Capitolo16

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1 Luglio, Los Angeles

«Questo è inaccettabile Lauren!»
Simon nuovamente urla contro la nuova arrivata e mostra per la terza volta il video in cui lei tira un calcio frontale a quel ragazzo. E poi delle immagini in cui lei e Camila sono molto vicine.
«Simon»
Per la centesima volta Lauren prova a intervenire ma lui non la ascolta, parla solo.
«Eh, va bene Simon!» alza il tono «Vuoi parlare solo tu? No perché se non ho voce in capitolo me ne vado tranquillamente!»
Impreca in spagnolo per concludere. Le ragazze abbassano la testa. Ally prende la mano di Lauren e cerca di farla calmare e lei la stringe a sua volta. Deve tornare in sè. Ancora non ha fumato mezza sigaretta e ne ha bisogno come l'ossigeno.
«Hai già fatto abbastanza Lauren è inutile che tu dica...»
«Adesso basta Simon!» interviene Camila «Quel ragazzo mi stava importunando, le ragazze sono testimoni e Lauren mi ha difesa, se l'è meritato»
E cosí concordano le altre perchè è la verità.
Simon pensa che Lauren sia il problema, perché lo è sempre stata per lui.
«Devo credervi? Lauren ha speso 180 dollari in alcool quella sera» sibila «Ho il conto dell'hotel e te lo sei fatto mettere sul tuo conto personale cosí da non far vedere a me o ai manger delle tue spese! Ti ricordi che hai fatto un incidente Lauren, vero? O non lo sa nessuno che in realtà eri ancora un po' ubriaca e ti avevano tolto la patente?»
Lauren stringe la mano di Ally ancora di più.
«Non è vero!»
Ha un nodo alla gola. Nella sua mente tornano velocemente dei frame del vetro rotto, i soccorsi, l'ambulanza. Un susseguirsi di immagini che le tolgono il respiro. Sta per avere un attacco di panico. Ally lo capisce subite e le accarezza la mano.
«C'erano problemi col motore e lo sai»
Il tono di voce di Lauren è cambiato, è più alto, spaventato.
«Avevi bevuto, come ieri!» insiste
«Avevo solo brindato perché sarebbe stato il mio compleanno, un bicchiere di spumante cosa fa?» ribatte «Non è vero che mi hanno ritirato la patente»
Si alza in modo talmente brusco che la sedia cade all'indietro creando un frastuono.
«Non mi hanno ritirato la patente!» continua «Io non ero ubriaca e tu non puoi saperlo perché non sei mai venuto a trovarmi, mi hai solo scritto qualche messaggio e poi mi hai chiamata per farmi entrare nelle Fifth Harmony un anno dopo»
Il suo petto si alza e si abbassa velocemente.
Simon la invita a sedersi ma lei non risponde.
«Torna composta Lauren, smettila di fare show» trattiene una smorfia
«Ieri non ero ubriaca quando ho difeso Camila e te lo possono confermare le ragazze, Ally te lo può confermare e Camila stessa, sono stata con loro tutto il tempo»
Simon la guarda con un sorriso forzato, meccanico e annuisce facendo finta di crederle.
«Io... Io ho bisogno di uscire»
Dalla sua bocca esce quasi un gemito di dolore e frustrazione.
«Torna quando sei calma, tranquilla» annuisce «Ti aspettiamo qui»

Ally scuote la testa, commenta schifata e si alza per raggiungere Lauren. Stava per alzarsi Camila ma Simon l'ha fermata per parlare di alcune cose importanti.
Ally si appresta ad uscire e segue la scia del profumo di Lauren. È letteralmente volata via, non riesce a trovarla. Nei corridoi non c'è.
Le viene in mente che potrebbe essere all'ultimo piano a fumare e corre tra le scale per salire sulla terrazza. Il profumo di Lauren si sente benissimo ed è sempre più forte, è lí senza ombra di dubbio.
Quando Ally apre la porta trova Lauren vicino al cornicione, guarda Los Angeles dall'alto mentre fuma. È troppo pericoloso, non dovrebbe stare lí, soprattutto durante un attacco di panico.
Con passo molto silenzioso si avvicina a Lauren e arrivata alle sue spalle l'abbraccia da dietro.
Un sussulto.
«Sono io»
Le lascia un bacio sulla testa
«Lasciami Ally»
Sta piangendo. Tira su col naso.
«Vieni con me, Laur»
Lauren sospira e fa qualche passo indietro con la sua collega.
«Perché eri cosí vicina? Che intenzioni avevi?»
Lauren scuote la testa prima di rispondere.
«Non volevo buttarmi» la tranquillizza «Ma sentire un po' di brividi giocando con l'altezza»
Le trema la voce. Odia ricordare quel giorno e Simon inventa cose e questo la fa arrabbiare ancora di più.
«Forse lo avrei fatto qualche anno fa» confessa
Le lacrime continuano ad uscire. Prova dolore. Dentro i suoi occhi si cela un forte dolore e le immagini di quel giorno le scorrono davanti insieme a tutte le insicurezze che hanno cominciato a soffocarla.
«Cosa vuoi dire?»
Ally prova dispiacere, odia vederla cosí a causa di Simon.
Continua a tenerla dalla vita e fanno altri passi, allentandosi dal cornicione. È molto preoccupata e non vuole più vederla lí, soprattutto sola.
Se Camila dovesse saperlo... e anche Dinah e Normani. Avevano iniziato male con quella litigata durante la prima prova, ma ora è diverso. Hanno chiarito, Lauren si è aperta e si è fatta volere bene da tutte loro e questo rapporto si sta rafforzando ogni giorno di più.
Non è un bel momento, nessuno vorrebbe vederla in quel modo. Il dolore e soprattutto la rabbia che vorrebbe esprimere, ma che sta trattenendo, è molto forte.
«I-io» tira sul col naso «Scusami Ally, davvero» piagnucola «Mi sento uno schifo, ho un casino in testa in questo momento»
Ovviamente fa riferimento a Simon.
Si strofina il viso con una mano e butta un urlo strozzato.
«Ho bisogno di Camila» continua a piangere «Ho bi-bisogno di Camila»
È in preda al panico. La tempie pulsano. Il respiro sembra mancarle. Vorrebbe abbracciare la cubana, farsi stringere da lei, sentirsi una bambina e soprattutto vorrebbe spiegarle che non è vero. Non è vero che era ubriaca il giorno dell'incidente e non è vero che le avevano tolto la patente.

Durante il viaggio era tranquilla e soprattutto durante l'atterraggio l'hanno vista abbastanza serena e anche qualche minuto prima di entrare nello studio rideva e scherzava con tutte. Lei era a braccetto con Ally e Normani, prendevano in giro Dinah e Camila. In quel momento Lauren si è sentita parte della famiglia. Ormai Lauren è parte di questa famiglia e la sua assenza si sentirebbe.
Camminano verso le scale e rientrano nell'edificio, rimanendo peró sul pianerottolo.
«Tesoro, dimmi cosa posso fare?»
Camila è stata bloccata da Simon e non c'è modo di farla uscire da quell'ufficio.
Si siedono sui gradini delle scale e Lauren continua a fumare nervosamente.
«Ha una voce che ti martella qui!» si indica la fronte «E continua come un disco incantato» ringhia «Io non ero ubriaca nè ieri sera nè un anno fa, credetemi»
La voce esce con fatica, sente un peso enorme al petto.
«Noi ti crediamo» le accarezza la schiena «Certo ieri notte no, eri messa male, hai vomitato ho saputo e...»
«Non è vero» smentisce le parole di Camila
Butta il fumo dal naso.
«Non stavo bene sí, stavo parlando con Camila, ma non ho vomitato»
Una mezza verità.
«Camila ha detto...» lascia la frase incompleta
Scuote la testa Lauren e sorride
«Camila non sapeva cosa dire perché non volevamo creare supposizioni, sappiamo come siete fatte, soprattutto DJ e Mani»
E come darle torto, pensa Ally. Sicuramente le avrebbero fatto il terzo grado, non che nella hall e durante il volo sia andata diversamente. Le domande non sono mancate.
«Hai parlato con lei di ció che provi?»
Lauren titubante si volta verso Ally e con un po' di esitazione alla fine risponde annuendo.
«Ci ho provato» si morde il labbro «Ma non posso avere una relazione o conoscenza con lei»
Ally non aggiunge altro. Non vuole toccare argomenti che la possano far male, si deve sentire pronta lei ad aprirsi e raccontare.
«Mi spieghi perché ieri hai bevuto cosí tanto? Mi devo preoccupare e tenerti d'occhio?»
«L'alcool mi aiuta a non sentire» confessa «E vorrei bere anche ora»
Dopo questa risposta Ally sospira rumorosamente, non è d'accordo e non lo nasconde. In realtà Lauren vorrebbe o bere o buttarsi tra le braccia della sua cubana e sentire il dolce profumo dei suoi capelli.
Lauren spegne il mozzicone sotto la scarpa e lo poggia a terra per ricordarsi successivamente di buttarlo. Poi inclina la testa sulla spalla di Ally, la mamma del gruppo, che prontamente allunga una mano e le accarezza la guancia.
«Perchè non parli con me o con le altre quando stai male? Mani e Dinah sono pettegole è vero, ma sanno anche ascoltare ed essere serie e lo sai quanto ci tengo ad ogni membro del gruppo» la informa «Ed io sono sempre disponibile per te e anche Camila ci tiene molto ma questo non te lo devo dire io»
Continua ad accarezzarle il viso.
«Ieri ho chiamato mia sorella mentre bevevo e si è seccata perché c'erano troppi bicchieri davanti a me e mi ha avvisata che se lo rifaccio prende i numeri di tutte voi per tenermi sotto controllo» sbuffa «Lo so di aver un piccolo problema con l'alcool, ma posso gestirlo, non bevo ogni sera, solo quando capita che posso farlo e ci vado pesante è vero» confessa «Ma ieri mi serviva e mi servirebbe anche ora perché vorrei affogare lí le parole di Simon» ringhia «Non lo sopporto, davvero!»
Rimangono un po' in silenzio. Chissà se sono ancora chiuse dentro lo studio di Simon le altre.
«Perchè sei ancora sotto questa etichetta?» chiede retorica «Potevi andartene e sei ancora in tempo per farlo, certo ci mancherai perché sei diventata importante, sei parte della famiglia, ma se vuoi andare via fallo»
«Posso dirti una cosa Ally?» le sfugge un mezzo sorriso
«Certo tesoro»
Ally continua ad accarezzarla. Le due hanno legato moltissimo in queste settimane, creando un rapporto speciale.
«Sono contenta di non essere più solista e di aver incontrato voi, soprattutto te»
Poggia la mano su quella della collega che ancora è sulla guancia e la coccola.
«Mi sento capita e al sicuro e non posso andare via, senza voi non vado da nessuna parte ormai»
Ally si scioglie facendo sfuggire un "aw" e l'abbraccia forte.
«Sei una persona bellissima Laur» sussurra e le bacia la testa «Mi batterei per te e non ti lascerei mai sola»

Two pieces ||CAMREN||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora