Andare incontro al proprio destino

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CAPITOLO 1

BRUNA

<<Noooooo lasciamiiiiiii>>

Perché ? Perché tutte a me? Non bastava il fatto che mi sentissi abbastanza in colpa? Ora anche questi bastardi che vogliono uccidermi.

Volevo solo bere qualcosa e dimenticare, dimenticarmi di quanto la mia vita facesse schifo e di quanto ero stata stronza con mia sorella. Con il sangue del mio sangue, l'unica ad essere dalla mia parte.

Ma più lei si comportava da sorella perfetta e più la odiavo, perché i miei genitori l'amavano mentre a me toccavano soltanto le briciole del loro tempo.

E anche quando tutta la verità su mio padre era venuta a galla, io non ne sapevo nulla. Non ero stata convocata a nessuna riunione familiare. Questo dimostrava quanto poco contassi per i miei genitori.

E' vero allora che avrei pagato per ciò che ho fatto a mia sorella e al suo fidanzato. E anche al suo bambino purtroppo, ma quello non lo sapevo.

Non immaginavo che fosse incinta. Dentro di lei c'era mio nipote ma non so se ci sia ancora, perché da quella brutta notte non ho più notizie di lei.

Sono rimasta sola. Mia madre aveva cacciato di casa mio padre e quest'ultimo piuttosto che disperarsi era finalmente felice perché poteva essere libero di tornare dalla sua amante. Non la definirei neanche così, poiché da quest'altra donna aveva avuto un figlio dell'età di Marta.

Un'amante da ben 23 anni.

23 anni di tradimenti, di bugie. Pensavo che fossi io la figlia sbagliata, quella che faceva vergognare i genitori e invece era mio padre a far vergognare me.

La notte in cui la mia vita è cambiata ho capito che dovevo provare io vergogna per il padre che mi ritrovavo e non lui per la figlia che aveva.

Mia madre invece si era dimostrata ancora più stronza di lui. Per tutta la vita ha giocato a fare la vittima sentendosi offesa dai comportamenti di papà. Passava i giorni a sperare in un suo cambiamento quando alla fine anche lei aveva un amante. Avevo scoperto tutto, troppo tardi purtroppo altrimenti non avrei mai rovinato la vita di mia sorella.

In un momento di difficoltà, mia madre andò in parrocchia per pregare e lì incontro Carlo. Sapendo chi fosse, il bastardo l'ha portata nel suo studio, con la scusa di volerla aiutare a superare il momento complicato e alla fine sono andati a letto insieme.

Sono bastate due parole dolci a farla crollare, ma mia madre non aveva fatto i conti con il mattino seguente, quando Carlo le disse chiaramente che era innamorato di Marta e che l'aveva solamente usata.

Da allora mia madre non si è più vista.

<<Tu sei una puttana. Una grandissima puttana>>

Vengo presa per i capelli con forza e strattonata vicino al muro.

<<Tu non hai visto nulla capito? E adesso morirai>>

Annuisco impaurita, non so niente, non ho visto niente. O meglio, avrei voluto non sentire né vedere niente. Ma purtroppo l'ho fatto, mi sono trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato e come al solito mi sono messa nei guai.

Dei guai che non pensavo fossero così grandi.

<<Non ho fatto niente...per favore lasciatemi>>

Sono tre uomini, tutti vestiti di nero e con il volto scoperto e questo vuol dire che non hanno paura.

Hanno molta forza.

Nel posto giusto al momento sbagliato#1 La presenza(COMPLETA)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora