Capitolo26

1.4K 88 8
                                        

4 luglio,  Miami - San Diego

«Camz, ti sei graffiata ancora?»
Lauren non nasconde la preoccupazione per la ragazza al suo fianco.
Camila scuote la testa, ma lo sguardo non convince la collega, sa che sta mentendo.
«Camz» ripete nuovamente il suo nome
«Si» sussurra «L'ho fatto»
Nasconde il viso tra le braccia di Lauren, si aggrappa al suo corpo e la tiene stretta, come se volesse scappare dalle emozioni che la stanno risucchiando, tra cui la vergogna di ammettere di avere un problema.
«È tutto okay» la rassicura «Siamo insieme»
«Ti ho delusa»
Lauren le sussurra un "no" tra l'orecchio e il collo, prima di baciarle la testa. La stringe più forte a sè e Camila ansima leggermente.
Devono fare meno rumore possibile essendo notte, dirette a San Diego con il bus dove tutte dormono.
«Quando...» sospira «Quando inizi a segnare ogni giorno il tuo peso su un quaderno, ogni tanto le calorie che assumi nei pasti o la percentuale di grasso corporeo, significa che hai un problema, vero?»
La cuccetta di Camila è l'unica vuota perché dopo tutto quello che è successo... solo quel dolce profumo sarebbe stata in grado di calmarla.
«Non pensavo fossi arrivata a questo punto» sussurra
«Credo che la situazione mi sia sfuggita di mano»
Camila si scosta leggermente, rimanendo comunque tra le braccia della latina.
«E se non dovessi riuscire a fermarmi?»
«Troveremo qualcuno con cui parlarne, non sei sola e non sarai mai sola» la rassicura «Ne usciremo insieme e saró con te tutto il tempo»
«Promettimi di non parlarne più con nessuno» quasi la supplica
Lauren le accarezza la testa con un ritmo costante.
«Tua madre lo sa, sa del tuo problema» la informa
Camila le chiede dettagli in più, ma la grande tace e le promette che le spiegherà tutto la mattina seguente. Dopo tutto quello che è successo a Miami, prima e dopo il concerto, è meglio stare tranquilli.
La testa della cubana è appoggiata sul petto. Lauren è senza reggiseno, Camila lo percepisce e se ne accorge quando sente uno dei suoi capezzoli indurirsi. Non hanno un rapporto dal loro viaggio Los Angeles-Miami, tre giorni ormai. Non si baciano da quando hanno cenato a casa Jauregui e, inoltre, questa è la prima volta che riescono a stare da sole dopo più di quarantotto ore.
Camila traccia la forma del capezzolo di Lauren con l'indice, ormai chiaramente visibile dalla canotta che indossa.
Questa volta è la latina ad ansimare.
La cubana continua, fino a stringere il seno nella sua mano. Con un movimento veloce si stende su Lauren, la penetra con lo sguardo mentre le solleva la canotta. I seni della latina sono liberi, tondi, aderiscono perfettamente ai palmi delle mani della cubana.
«Camila»
Sussurra con un filo di voce e si morde il labbro inferiore.
«Dimmi»
«Noi...» ansima «Noi cosa siamo?»
«Tu cosa vuoi essere?» riformula la domanda
«Io...» ansima ancora «Io...»
Afferra il viso della collega e le ruba un lungo bacio colmo di desiderio.
Tra un bacio e un altro, rotolano nella cuccetta e finiscono per cadere fuori, a terra. Per fortuna la cuccetta di Lauren è in basso.
La caduta di schiena della grande provoca un tonfo, seguito da un suo leggero lamento.
Si prendono qualche altro secondo su quel pavimento fresco del bus, l'una avvinghiata all'altra, Camila a cavalcioni.
Se qualcuna delle ragazze dovesse svegliarsi le scoprirebbero subito, essendo in particolare a terra tra le cuccette di Dinah e Normani.
Impacciatamente rientrano nella cuccetta con ancora più voglia e passione.
Una di fronte l'altra iniziano a spogliarsi.
Nel momento in cui la cubana bacia il collo di Lauren, quest'ultima rabbrividisce e geme.
La piccola le mette una mano sulla bocca.
«Fai piano» quasi ride
Lauren non riesce a trattenersi e geme ancora e poi nuovamente, più forte di prima.
«Mhhh» si sente fuori dalla cuccetta «Zitte»
È Normani.
Le due provano a non scoppiare ridere. Il viso della grande ora è tinto di rosso per la vergogna.
Passato quel momento di imbarazzo, le chiede di guardarla negli occhi. Per qualche secondo cala il silenzio, si guardano e basta.
Gli occhi di Lauren sono lucidi.
«Ti amo, Camila»
La cubana non risponde. Sbatte più volte le palpebre e guarda Lauren stordita.
«Ti amo» ripete ancora
Quando inizia a realizzare, le mani cominciano a tremare leggermente e gli occhi si riempiono di lacrime.
«Cosa?» domanda incredula
Il cuore batte fortissimo.
«Ti amo, Camila Cabello» sorride
Scuote la testa. Una lacrima le bagna il viso e subito viene asciugata da Lauren.
«Ti amo anche io Lauren» finalmente risponde «Ti amo da anni» aggiunge
Le loro mani si uniscono, le dita si intrecciano. Non parlano, bastano i loro sguardi per tanti lunghi minuti e qualche bacio dolce e innocente.
I respiri pesanti e i battiti coordinati sono la loro melodia. La musica perfetta dì sottofondo che accompagna il silenzio.
«Camz»
Si stacca dalle sue labbra.
«Io conosco Sinu da tanto tempo» confessa «È stata la prima persona a cui ho parlato apertamente della mia sessualità ed è stata la prima a sapere del mio interesse nei tuoi confronti ed è stata l'unica a saperlo e a sostenermi per tanto tempo»
Camila è ancora più sconvolta e incredula di prima. Sua madre lo sapeva, sua madre sapeva dei sentimenti di Lauren e non le ha mai detto nulla.
«Scusami?» chiede confusa «In che senso?»
«Ho avuto modo di conoscerla in questi anni, quando lei veniva a Los Angeles ogni tanto ci vedevamo ed è stata una spalla, una seconda madre in molte occasioni e quando ho fatto l'incidente lei è stata al mio fianco, non mi ha lasciata mai sola» continua
«E perché io non sapevo nulla» chiede retorica «Perché non me l'ha mai detto?» insiste
«Io ho chiesto di non dire nulla e lei ha mantenuto la parola...» prosegue «Io non volevo accettare i sentimenti per te, non volevo ammetterlo nuovamente e ti ho sempre evitata, ho sempre fatto finta che tu non esistessi, finchè non sono diventata tua collega»
Camila non sa cosa dire. Non capisce le emozioni che sta provando, forse rabbia, perplessità... non sa dare neanche i giusti nomi alle sensazioni che prova ora.
«Prima di prendere il bus tua madre mi ha messo una cosa in tasca»
Lauren allunga la mano dietro al cuscino e tira fuori una scatolina.
«Sono le fedine di fidanzamento dei tuoi genitori»
Camila riconosce subito la scatolina blu in velluto.
«Sono anni che ci guardiamo da lontano, sono anni che proviamo gli stessi sentimenti, sono anni che ci apparteniamo e ci amiamo»
Lauren estrae dalla scatolina quello che era l'anello di Sinuhe Cabello.
«Vorrei iniziare una storia vera con te, vorrei che tu fossi la mia fidanzata»

Two pieces ||CAMREN||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora