«Il telefono!»
Camila ha solo aperto la portiera della macchina di Austin e lui già le ordina cosa deve fare.
È con la mano a mezza aria, sta aspettando che la cubana lo consegni. Quando stavano insieme era la regola principale, lei non doveva avere il telefono. Non doveva messaggiare e parlare con nessuno. Il compito di Camila era solo di stare con Austin e dargli le attenzioni che lui voleva e inizialmente lei ci stava, ma dopo aver confessato questa cosa alle sue amiche ha iniziato a vedere questo gesto in modo differente. Prima di allora non capiva quanto fosse tossica questa richiesta.
«Non te lo daró il telefono» risponde rude
Chiude la portiera e indossa la cintura di sicurezza.
«Le foto Camila, ricordati le foto...» canticchia
Prova a desistere, alla fine cede e consegna il cellulare. Austin le accarezza la testa e soddisfatto lo infila in tasca in modo che lei non possa prenderlo.
«Attenta a non rovinare la macchina, l'ho noleggiata per noi» precisa
«Certo perché non fatturi abbastanza con le tue canzoni per permetterti qualcosa di meglio come Tyrone» lo sfida
Austin non distoglie lo sguardo dalla strada, ma riesce alla cieca ad afferrare il polso di Camila e girarlo. La cubana geme per il dolore.
«Che fai!» urla «Ho un concerto oggi!»
«Lo so che hai un concerto, saró dietro le quinte tesoro» sottolinea «Tu peró devi tenere la lingua al suo posto» ringhia
Cala il silenzio. Camila si tiene il polso. Le tremano le mani per la rabbia e anche per la paura. Vorrebbe scendere ma non puó, non puó fare questo gesto folle mentre la macchina è in moto. Deve pensare e in fretta. Un modo per fuggire da lui.
E se la dovesse picchiare o costringerla a fare qualcosa per quelle stupide foto? Pensa Camila sull'orlo del panico. Deve però rimanere lucida.
«Possiamo andare a Miami beach? C'è Il Dante Caffe»
Austin annuisce, accontenta la ragazza.
Fa inversione di marcia e freccia tra le strade di Miami. Passano alla radio Fifth Harmony e con un sonoro sbuffo cambia stazione, lamentandosi che sono delle lagne, come se Camila non fosse lí con lei.
Il locale scelto da Camila non dista più di dieci minuti, non c'è molto traffico fortunatamente e riescono anche a trovare parcheggio al primo colpo. Lungo il tragitto a piedi tra il locale e la macchina, i due incontrano un signore che vende delle rose e Austin, certo di essere paparazzato, ne prende una per Camila. Le porge questo piccolo pensiero avvolgendole le spalle con il braccio. La bacia tra le tempie e l'attaccatura dei capelli, rimanendo in quella posizione per un po'.
Le sussurra qualcosa all'orecchio ma solo per le foto che sicuramente qualcuno starà facendo. Camila si forza a entrare nella parte.
«Sorridi che qualcuno ci vede sicuro» ringhia «Fai finta che sono quella stronza della Jauregui»
Camila sorride. Vorrebbe prenderlo a pugni, a lui, a Simon, a chiunque... ma lo fa per lei e soprattutto per non rovinare la sua immagine con Lauren.
Se quelle foto dovessero uscire cosa penserebbe la sua latina...
Camila ha molta fretta di entrare nel locale.
Messo piede dentro, gli occhi della cubana si muovono velocemente alla ricerca di qualcuno. Sono le dieci passate... forse ha sbagliato orario.
«Andiamo a sederci? Che fai qui» la riprende Austin
Individua quella persona e trattiene un sospiro di sollievo e quasi un sorriso di gratitudine. Ora si sente al sicuro, sa che non è sola.
«Vado a salutare una persona» si allontana «Arrivo subito»
Ricordava benissimo di aver sentito Taylor Jauregui la sera prima accennare qualcosa su Miami Beach. Questa mattina aveva infatti un appuntamento verso le dieci con delle amiche. È seduta infondo alla sala e ride, scherza con alcune ragazze mentre sorseggia un frullato di fragole.
Non la riconosceva perché aveva i capelli alzati rispetto alla sera prima che le ricadevano armoniosamente sulle spalle. Oggi è colorata, indossa una camicia floreale, ieri era tutta in nero.
Camila si avvicina con passo spedito prima che Austin possa dire qualcosa e insospettirsi.
Le amiche di Taylor guardano verso la direzione di Camila e qualcuna di loro scuote la testa sorpresa, sussurra il nome della cubana attirando l'attenzione della piccola Jauregui.
«Camila!»
Si alza in piedi e l'abbraccia mentre le amiche della ragazza bisbigliano qualcosa su quanto sia fortunata.
«Taylor»
Il nome esce come un sospiro. Aveva davvero bisogno di un abbraccio.
«Ho bisogno di te, vai in bagno tra qualche minuto» sussurra al suo orecchio
Le due sciolgono l'abbraccio sotto lo sguardo confuso e stranito della ragazza. Una delle sue amiche chiede una foto e un'altra di farsi autografare il braccio e la cantante accetta volentieri.
Camila ha un piano ben preciso, non ha scelto quel posto a caso.
