Capitolo4

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Le ore trascorrono veloci, il sonno diventa sempre più pesante per l'eccessiva stanchezza ed entrambe non sentono la sveglia.
Ci pensano le ragazze a buttarle giù dal letto... il telefono di Camila squilla incessantemente. Ancora quel telefono e quel maledetto suono.
Lauren emette un verso, si butta quasi sopra Camila, rotola per allungare il braccio e afferrare quell'inferno che squilla.
Apre un occhio con fatica e quando mette a fuoco impreca in spagnolo, la sua lingua madre.
«È tardissimo!» quasi urla «Camila, alzati, svegliati»
Risponde al telefono e tranquillizza Dinah, mentendo sul fatto che sono già in macchina.
Camila non si sveglia. Lauren inizia a scuoterla e lei la manda a quel paese in risposta.
Corre nella stanza di Tyrone per recuperare alcuni suoi vestiti che usa quando dorme con lui dopo il sesso.
È mezzo nudo che dorme a pancia sotto.
Lauren entra in punta di piedi, fa tutto in perfetto silenzio per non svegliarlo, poi esce da lì e corre nuovamente da Camila e le lancia dei vestiti che possano andarle bene.
«Ma cos...» si lamenta
«Vestiti! Le ragazze sono già in studio»
Nel sentire quelle parole si alza dal letto e inciampa sui suoi piedi, finendo a terra.
Un mal di testa allucinante le dà il buongiorno. Si sente schiacciata da un camion.
«Perchè sono in intimo?» chiede confusa
Lauren nel frattempo si spoglia togliendosi la felpa di Tyrone.
È senza reggiseno e quando Camila se ne accorge rimane con la bocca mezza aperta. Il suo seno è tondo, perfetto, si regge da solo. Nota anche la cicatrice dell'incidente tra il petto e il seno destro.
Mentre Lauren si veste, Camila osserva le curve del suo corpo, il ventre piatto, i capezzoli turgidi.
«Vestiti!»
Camila scuote la testa e si alza da terra. I vestiti che le ha dato hanno il suo profumo. La vuole uccidere per forza. Oggi la vuole uccidere e soprattutto dopo la visione del suo corpo nudo.
«Ti aspetto sotto»
Lauren è già pronta e corre giù tra le scale. Fa lo slalom tra la gente ubriaca a terra e le bottiglie vuote.
Cerca nei cassetti segreti di Tyrone un po' di erba e sigarette e trovato il suo bottino se lo infila nella tasca della felpa.

Pochi secondi dopo scende anche Camila. Lauren insiste per farla guidare, perché non la vede informa e ancora si deve riprendere.
Il telefono squilla nuovamente. Le ragazze le uccideranno come minimo e pure Simon.
Lauren indossa gli occhiali da sole, si accende una sigaretta e sfreccia tra le scorciatoie.
La sua guida è molto sportiva e più volte Camila le chiede di rallentare, anche perché ha paura per la loro incolumità e vorrebbe riportare a Dinah la sua macchina tutta intera.
Arrivano in studio di registrazione e davanti al parcheggio riservato ci sono le ragazze con le braccia conserte e i visi imbronciati.
Normani batte il piede a terra e guarda male entrambe.
«Eravate già in macchina?» tuona Dinah
Nessuna delle due risponde.
Lauren si accede un'altra sigaretta.
«Tu perché non hai risposto questa notte? Voglio la verità!» sbotta Normani
Camila cerca la figura di Lauren, la sicurerebbe il suo sguardo, ma lei è già avanti, fa il suo ingresso da una porta secondaria per evitare i cani e gli uomini in divisa.
Si ferma, finalmente guarda dietro e cerca Camila.
«Vieni?» la chiama
Le tre ragazze sono confuse, sono sempre entrate dall'entrata principale.
«Camila» scandisce Lauren
Fa come le dice e la raggiunge con passo spedito. Le ragazze rimangono ferme e confuse nel guardare questa scesa in cui la più grande apre la porta alla collega ed entrambe spariscono dentro.
«Quella non mi piace»
Normani si lascia sfuggire questo commento.

