Capitolo 7

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"Sta arrivando. Non vi preoccupate." Ci disse Andrea per rassicurarci. Era passata ormai una ventina di minuti dall'ora prestabilita per il giro in motoscafo. "E solo questione di pochi minuti." A queste parole sussurrai uno "Speriamo." che sfortunatamente fu sentito da Amber, dalla quale ricevetti una meritata gomitata in mezzo alle costole.

Effettivamente non dovevo essere acida col ragazzo appena conosciuto dato che per il momento non aveva fatto nulla per meritarselo.  Al contrario era stato simpatico e gentile con entrambe, anche se le sue attenzioni erano comunque riservate ad Amber.

Ciò nonostante mi era impossibile restare calma dovendo aspettare il suo fantomatico amico sotto il sole cocente.

"Questa uscita parte male" dissi fra me e me, osservando il lento scorrere delle lancette dell'orologio.

Finalmente dopo altri dieci minuti un motoscafo entrò in porto e si diresse verso di noi.

Intravidi una figura sul motoscafo e sbiancai.

"Andrea come hai detto che si chiama il tuo amico?" Chiesi sempre più nel panico vedendo il motoscafo avvicinarsi.  "Non l'ho detto." Rispose

"Comunque si chiama Nick. Anche lui è americano quindi non ci sarà alcun problema nella comunicazione." Il battito cominciò ad accellerarmi, non lo volevo incontrare. Non lo volevo incontrare mai più.

"Che sorpresa. Buongiorno Ivy!" Disse Nick facendo scendere le scalette del motoscafo per permetterci di salire. "Che piacere Nicholas." Dissi sputando quelle parole quasi fossero un insulto. "Purtroppo non mi sento molto bene quindi credo di non poter partecipare a quella che si prospetta come una meravigliosa gita in motoscafo." "Non essere sciocca Iv. Stai benissimo. E poi sai che l'aria di mare fa stare meglio." Mi interruppe Amber. "Ora sali sulla scaletta." Disse infine sforzandosi di sorridere e spingendomi verso la scaletta.

"Serve una mano?" Mi chiese Nick porgendomi un mano. Per un attimo riglettei sull'idea di accettare per il solo gusto di buttarlo in acqua, ma poi pensai che avevo gia fatto incazzare Amber troppe volte per quel giorno, quindi evitai.

"No grazie ce la faccio da sola." Risposi percorrendo in fretta le scalette.

"Ah! Giusto per fartelo sapere l'appuntamento era alle 3:00 non alle 3:30." Dissi superandolo e andandomi a sedere su una sorta di divanetto che si trovava sulla poppa della barca.

"Devo essermi sbagliato. Mi scuso per averti privato di mezz'ora della mia presenza." Disse continuando a sorridermi, cosa che mi irritò ancor di più. "Non sapevo vi conosceste." Disse Andrea che ci aveva raggiunto a bordo insieme ad Amber. "Già, per la prima volta sono stato io a cadere ai piedi di una ragazza." Mi sfuggì un sorriso. "Oh Santo Cielo, miracolo. Sua Altezza ha sorriso ad una mia battuta." "Vedi di non abituartici." Gli risposi mentre Amber di sedeva di fianco a me.

Non era affatto piccola come barca.  Sarà stata lunga sugli 8 metri e larga sui 3 o 4. A giudicare dal aspetto doveva anche essere nuova.

Era proprio un bella barca ed era la giornata perfetta per farci un giro.

L'unica pecca era la compagnia.

Un ragazzo e una ragazza impegnati in un appuntamento amoroso, e Nick. Decisi quindi di lasciare i due morosi da soli e mi diressi verso la prua dove si trovava un "divanetto" bianco, molto più spazioso del precedente, dove mi sdraiai.

Non passò molto tempo che la barca partì. Mi alzai mettendomi sulle ginocchia per sentire le brezza marina venirmi addosso.

Amavo il vento fra i capelli.

Amavo il rumore dell'acqua che si apriva al nostro passaggio.

Amavo quella massa d'acqua davanti e nient'altro per chilometri e chilometri.

Amavo andare in barca e non lo facevo da quando avevo 9 anni.

Dopo essermi goduta quella sensazione per qualche minuto tornai alla mia posizione iniziale.

Il motoscafo accellerò di botto e io scoppiai a ridere di istinto quando sentii quello strano senso di vuoto nello stomaco che si sente quando vai sulle montagne russe.

Dopo poco mi ci abituai, chiusi gli occhi e rimasi in quella posizione finché non ci fermammo. Sentii il tonfo dell'ancora che entrava in acqua e intuii che fossimo arrivati ad una qualche sconosciuta metà.

Aprii gli occhi e vidi intorno a noi solo il mare e la spiaggia in lontananza.

"Che facciamo qui?" Chiesi alzandomi e dirigendomi verso dove credevo di trovare gli altri. "Io mi tuffo." Disse Nick  togliendosi la maglietta e scoprendo così degli addominali perfetti. "Merda! Non fissarlo, non fissarlo." pensai a quella vista mozzafiato. "Vieni con me? Qui l'acqua è bellissima." Tornando in me gli risposi. "Certo aspetta solo che..."

Fui colpita dagli schizzi creati dall'impatto fra Nick e l'acqua.

Mi tolsi il vestito e gli occhiali da sole. Avevo ancora la pelle un po' palliduccia ed in più avevo anche delle occhiaie non trascurabili.

Improvvisamente mi sentii in grande imbarazzo ad essere osservata dagli occhi di Nick.

"Vuoi rimanere ancora lì impalata per molto?"

"Sto arrivando, sto arrivando." Dissi in risposta prima di buttarmi in acqua.

Nick aveva ragione. L'acqua era semplicemente meravigliosa. Era parecchio profondo e la cosa mi fece sentire tremendamrnte libera. Sentii i raggi del sole accarezzarmi dolcemente e il rumore dell'acqua che si spostava a ogni mio movimento.

Rimasi per qualche secondo sott'acqua per poi sbucare a qualche metro di distanza dal motoscafo.

"Fai nuoto?" Mi chiese poi. "No, danza." Risposi anche se probabilmente non mi aveva sentito dato che subito dopo avermi posto la domanda era scomparso sott'acqua per ricomparire pochi secondi dopo  davanti a me.

"Scusa stavi dicendo?"

Il suo viso era a pochi centimetri dal mio e la cosa mi fece stranamente agitare. Aveva i capelli bagnati che gli ricadevano disordinati sulla fronte.

Quei capelli così perfetti anche adesso.

Quel viso così perfetto.

Quel viso così vicino.

Troppo vicino.

"Stavo dicendo che faccio danza." La mia voce fu così flebile che mi stupì che fosse riuscito a sentire.

"Dovevo capirlo. Hai il fisico da ballerina." "Cioè?" Chiesi curiosa. "Piccolo..." "Vuoi dire che sono bassa?" "Be, sarai si e no alta 1,70 ed avrai diciannove anni." "Primo ho 18 anni e secondo sono alta 1,67 e ne vado fiera."

Fece un sorriso sbilenco. "Fai bene. Mi piacciono le ragazze basse." Disse in risposta appoggiando la sua fronte contro la mia. 'Non baciarlo, autocontrollo. Non baciarlo.'

"A me invece non piacciono molto i ragazzi che mi danno della tappa."

Gli dissi resistendo all'impulso di saltargli addosso.

Angolo dell'autrice:

Scusate, so che è un po' più corto degli scorsi ma avevo fretta di scrivere il capitolo dopo.

Spero vi piaccia e fatemi notare se ci sono degli errori.

That SummerDove le storie prendono vita. Scoprilo ora