Il ragazzo nel frattempo ha ordinato un frullato di banane, conosce perfettamente i gusti di Camila, e per sè un espresso.
Quando Camila prende posto al tavolo con Austin, il ragazzo sembra tranquillo. Entra ed esce dai social e propone anche alla ragazza di fare una foto delle loro mani unite. La sua non è una proposta in realtà ed è costretta ad accettare.
«Quando arriva l'ordine ho fa...»
Il cameriere arriva, anzi chiede anche una foto ad entrambi. Il signore poi si scusa per il disturbo e li lascia soli.
La cubana tiene gli occhi fissi sulla porta del bagno, prende qualche sorso del suo frullato, fa finta di ascoltare Austin.
«Questa sera usciamo insieme Camila, ceniamo fuori» le anticipa «Vestiti molto elegante e soprattutto sexy come piace a me» mostra un sorrisetto malizioso
Camila rotea gli occhi al cielo.
«Oppure possiamo cenare nella mia stanza d'albergo» ammicca
Che schifo... pensa la cubana. Non andrà mai in una stanza d'albergo con lui.
La piccola Jauregui finalmente entra in bagno. Camila si alza di colpo, come fosse un movimento automatico.
«Devo andare in bagno, scusami» lo interrompe
«Ma io sto parlando e...» la squadra «Non ci mettere troppo» scandisce bene
Ha paura che lui reagisca male o che la segua.
Per fortuna torna con la testa china sul telefono. È concentrato nel modificare la foto per attirare meglio l'attenzione sul ritorno di fiamma tra i due.
Fiamma che sta bruciando viva Camila e Taylor deve aiutarla.
La cubana entra in bagno, sente Taylor che la chiama prim ancora che lei possa aprire la seconda porta.
«Cami...»
«Sono qui» sospira
Sta per crollare. Ha un nodo alla gola, il polso che le fa male, le braccia che bruciano per aver sfregato troppo.
«Che è successo?»
Guarda sotto le porte per assicurarsi che non ci siano persone dentro a fare le loro cose. È tutto libero.
«Devi chiamare Lauren» quasi la supplica
«Ookay»
È ancora piú confusa.
«Ora!» le ordina «È troppo complicato da spiegare, chiama Lauren per favore»
Non fa altre domande, cerca velocemente il numero della sorella tra i contatti e porge il telefono alla cubana, mettendo in viva voce.
Uno squillo.
Due.
Tre.
Quattro...
Sette.
«Tay» risponde Lauren «Sto andando al sou...»
«Lolo» la interrompe Camila
«Camz? Che...»
Nuovamente la interrompe.
«Simon ha voluto che questa mattina incontrassi Austin»
La cubana inizia a camminare avanti e indietro per il bagno. Deve scaricare la rabbia e sta cercando invano di trattenere le lacrime, ma la sua voce è già in falsetto.
«Mi ha preso il telefono e l'ho convinto a venire qui perché ricordavo dell'appuntamento di Taylor»
Tira sul col naso.
«Che vuol dire che ti ha preso il telefono?»
«Lo ha sempre fatto, quando sono con lui devo stare solo con lui»
Camila singhiozza.
«Okay» cerca di mantenere la calma «Passami a Taylor»
«Siamo in viva voce» risponde la sorella
«Non perdere mai di vista Camila, quando loro vanno via, vai via anche tu, fatti dare un passaggio e vieni al soundcheck ed entra con Camila cosí nessuno ti farà problemi e venite fino al backstage insieme»
Taylor aveva altri piani per la giornata, non sicuramente la missione "salva la fidanzata di tua sorella" o quasi fidanzata... ma accetta senza esitazioni. La situazione sembra essere molto seria per una richiesta del genere.
«Lolo» la voce di Camila trema «Austin ha fatto credere a Simon che tu mi hai violentata per questo è ar...»
Si sente solo una imprecazione in spagnolo di Lauren.
Qualcuno entra dalla porta principale, Camila chiude la chiamata e restituisce il telefono a Taylor.
Alla fine era solo un rumore, forse qualcuno è entrato dall'altra nel bagno degli uomini.
Sono ancora sole. Taylor non sa cosa dire.
La cubana cammina avanti e indietro con un senso forte di nausea. Cerca di fare dei respiri profondi ma non l'aiuta.
Apre con forza una delle porte e si piega sul water per vomitare. La piccola Jauregui le tiene la fronte, forse in questo le è utile, ma non sa realmente cosa fare e come farla uscire da questa situazione.
Sembra abbia finito, ma nuovamente rimette. Una volta terminato, Camila stacca dei pezzi di carta per pulirsi la bocca e tra le lacrime si tira dei pugni sulla gamba.
Taylor si inginocchia dietro di lei e la immobilizza.
«Shh shh» sussurra «Ora ci sono, non sei sola, okay? Non sei sola»
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Two pieces ||CAMREN||
FanfictionLauren Jauregui, vincitrice della decima stagione di American Idol, viene inserita in una band, le Fifth Harmony, dopo l'uscita di un suo componente. La cantante è fuori dai riflettori da circa un anno. Cosa succederà quando si ritroverà a convivere...
