Capitolo 8

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La fatidica vigilia di Natale è arrivata, nel mio corpo non c'è nemmeno un po' di entusiasmo, passerò una giornata come le altre tutta sola. Mamma alla fine ieri notte è partita per il suo viaggio di lavoro e io sarò sola per un po'. Grazie a dio prima di andarsene mi ha lasciato la carta con cui pagare l'abbonamento a Netflix, mio nuovo fidanzato per i prossimi giorni.

Verso le 10 mi alzo e scendo in cucina per prepararmi del latte, miele e nutella
<<alla buon ora ci siamo svegliate eh>>dice una voce all'improvviso
Mi giro di scatto e vedo Harry sulla soglia della cucina che sorride in modo sfacciato, il che mi fa venire voglia di prenderlo a schiaffi
<<che cosa diavolo ci fai qui?>>dico sprezzante ricordandomi quello che mi ha detto l'ultima volta che ci siamo visti.
<<mi mancava vederti girare per casa così>>dice riferendosi al fatto che ho addosso solo una maglia che mi copre appena sotto la pancia dando una completa visione del mio fondoschiena e non solo.
<<vaffanculo>> dico salendo in camera per mettermi dei pantaloni e lo sento immediatamente seguirmi.
<<rilassati Ellie>>
<<per te sono solo Eleanor, e non mi rilasso, voglio solo che tu te ne vada da casa mia>>questo suo stupido comportamento non fa che aumentare la mia voglia di picchiarlo, non sono mai stata una persona violenta ma potrei diventarlo in questo momento solo a causa sua
<<sono venuto per parlarti>>
<<non abbiamo niente da dirci>>lo prendo per un braccio e lo trascino alla porta, ma poco prima di essa, si pianta con i piedi e io quasi finisco con il culo a terra.
<<stupido Harry>>grido
<<stupido Harry>>ripete cercando di imitarmi mentre io nascondo una risata
<<te ne devi andare, dico sul serio, non mi sono dimenticata di quello che mi hai detto l'ultima volta>>
<<non intendevo davvero dire quelle cose, ero solo arrabbiato con te, perchè non so che cosa tu mi stia facendo, da quando sono qui mi sento in dovere di proteggerti ed è come se fossi una calamita non riesco a starti lontano, mi dà così fastidio vederti con quello sfigato e non mi riesco a contenere, mi manda in bestia. Poi mi hai preso in un post sbornia non da poco>> il suo tono è davvero sincero e noto una punta di rancore, sono stata attenta a tutto ciò che ha detto e in parte lo condivido perchè da quando è tornato ho solo voglia di stare con lui.
<<d'accordo, ho capito>>ammetto
<<ascolta El, non mi sono dimenticato della nostra scommessa, quindi ora preparati che ti porto in un posto>> dice mettendo le mani sulle mie spalle, non credo che andare con lui sia una buona scelta, ma nonostante tutto ho davvero voglia di passare del tempo insieme.
<<che genere di posto?>> chiedo
<<è una sorpresa>>
Gli volgo un sorriso e vado a cambiarmi, ci impiego molto più tempo perchè ho deciso di truccarmi e dopo aver messo l'ultimo tocco di rossetto raggiungo Harry.
<<Blake ti ha chiamato, mi sono autorizzato da solo a spegnerti il telefono, ti aveva già mandato un messaggio in cui ti faceva gli auguri, ma non lo sa che tu non festeggi?>>
<<eiii!Potevi semplicemente rispondergli ringraziandolo, è il primo natale che facciamo insieme, non sa che io e le feste di questo tipo non andiamo d'accordo>>
lo avviso, non capisco quale fastidio gli dia Blake dal momento che io e lui non siamo niente
<<non andrete d'accordo per poco, cambierai idea>>
<<se ne sei convinto>>
<<allora? Mi concedi l'onore di passare questa giornata insieme?>>
<<credo che si possa fare>>

Mi prende per mano e andiamo in macchina dove mi metto subito comoda
<<dai dimmi dove mi stai portando>>dico con voce da bimba
<<non insistere, vedrai quando saremo là> dice ridendo
<<uffaaaaa, dimmi almeno se è vicino>>
<<direi di no, ti dico solo che siamo diretti a Londra>> Londra?!
<<ma è a più di due ore da qui, non torneremo mai in tempo per stasera>>
<<tu non preoccuparti, riusciremo a tornare in tempo anche se non è poi così importante essere a casa stanotte>>
<<certo che è importante, tu e la tua famiglia avete la tradizione di iniziare a festeggiare il 24 sera>>
<<be tu sarai dei nostri>> ammicca
Metto le gambe sul cruscotto e tiro giù anche se inutilmente il piccolo specchietto attaccato al tetto, il sole è alto essendo pomeriggio inoltrato e non riesco a coprirmi, vista la mia difficoltà Harry mi passa i suoi occhiali Dior
<<grazie, mr Dior, questi occhiali saranno costati quanto camera mia>>
<<forse un po' di più>> scoppia a ridere trascinando anche me nella sua risata contagiosa. Ora siamo io e lui in macchina da soli, non può scappare, posso chiedergli tutto ciò che voglio per mettere finalmente un punto a tutto e cominciare forse un'amicizia, mentre mi perdo a pensare lo vedo mordicchiarsi le labbra, segno che vorrebbe chiedermi qualcosa ma non riesce a farlo, in fondo nemmeno lui è cambiato molto.
<<Eleanor, tu mi odi?>> chiede diretto dopo qualche minuto
<<no Harry, io non ti odio, forse per un po' di tempo ti ho odiato ma poi la delusione ha preso corpo>>
<<che cosa pensi esattamente di me? Cioè credi che io sia un cazzone a cui non frega di nessuno oltre che di me stesso?>> rimango molto sorpresa quando mi porge questa domanda, non credo che volesse davvero sapere cosa frulli nella mia mente malata
<<be, penso che tu sia un ragazzo normale che ha avuto una gran cazzo di fortuna, e che si gode appieno tutto quello che ha, sei rimasto umile ma ovviamente uno stupido spocchioso vanitoso. Sotto certi versi sei ancora il ragazzo immaturo di qualche anno fa ma già il fatto che tu abbia tentato di scusarti è un passo avanti. Mi conosci meglio di chiunque altro e sai a memoria ogni mio punto debole e non credo che questa sia una cosa buona per me. Infine devi sapere che per me nonostante tutto continui a rimanere Harry, non esiste nella mia mente 'Harry Styles lo scapolo d'oro degli One Direction'>> concludo e scoppia a ridere per l'ultima cosa che ho detto
<<bene, tutto sommato sono contento di quello che hai detto>>
Il resto del viaggio passa in silenzio, tutte le domande che mi frullavano per la testa sembrano essere scomparse mentre lui si concentra alla guida. Due ore dopo vedo il cartello che indica che siamo arrivati a Londra, giriamo con la macchina per circa 10 minuti finché non arriviamo davanti ad un grande cancello grigio, in cui entriamo senza troppi problemi dopo che Harry mostra il suo badge.
<<dove mi hai portata Harry?>>
<<dal tuo regalo di Natale>>
Mi prende di nuovo la mano e entriamo nell'edificio, non appena dentro rimango a bocca aperta, seduta davanti a me c'è Pat McGrath, la più grande make-up Artist del mondo.

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