Capitolo 2

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Aspiro l'ultimo tiro di sigaretta e poi la butto a terra spegnendola con il piede, stiamo aspettando Harry da più di un quarto d'ora per andare alla festa di Mia. Gemma è riuscita ad invitare Justin e lui ha portato con sé Blake. Essendo Holmes Chapel un paese molto piccolo ci conosciamo tutti, Blake ha anche lui 20 anni come Gemma e Jus e da più di 1 anno stiamo insieme a dire la verità lui mi è stato molto vicino nel mio periodo buio, non sa nei dettagli cosa è successo ma sa che c'entra con Harry e mi ha promesso che non dirà niente a nessuno.

<<Gemma cazzo, puoi chiamare il tuo fottuto fratello e dirgli di sbrigarsi>>
<<Eleanor, mi dispiace, sai com'è, ormai ha persone che fanno ogni cosa per lui e penso non sia in grado di fare niente da solo>>
<<non me ne frega niente, se non porta il suo culo qui entro due minuti giuro che me ne vado>> sbuffo e Blake mi abbraccia
<<piccola non ti innervosire>>
<<odio i ritardatari Blake>> Mette le mani intorno alla mia vita e mi lascia un bacio a stampo.
<<scusate scusate scusate, ho avuto dei piccoli problemi>> dice una voce che riconosco subito.
Mi giro restando ancora tra le braccia di Blake e lo vedo fissare intensamente il punto in cui le mani del biondo si allacciano alla mia vita.
<<cavolo Harry siamo in ritardo, la festa sarà quasi finita>>
Non risponde alla sorella, cammina verso la casa di Mia lanciandomi prima uno sguardo.
Dopo 10 minuti di camminata arriviamo nel giardino già pieno di persone ubriache fradicie, per tutto il tragitto la mia mano è stata intrecciata a quella di Blake e Harry ne è sembrato infastidito, ma lui non è nessuno per guardarmi in quel modo.
<<ragazzi finalmente siete arrivati, Harry quanto tempo-dice mentre lo abbraccia- tenete>> ci passa dei bicchieri con dentro della vodka e proprio quando sto per prendere il mio, Blake lo toglie dalle mie mani
<<per El niente alcool>>
<<cosa sei tu, suo padre?>> scoppia a ridere Harry
<<no, non sono suo padre ma sono il suo ragazzo, e so dei suoi trascorsi con l'alcool e ne conosco bene anche la causa>> colpito e affondato

Harry se ne va con Mia da alcuni vecchi amici che riconosco, mentre altri non so nemmeno chi siano ma lui è una star e ovunque va, ha persone al suo seguito.
Io, Gem, Justin e Blake ci sediamo sul divano.
<<non smette di fissarti da quando è uscito da casa sua, se va avanti così dovrò fare qualcosa>> Posso capire la sua reazione, quindi lo rassicuro immediatamente.
<<sta tranquillo Blake, io non ho occhi per lui, ma per te>>

La festa va avanti per qualche ora, due anni fa vivevo per feste di questo tipo, uscivo di casa la sera e tornavo il giorno dopo, ma ora le odio, odio le feste, stare in giro fino a tardi e sbronzarmi come se non ci fosse un domani.
L'alcool è uno dei vizi che mi ero presa nel mio periodo buio, grazie a dio sono stata aiutata e ho smesso di bere, anche se ogni tanto un bicchierino lo prendo.
Su questo divano sono rimasta sola, i miei amici sono in mezzo alla ressa a ballare ubriachi marci, decido che per me è arrivata l'ora di andare, così prendo la borsa ed esco.
<<te ne stai andando?>>
<<a quanto pare>>
<<una volta amavi da morire le feste>> Il riccio si avvicina e mi sposta una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
<<una volta amavo molte cose>>
<<Ellie.. io..>>
<<no zitto, non dire niente>> lo interrompo, questo non è assolutamente il luogo in cui iniziare questo tipo di conversazione.
<<vuoi che ti accompagno a casa?>>
<<no, grazie, torno da sola>>
Mentre esco dal giardino sul retro seguita da Harry, un ragazzo per poco non mi vomita addosso.
<<mio dio, basta, questa è stata l'ultima festa a cui sono venuta>>
<<ce ne andiamo così?>> ce? Io non vado da nessuna parte con lui
<<e come dovremmo andarcene scusa?>>
<<ti ricordavo più ribelle, visto che è l'ultima festa a cui partecipi dovresti farti ricordare>> lo guardo torva, mi sta sfidando e lo sta facendo apposta.

Ricordo molto bene quanto ci divertivamo insieme alle feste, non appena entravamo nei locali e nelle case in cui si svolgeva la festa venivamo circondati da persone, non per Harry perchè in fondo non era nemmeno ancora famoso, ma insieme io e lui eravamo una coppia vincente. Eravamo.
<<okay andiamo, ma sappi che comando io, tu sarai solo un assistente>>
Lo porto nel locale della caldaia e mi abbasso all'altezza dei fili
<<voglio proprio vedere come andranno avanti a divertirsi al freddo e al buio>>sorrido
<<wow sei proprio perfida, questa è la El che conosco>>
<<Eleanor>>sbuffo
<<si hai ragione El, allora come posso aiutarti?>>
Non mi preoccupo di correggerlo e armeggio con la manopola della caldaia, in pochi secondi l'acqua scende a zero e in casa la temperatura farà lo stesso
<<bel lavoro piccola>>
Arrossisco per il nomignolo anche se sono molto infastidita
<<dammi una delle tue chiavi di casa>>ordino
<<a che diavolo ti servono>>
<<uffa quante storie, dammele e basta>>
Cerca nelle sua tasche mi lancia una delle chiavi che tiene nel mazzo, uso la punta per tagliare i due fili rossi che servono per dare corrente in casa, non appena vedo la casa diventare buia prendo la mano di Harry e scappiamo nella casa sull'albero del vicino di Mia.
<<è stato fantastico Ellie, non mi divertivo così dall'ultima volta a cui siamo stati insieme a una festa due anni fa>>
Sorrido e mi sdraio sulle coperte che il proprietario della casetta usa per giocare
<<ho chiamato spesso Gemma in questi due anni, le chiedevo anche di te, di come stavi, mia madre non mi diceva niente e lei era l'unica possibilità che avevo per sapere come stavi. Mi ha detto che sei cambiata un sacco in questi anni, non eri più una ribelle e per questo mi stupisco di quello che hai fatto stasera>>
<<senti non fare quello che ora se ne frega, perchè sappiamo entrambi quello che è successo, quindi l'unica cosa di cui dovresti stupirti ora è che io ti rivolga ancora la parola>>
<<sto solo cercando di rimediare a quello che ho fatto, so che ho fatto una cosa orribile e onestamente sto cercando di sistemare la cosa di te non mi importa>>
<<stronzo>>
Scendo dalla casetta, e me ne torno a casa mia.

Pensava di tornare dopo due anni in cui non si è mai fatto sentire e dire la parolina 'scusa' per essere perdonato? no, non è abbastanza, a quanto pare è ancora il ragazzino immaturo di 16 anni a cui fregava solo di sfondare nel mondo della musica. Sono un'altra persona, non voglio più essere presa per il culo da lui, da oggi penserò solo a me stessa ma ho paura, ho una paura fottuta che con il suo ritorno i sentimenti che provavo riaffioriranno e non sarò in grado di gestire la situazione.

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