Non passano inosservate le sue occhiatacce nei confronti di Lauren durante le prove.
Per tutto il tempo che la nuova arrivata ha provato i brani, Normani le ha riservato dei falsi sorrisi e smorfie.
Ovviamente Lauren non è stupida e se n'è accorta, ma nonostante ció ha mostrato ugualmente gentilezza nei suoi confronti e ha continuato a lavorare diligentemente.
Camila al contrario è distratta, la testa le esplode e l'unica cosa che vorrebbe fare è chiudersi in una stanza e urlare, piangere, tirare pugni.
Si sente stupida per aver creduto ancora una volta al suo ex, Austin. Pensava fosse cambiato, invece... Lauren l'ha dovuta soccorrere ieri e ancora una volta Tyrone l'ha dovuta difendere.
Ha dei flash di Lauren che la prende in braccio, Tyrone che urla a quello stronzo e lui che invece urla il suo nome.
Cerca di dissociarsi dalla realtà per non dar vita ai suoi pensieri, per non sentire nulla. Ha paura di rivedere quella scena in cui lui l'ha forzata e messo le mani addosso.
L'unico momento che vorrebbe rivivere è solo quella pace provata con Lauren, la donna che ora sta muovendo velocemente le dita sui tasti del pianoforte per arrangiare un brano della scaletta del tour.
«Mila? Che hai?»
Nessuno sta più suonando. Nessuno sta più cantando. Tutte le attenzioni sono su di lei e Dinah ripete la domanda.
«Ho bisogno di fare una pausa»
Forza un sorriso e lascia la stanza.
Tutti gli occhi ora sono puntati su di Lauren, la quale ha una sigaretta tra le dita ed è pronta anche lei a lasciare la stanza per riposarsi un pochino e soprattutto per cercare Camila.
Prima, peró, deve risolvere la questione con quella collega che sembra odiarla.
«Dimmi Normani» sospira rumorosamente
Nel mentre lascia la postazione al pianoforte e si avvicina alla finestra per fumare.
«Fumare ti fa male, sei una cantante»
Riceve in risposta dalla collega che le va incontro. Le altre due sono sul divanetto in silenzio.
«E anche a Camila» ringhia «Perché era a casa di Tyrone? Non mi piace quel giro»
Lauren sorride divertita. Tutti che hanno paura di quel giro. Scoppia a ridere, non riesce a trattenersi.
Le ragazze la guardano come se fosse pazza e lei ancora più divertita continua a fumare, scuotendo la testa.
«Siete così ingenue? Ma Tyrone non fa nulla di male» ride «Vi faceva comodo quando vi ha fatto uscire la hit sulla billboard hot music, no? Allora Tyrone andava bene»
Smette di ridere. Il suo sguardo è serio.
«Tyrone è una persona per bene, se alle sue feste gira droga non è colpa sua, ma delle persone che si imbucano o amici di amici e questa è Los Angeles e voi lo sapete bene com'è il nostro mondo, come gli after party»
«Camila non deve stare lì!»
Lauren alza gli occhi al cielo dopo la risposta di Normani.
«Camila è adulta e decide lei dove stare, okay? Non l'ho invitata io!» cerca di mantenere la calma «E poi c'ero io, non è successo nulla!» mente
A quell'affermazione Dinah si alza di scatto e si avvicina nervosamente.
«Le voci corrono, Lauren!» alza anche lei i toni «C'eri tu, appunto! È una tua collega e dovevi proteggerla!» le punta il dito contro «Sei appena arrivata e già fai danni»
L'accusata, davanti a quelle affermazioni e davanti alle facce arrabbiate delle ragazze, serra la mandibola. Stringe le labbra e ingoia a vuoto.
Qualcosa le dice scappa, non sei voluta, lascia la stanza, peró è bloccata, ha le gambe troppo molli per correre via.
«Allora la prossima volta vieni tu a fare l'eroina» sibila «Io non sapevo neanche che fosse a casa di Tyrone»
Prova inutilmente a difendersi. Ormai è chiaro che sono tre contro una e che tutte le accuse e le responsabilità ricadono su di lei. Non è giusto peró, pensa, Camila è adulta e ha anche lei le sue responsabilità. Non doveva fidarsi di Mahone e andare alla festa.
Il problema è che Lauren è molto empatica ed emotiva. Probabilmente è un suo pregio, ma in questo caso si sente solo in difetto e sta cercando con tutta sè stessa di non far cadere le lacrime che si sono formate.
La sigaretta è anche finita. Ne vorrebbe un'altra, ma il pacchetto è accanto allo spartito e dovrebbe passare vicino a Dinah e Normani.
Lauren schiude le labbra, vorrebbe dire qualcosa ma le parole non le escono.
«Ora hai perso la voce?» commenta dal divanetto Ally
Emette un lieve sospiro prima di risponderle.
«Potete continuare anche senza di me»
Forza l'ennesimo sorriso e passa vicino alle due ragazze che la guardano con un pizzico di odio.
Recupera le sigarette dal pianoforte e si avvia verso la porta senza voltarsi indietro.
Ora che è di spalle le lacrime le bagnano il viso e le offuscano ancora di più la vista.

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