi una mano sul viso in segno di frustrazione, prima di continuare a parlare. "Secondo me dovremmo denunciarlo direttamente"
Spalancai gli occhi e mi alzai dalla sedia di scatto, avvicinandomi al ragazzo incredula dopo quelle parole.
"Sei per caso impazzito? E cosa dovremmo dire alla polizia? “Per favore, mettete al fresco questo bulletto così non ci rompe più le scatole”? Avanti, è ridicolo. Non abbiamo un minimo di prova, numero uno, e numero due, come credi che reagirebbe quando verrà a saperlo? Magari allora sì che ci taglia la testa davvero"
Tirai un sospiro frustrato passandomi le mani tra i capelli.
"Okay, hai ragione. Ho detto una cosa stupida... faremo come dici tu. È l'unica soluzione. Però non andrai senza di me, è chiaro?" mi puntò un dito in segno di avvertimento, ma il suo volto aveva un'espressione dolce e protettiva. Sorrisi automaticamente e andai ad abbracciarlo, poggiando la testa sul suo petto.
"So che vuoi fare di tutto per tenermi al sicuro, ma ho bisogno di parlargli prima da sola. Ti prometto che starò attenta e terrò a freno la lingua. Ti prego Manu" mormorai contro la sua morbida maglietta, odorando il suo profumo intenso ma delicato.
"Annie.. e se si azzardasse a toccarti?" sospirò, tenendomi in una stretta più forte.
"Non lo farà. Gli parlerò in posto affollato, così in caso posso urlare e chiedere aiuto" affermai convinta delle mie stesse parole.
È stato in quel momento che cercai di fare coraggio a me stessa. Sperai davvero tanto di riuscire a cavarmela e finire questa storia il più presto possibile.
"D'accordo, ma giuro che se-" misi un dito sulle sue labbra e gli impedii di continuare la frase. Gli regalai un altro sorriso, questa volta più rassicurante.
"Ti ho detto che andrà bene, fidati di me okay? Dobbiamo iniziare a pensare positivo" feci uscire dalla mia bocca una piccola risata guardandolo negli occhi.
Lui mi seguì a ruota, strizzando leggermente quei suoi occhi adorabili.
"Sai che non riesco" mi fece la linguaccia in modo scherzoso, così lo girai di spalle e lo spinsi verso i fornelli.
"Sta' zitto e pensa a cucinare adesso, ho ancora tanta fame, Rios"
"Calma principessa, ora arriva il tuo cibo"
Risi sentendo le sue parole, risiedendomi poi e godendomi quegli ultimi attimi di tranquillità, sotto i raggi del sole che entravano dalla finestra.
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hidden; shawn mendes
Fanfictioncosa potrebbe mai nascondere di così oscuro un comune diciannovenne?
