A risvegliarmi dai miei pensieri fu proprio Manu che se ne stava accanto a me, sventolando una mano davanti al mio viso.
"Annie ci sei? Stai bene? È successo qualcosa?" mi guardò con preoccupazione, così gli feci un sorriso forzato e annuii.
"Si, scusa. Ero sovrappensiero. A te invece come è andata?" abbassai e alzai velocemente le sopracciglia e dandogli delle leggere gomitate sul braccio, guardandolo con un velo di malizia.
Lui ridacchiò e si grattò la nuca imbarazzato, prima di rispondere.
"Non tanto bene, in realtà. Ho scoperto che non è proprio il mio tipo"
"Non è il tuo tipo, ma intanto te la sei limonata come se non ci fosse un domani" lasciai sfuggire una risatina, guardandolo.
"Sono serio. Era ubriaca e sono capitato tra le sue grinfie" fece un sorriso divertito prima di continuare a parlare "e dopo avermi baciato, mi ha chiamato Aaron. Il suo ex" ruotò gli occhi al cielo.
"Cavolo, mi dispiace Manu" lo guardai dispiaciuta e mi avvicinai, dandogli un abbraccio. "Ci sono tante ragazze che sicuramente cadono ai tuoi piedi, magari troverai quella giusta" gli strofinai la schiena.
"O magari l'ho già trovata, ma ancora non me ne accorgo" ricambiò l'abbraccio, allontanandosi poi leggermente con la testa per guardarmi. Infilò le dita tra i miei capelli, accarezzandomi con molta delicatezza. Mi sentii molto a disagio a quel gesto, dovevo ammetterlo. Nonostante lo conoscessi da tantissimo tempo, ultimamente mi parse si comportasse in modo abbastanza strano. Sembrava quasi che mi nascondesse qualcosa.
Andai nel panico più totale, così lo allontanai da me e improvvisai una risatina del tutto finta.
"Hai ragione. Ora, scusami Manu ma sono stanchissima, vado a dormire. Ci vediamo domani" non gli diedi il tempo di rispondere, che lo salutai con la mano e mi ritirai velocemente in tenda.
La mattina seguente, mi svegliai abbastanza presto e andai al fiume lì vicino a darmi una rinfrescata. Guardai intorno a me nel mentre, tutto era molto tranquillo, dato che i miei compagni di classe erano ancora a dormire. Mi sedetti vicino alla riva e rimasi lì a guardare l'acqua scorrere, prendendomi un attimo per me stessa per rilassarmi. Però questo durò pochi minuti, fino a che vidi il riflesso di Shawn dietro le mie spalle. Sussultai dallo spavento, ma rimasi immobile e in silenzio, pietrificata dalla paura. Cosa diamine voleva adesso, di prima mattina?
Neanche lui proferì parola, ma si sedette direttamente accanto a me.
Girai leggermente il viso verso di lui per guardarlo, deglutendo leggermente.
Spostò lo sguardo sui miei occhi, cosicché io lo spostai a mia volta per terra, come quasi ogni volta che osava guardarmi.
Lo sentii sospirare, il che mi parse insolito da parte sua. Ma che dire, quel ragazzo era sempre imprevedibile.
"È questo l'effetto che faccio sempre alle persone" mormorò, mentre un piccolo sorriso malinconico si fece spazio sulle sue labbra.
Sentii una stretta al cuore a quelle parole.
Per la prima volta ero.. quasi dispiaciuta per lui. Forse lo stavo giudicando male? Abbiamo solo iniziato col piede sbagliato? Oppure faceva soltanto buon viso a cattivo gioco?
So solo che ero incredibilmente confusa.
Mentre diedi spazio ai miei pensieri, lui continuò a parlare.
"Cercavo solo qualcuno che osasse trattarmi come chiunque altro, e speravo che quel qualcuno fossi tu"
Sgranai leggermente gli occhi, ritornando con lo sguardo su di lui.
Cos'era? Una specie di scuse?
"E perché proprio io?"
Sospirò nuovamente, passandosi una mano tra i capelli castani.
"Non so più come fartelo capire"
Mi morsi il labbro inferiore. I miei battiti iniziavano ad accelerare per motivi sconosciuti, così iniziai a giocare col tessuto della mia maglietta.
"Allora se non riesci a farmelo capire coi gesti, usa le parole. Sono qui ad ascoltarti"
Cercai di apparire il più gentile possibile, così magari si sarebbe aperto con me e io avrei potuto sapere qualcosa di più su di lui.
"Ha importanza adesso? Guardati, tu mi odi e io sono la solita persona, orribile e sola" mi guardò con un'espressione cupa e senza emozioni.
"Shawn, io non ti odio, ma fino adesso mi hai dato solo motivi per dubitare e diffidare di te. Ma se mi dimostrassi ciò che sei veramente, allora potrei anche.. starti vicino" mi strinsi nelle spalle, senza distogliere gli occhi dai suoi.
"Ti ferirei ancora e ancora" scosse la testa, dopodiché si alzò e si allontanò, lasciandomi di nuovo con un senso di incompletezza.
Magari era il momento giusto per avvicinarmi a lui?
STAI LEGGENDO
hidden; shawn mendes
Fanfictioncosa potrebbe mai nascondere di così oscuro un comune diciannovenne?
